venerdì 19 aprile 2024

TEMPO

Non ho tempo per vivere, ma trovo il tempo per rubarmi tempo.

Negli ultimi anni ho cercato di “normalizzare sempre più la mia vita, con poche fughe verso quel lato più torbido e sregolato che tanta influenza aveva su di me qualche tempo fa.

Meno viaggi e meno tempo libero hanno contribuito a non lasciarmi deviare, ma il richiamo a volte riesce a superare le barriere compatte del buon senso e dei pensieri concreti.

Così come mi manca il tempo per gestire dei blog, fermarmi e fissare qualche pensiero, mancano anche il tempo e le energie per gestire rapporti virtuali con altre donne, per non parlare dello spazio per ritagliarsi un momento di incontro reale.


La Alice del post precedente è stato un caso fortuito (Destino???)

Trenta minuti di prova su un sito per donne sposate, dopo aver letto un articolo di giornale che ne parlava, per poi venir contattato da una che vive ad un paio di km da dove lavoro.

Simpatica, schietta, senza inibizioni, è stato facile buttarsi in un incontro alla cieca, riconoscersi (per fortuna senza conoscersi) e riconoscere l’attrazione dei nostri corpi, seppur in pochi minuti rubati all'aperto.

Poi i mesi passano, e non si riesce ancora a organizzare un incontro come si deve.

 

In parallelo c’è la questione della Nuova Collega...

Caso più critico, molto pericoloso e di difficile gestione.

Conoscenze comuni, molto ampie e radicate, occhi puntati dei restanti colleghi a causa della confidenza precedente il suo arrivo, si aspetterebbero subito qualcosa, difficile sfuggire.

Dal canto mio poi non penso/pensavo a qualche possibile implicazione, nonostante la forte intesa intellettuale e goliardica quando si tratta di scherzare sul sesso.

Sono rimasto perplesso però qualche giorno fa, quando al venerdì pomeriggio mi ha chiesto se la raggiungevo dopo il lavoro al solito wine bar, perché lei stava andando a raggiungere “gli altri”.

Convinto che come al solito gli altri fossero i nostri colleghi, l’ho raggiunta, salvo poi trovarmi davanti due coppie di suoi amici storici.

<<AH lui è quello della trasferta di cui mi raccontavi! >>

Sorrido presentandomi soffocando la perplessità. C’erano altri tre uomini in trasferta con lei e me, perché io sarei quello “particolare”?

In più ora siamo tre coppie, e un paio di battutine di uno dei suoi amici sulla mia situazione sentimentale lasciano intendere che ci stia provando con lei.

Mi sento a disagio, risuonano troppi allarmi.

 

E poi c’è “La Ciclista”.

Questo è un caso veramente anomalo, ma che mi incuriosisce molto...

mercoledì 10 aprile 2024

LA TANA DI ALICE

Alice non ricorda di essere stata bambina.

La sua vita è pesante, i suoi passi dolenti.

Alla soglia dei cinquanta i capelli sono ancora ramati, la pelle bianca è liscia e morbida, ma l’occhio tradisce tutta la sfiducia che le tormenta il cuore

 

Un giorno si sveglia e si rende conto che i suoi sogni sono stati rubati, che la sua vita non le è mai appartenuta.

 

E’ tardi per rimpiangersi.

Non è mai tardi per riprovarci.

 

La raccolgo nel bosco che ha l’aria smarrita.

La prendo per mano, e insieme saltiamo il fosso.

 

Ha il fiato corto, il cuore veloce, ma la mia lingua la conforta, tra le sue labbra e tra le sue gambe.

 

Siamo pazzi, siamo invincibili.

Ci siamo persi nell'attimo in cui ci siamo incontrati.

 

Non posso seguirti al di là, piccola Alice, i miei sogni sono contati.

Di lacrime seccate non mi resta che sale.





 

venerdì 5 aprile 2024

I DIALOGHI DELL'INFEDELTÀ

Infedeltà...


Mi affascina la parola, la forza della negazione implicita in essa.

Definire qualcosa per quello che non è, come se non avesse forma e vita propria.

 

Verrebbe allora da dire: parliamo di fedeltà.

Ma io non so definirla.

Non la conosco.

Ne ho paura.

 

In ogni caso nella mia vita la ho persa, forse per sempre, e ormai parlarne è cosa inutile.

L’alternativa, l’unica, è parlare dell’infedeltà:

 

passata,

presente,

futura...


inequivocabile e reiterata.

 

Il mondo è fatto per le persone semplici...

Io non so cosa sono, a volte mi sento addirittura banale, ma poi mi sovviene un timore: e se io (come forse tutti) fossi composto da tante parti semplici?

Il trucco potrebbe essere dare a queste singole parti la giusta attenzione.

L’errore sarebbe tentare di avere una visione globale del tutto, mettere una di fronte all'altra le diverse facce della nostra semplicità.