mercoledì 20 maggio 2015

Scene da un fulgido giorno di maggio

Un bellissimo e sensualissimo uomo (Dovete prendere questa descrizione per buona, non avete scelta. N.d.a.) se ne sta abbandonato nel suo cortiletto con un libro in mano.
Le lunghe gambe ben modellate appoggiate al tavolino, solo un paio di pantaloncini da corsa e una canottiera leggera a coprire il corpo un po’ arrossato dal vivace sole di maggio.

Una gioiosissima e sensualissima donna coetanea si avvicina a passo deciso e con l’aria un po’ trafelata verso il cancello, di certo in cerca di altre persone e ignara della presenza del suddetto uomo.
L’uomo la guarda di sottecchi da dietro gli occhiali da sole, facendo finta di continuare a leggere: è bassina e rotondetta, con un visino carino e malizioso incorniciato da una massa di ricci neri.  Il bel seno abbondante è compresso in una camicia azzurra aziendale, con gli ultimi bottoni slacciati a rivelare un largo solco lucido di sudore.

Quando la donnina sensuale si accorge della presenza maschile, in automatico si guarda le tette, accostando un poco i lembi della camicia forse troppo discosti, per poi subito alzare il viso allegro e sfoderare un casto sorrisone di saluto all’uomo che l’accoglie con un saluto cortese...

Ma cortese non è poi così tanto il pensiero del sensualissimo uomo che si accarezza una spalla nuda e ben scolpita guardando la donnina farsi sempre più vicina, realizzando che si, allora vedi che sei troia? Che lo sai che c’hai quelle belle tettone esposte e invitanti? E lo sai che quando ti ritrovi a parlare con un essere umano maschio dai sani appetiti sessuali, l’effetto dei tuoi occhioni svegli e intelligenti e del tuo corpo morbido e invitante scatena reazioni chimiche e idrauliche difficilmente gestibili. Lo fai apposta quindi a lasciare scoperto il più possibile quel solco tra le tette fatto apposta per appoggiarvici sopra un bel cazzo duro.
E non è che magari è questo che vuoi? Che l’aria da professionista seria tutta concentrata su lavoro e figli sia solo sbandierata di continuo per darti un tono? Per nascondere la tua troiaggine radicata?

Ma io non ti capisco...

Vorrei entrare in quella testolina e vedere cosa ti passa per il cervello, cos’è che vorresti e da chi vorresti averlo. Così come in generale vorrei entrare nella testa delle tue simili per schiarire questa nebbia compatta che avvolge il vostro mondo, che a tratti mi pare così splendente e luminoso...

 e a tratti oscuro e intricato.