mercoledì 17 febbraio 2016

Tu, mia musa di pomeriggi annoiati

Le poche luci riescono a stento a tenere fuori il buio della sera.
Qualche monitor abbandonato, i corridoi al di là dei vetri, la mia lampada da scrivania schermata di verde.

La musica e la penombra mi isolano sempre di più, lasciandomi vagare tra i miei pensieri.
Sono comodo, rilassato, eccitato.
Scorro filmati porno, immagini di nudo. Vago in rete in cerca di racconti erotici, di spaccati di vita altrui, di buchi della serratura dietro i quali nascondermi crogiolandomi nel mio desiderio.

Alzo gli occhi e la vedo entrare con il necessario delle pulizie.
Sfortunatamente insieme al suo collega.

Sul mio monitor scorrono immagini di cazzi enormi che penetrano a fatica giovani donne dai visi distorti di piacere.
Lei è dal lato opposto non può vedere, a meno che non indovini qualcosa dal riflesso sulle vetrate alle mie spalle.

Dovrei forse interrompere?
No, mi piace il rischio.
Cos’accadrebbe se vedesse cosa sto facendo?
Rimarrebbe schifata e scandalizzata? Oppure un brivido di eccitazione contagerebbe anche lei?
Tengo sotto controllo il suo sguardo, ma questo è sempre abbassato sulle superfici da pulire.

Oggi è un giorno particolare, sono venuto al lavoro in tuta, e il fatto di avere un indumento così leggero e informale, veloce da togliere, amplifica i miei pensieri osceni.
Mi accarezzo piano sotto la scrivania, godendo della sensazione del mio cazzo che si indurisce pur costretto negli slip stretti.
Lei è ormai alla scrivania accanto la mia, quindi chiudo la finestra dove la ragazza di turno ha ormai estratto abilmente le ultime gocce di sperma dal cazzo che la sovrasta, godendomi lo spettacolo del suo culo generoso avvolto in un paio di jeans sformati.

E’ trasandata ultimamente, o forse ingrassata. Ha un’aria di sciatteria e noncuranza mista ad alterigia che mi eccita da morire.

Percepirà il mio sguardo scivolare umido lungo la curva della schiena?

Immagino il calore in mezzo a quelle cosce.
Immagino il pelo riccio e nero come la sua testa, denso e profumato di odori forti.

Mi alzo lentamente e le passo dietro, dirigendomi con calma verso i bagni.
Ho voglia di brividi più intensi, ho voglia di rimescolare le sensazioni sterili che invadono l’aria stanca della sera.
In bagno mi tolgo in fretta pantaloni e mutande, rimirando il mio cazzo semi eretto libero nell’aria fredda del locale.
Mi accarezzo ancora un attimo, immaginando lei inginocchiata sulle mattonelle  sudicie in attesa di farmi sentire la sua lingua.

Rimetto solo i pantaloni, e con le mutande in tasca ritorno al mio posto.
Il cazzo preme sulla stoffa leggera, delineando perfettamente la sua forma: il bordo della cappella, la vena prominente.
Gli sguardi dei due comunque rimangono lontani, soprattutto di lei, sempre ligia e concentrata sul suo lavoro.

Mi risiedo e continuo a fantasticare, accompagnando i miei sogni ad occhi aperti con un deciso massaggio del dito indice sulla cappella sempre più gonfia.
La premo, la stringo, trastullandomi dell’effetto quasi doloroso della stoffa e godendo del mio essere depravato e inopportuno.


Ma intanto lei è passata al alto opposto del locale, ormai quasi completamente nascosta ai miei occhi...



Tanto vale tornarsene a casa.

martedì 2 febbraio 2016

Homo Erettile

Essere uomini è davvero duro.

Ringrazio il cielo di essere stato previdente: doccia accurata, mutande sportive nere, calze anch'esse sportive ancora nuove e in buono stato (confesso di avere un rapporto complicato con le calze, a causa della pessima abitudine di girare sempre scalzo, sporcandole e usurandole così in maniera sproporzionata.)

Quando mi sono presentato per la seconda seduta di fisioterapia, in cui avrei effettuato la prima sessione di tecarterapia, ero già predisposto per passare il mio tempo con il ragazzo della volta precedente. Così quando si è presentata quella giovane  in camice bianco, poco più che ventenne, sono rimasto un po’ spiazzato...

Sarà mica lei a seguirmi?

“Prego signor Vì, si accomodi pure”

Oh cazzo.
Venti minuti di piacevole massaggio al ginocchio e alla coscia, con la sua mano incredibilmente morbida e vellutata che segue e asseconda il lavoro dello strumento.
La sua espressione assorta e concentrata, con il labbro inferiore carnoso e sporgente, estremamente sensuale, a poche spanne dalle mie parti intime...

Ce la posso fare.
Si, ce la posso fare.

Profughi siriani...
Intervento in Libia...
E’ giusto convogliare fondi verso la Turchia per la gestione immigrati?
La frattura della rotula deve essere molto dolorosa, ma forse è peggio il crociato, sicuramente entrambi...
Che poi Renzi fa bene a far girare le palle ai Crucchi, tanto l’alternativa a fare i bravi è vederli farsi i comodi loro e non ottenere mai niente...
E comunque chi è quello stronzo che ha messo incinta la Meloni???

No! La Meloni ingravidata no cazzo!!!

Naufragi primarie in Iowa Salvini al Family Day rottura scomposta del perone...

“Bene, per oggi basta. Possiamo già fissare una seconda seduta per giovedì?”

No.
Io non ce la posso fare.

Mi do malato.