martedì 17 maggio 2016

Fammi sognare di essere giovane e bello...

Sono uscita, stasera, con un vestitino nuovo, corto, scollato profondamente a V sul davanti. Sento la mia pelle liscia, profumata e leggermente accaldata, i capezzoli nudi a contatto con il tessuto del vestito e con l'aria fresca delle sere d'estate. Sento gli sguardi degli uomini, dei ragazzi attorno a me frugarmi nella scollatura, girarsi a guardarmi il culo e più che esserne infastidita stasera ne sono lusingata. Sto andando a ballare con le mie amiche, non vedo l'ora di essere arrivata. Ci mettiamo a bordo pista, osserviamo la situazione, capiamo come muoverci e ci facciamo avanti. Balliamo noi tre, ogni tanto si aggiunge qualche ragazzo che viene subito ricacciato indietro.
Sono eccitata, sarà l'estate, sarà che questo vestito è davvero corto ma ho in testa una cosa sola. Prima di uscire di casa mi sono toccata a lungo, sotto la doccia, mi venivano in mente momenti di totale perdizione, in cui non capivo quale fosse il mio corpo e quale quello dell'altro. Baci sulla pelle, lingue in bocca, scambi di salive e di liquidi, mani che afferrano e stringono, quasi strappano il corpo dell'altro. L'orgasmo non ha tardato ad arrivare mentre sognavo del sesso orale, mentre gli umori mi bagnavano le cosce e urlavo il mio piacere.
Mi arriva un messaggio, ecco l'occasione che aspettavo, le mie amiche già l'hanno capito e già sanno che le abbandonerò a breve. Mi piacciono le cose così senza preavviso ma voglio fare qualcosa di meglio rispetto al semplice sesso. Vado in bagno e tolgo il tanga, dubito mi servirà stasera. Dopo poco arrivi, ti vedo da lontano ma decido di far finta di non vederti, vediamo cosa fai.
Mi si avvicina un ragazzo, carino, ci ballo un po', giusto per fargli sentire di cosa sono capace, poi lo allontano e mi trovo faccia a faccia con te. Non ho nemmeno il tempo di dirti “ciao” che mi infili la lingua in bocca e una mano sul culo, quasi dandomi uno schiaffo, quanto mi ecciti. Non avendo le mutande già sento che comincio a bagnarmi. Ti infilo le mani sotto la maglietta, graffiandoti un po', poi constato la tua eccitazione strusciandomi contro i tuoi pantaloni. La tua erezione è evidente ed è chiaro che gradisci i miei movimenti. Mi infili una mano sotto il vestito e sorridi, già sapevi che non le avrei avute. Ti sorrido. Restiamo ancora un po' nel locale, balliamo svogliatamente proiettati verso ciò che faremo dopo. Ora basta, ti prendo, ti bacio a lungo e ti fisso, mentre tu vai fuori a chiamare una taxi io saluto le mie amiche.
Una volta nel taxi mi prende l'eccitazione: ti voglio qui subito e ora. Ti tasto i pantaloni e mi guardi a metà tra lo spaventato e lo stupito, ghigno e slaccio la cintura. Mi prenderai per matta, o ninfomane. Facendo finta di niente infilo una mano dentro i tuoi boxer e lo tiro fuori, scappellandolo lentamente poi, facendo cadere la borsa tra i tuoi piedi e sperando il tassista non noti niente mi chino e lo prendo in bocca. Abbiamo poco tempo ma è la situazione che rende tutto più eccitante che mai. I boxer mi impicciano, li abbasso ancora un po' in modo da potermelo infilare tutto in bocca, sussulti sentendo la fine della mia gola sulla cappella. La lingua lo percorre su e giù zizzagando, succhio un po' e sento le prime gocce di sborra uscire, che goduria. Mi fermi e mi fai tirare su, mi baci frettolosamente mentre mi rimetto seduta. Ti guardo interrogandoti con lo sguardo. Di colpo mi infili un dito dentro, non me lo aspettavo e mi scappa un gemito, il tassista guarda nello specchietto e sorrido. Non può immaginare niente, credo. Sadico cominci a muoverti dentro di me, sto davvero facendo fatica a trattenere anche solo i sospiri. Nel frattempo mi baci e mi mordi il collo, allargo le gambe permettendoti di entrare più in profondità e tu ne approfitti e ci infili un secondo dito, sono davvero eccitata, al limite con l'orgasmo. Ti tocco, ti voglio, ti vorrei qui ed ora ma devo trattenermi. Mi sento sempre più bagnata, le tue dita scivolano su di me, indugiano sul clitoride, seguono percorsi che mi provocano vibrazioni interne ed esterne che vorrei esternare gridando. Sto per venire e ti guardo per fartelo capire.
In quel momento il taxi si ferma, siamo arrivati. Togli la mano, abbasso il vestito velocemente e paghiamo, quando scendiamo dal taxi ti prendo per mano e sento le tue dita ancora bagnate del mio liquido e me le metto in bocca, come a far loro un pompino. Quasi corriamo di sopra, questi preliminari nel taxi sono stati efficaci e non pensiamo ad altro tanto che ancor prima di arrivare in casa siamo già quasi nudi. Mi butti di peso sul tavolo, mi apri le gambe e mi penetri violentemente e finalmente posso gridare di piacere quanto voglio. Mi scopi, mi fotti, mi devasti fisicamente. Sento le tue unghie nella mia carne, le mie unghie sul tuo culo che ti incitano a darmene ancora, di più. Scopiamo come se non lo avessimo mai fatto, i nostri corpi scivolano l'uno sull'altro, ne vogliamo sempre di più, sempre più dentro e più profondo. Ti voglio sentire godere, voglio sentire quanto godi dentro di me. Ti mordo, ti graffio, ti stringo finché non ti sento contrarre, quanto mi eccita vederti venire.
Esausti ci buttiamo sul letto senza parlare.

(Scritto da C, Non contaminato dalle sordide manacce di Vì )