Non ho tempo per vivere, ma trovo il tempo per rubarmi tempo.
Negli ultimi anni ho cercato di “normalizzare sempre più la mia vita, con poche fughe verso quel lato più torbido e sregolato che tanta influenza aveva su di me qualche tempo fa.
Meno viaggi e meno tempo libero hanno contribuito a non lasciarmi deviare, ma il richiamo a volte riesce a superare le barriere compatte del buon senso e dei pensieri concreti.
Così come mi manca il tempo per gestire dei blog, fermarmi e fissare qualche pensiero, mancano anche il tempo e le energie per gestire rapporti virtuali con altre donne, per non parlare dello spazio per ritagliarsi un momento di incontro reale.
La Alice del post precedente è stato un caso fortuito (Destino???)
Trenta minuti di prova su un sito per donne sposate, dopo aver letto un
articolo di giornale che ne parlava, per poi venir contattato da una che vive
ad un paio di km da dove lavoro.
Simpatica, schietta, senza inibizioni, è stato facile buttarsi in un
incontro alla cieca, riconoscersi (per fortuna senza conoscersi) e riconoscere
l’attrazione dei nostri corpi, seppur in pochi minuti rubati all'aperto.
Poi i mesi passano, e non si riesce ancora a organizzare un incontro
come si deve.
In parallelo c’è la questione della Nuova Collega...
Caso più critico, molto pericoloso e di difficile gestione.
Conoscenze comuni, molto ampie e radicate, occhi puntati dei restanti colleghi a causa della confidenza precedente il suo arrivo, si aspetterebbero subito qualcosa, difficile sfuggire.
Dal canto mio poi non penso/pensavo a qualche possibile implicazione, nonostante la forte intesa intellettuale e goliardica quando si tratta di scherzare sul sesso.
Sono rimasto perplesso però qualche giorno fa, quando al venerdì
pomeriggio mi ha chiesto se la raggiungevo dopo il lavoro al solito wine bar,
perché lei stava andando a raggiungere “gli altri”.
Convinto che come al solito gli altri fossero i nostri colleghi, l’ho raggiunta, salvo poi trovarmi davanti due coppie di suoi amici storici.
<<AH lui è quello della trasferta di cui mi raccontavi! >>
Sorrido presentandomi soffocando la perplessità. C’erano altri tre
uomini in trasferta con lei e me, perché io sarei quello “particolare”?
In più ora siamo tre coppie, e un paio di battutine di uno dei suoi amici sulla mia situazione sentimentale lasciano intendere che ci stia provando con lei.
Mi sento a disagio, risuonano troppi allarmi.
E poi c’è “La Ciclista”.
Questo è un caso veramente anomalo, ma che mi incuriosisce molto...
