giovedì 15 giugno 2017

Soddisfazioni

Una delle mie (tante, troppe) fantasie erotiche riguarda le due ragazze delle pulizie che lavorano nella mia ditta.

Della prima ne ho già parlato, ed è decisamente la migliore: carnale, riccia, sguardo sfrontato e culo generoso.
Un po’ grezza, ma è questo che ne esalta il fascino sessuale.
La seconda è arrivata da poco. Più giovane, 20/25 forse?, meno erotica ma comunque attraente, specie con quelle belle tute sformate che le fasciano il culo (non di certo tonico) quando si piega a novanta.

Decisamente impossibile concludere qualcosa con entrambe, né con la prima, anche se sembrerebbe più fattibile, né con la seconda che pare molto riservata e molto fidanzata.

Ma poi...

Una mattina particolarmente ricca di voglie e fantasie galoppanti, mi sono ritrovato con il cazzo troppo duro per poterlo lasciare rinchiuso nei jeans scomodi.
Decido che si necessita di una bella sega liberatoria nei bagni, alzandomi in fretta verso il corridoio.

I jeans piuttosto grandi, io che di certo non sembro Rocco, fatto sta che non mi preoccupo molto di nascondermi, neanche quando la ragazza più giovane spunta dai bagni puliti e mi incrocia.

Ciao
Ciao...

E subito vedo il suo sguardo che si abbassa, attraversato all'improvviso da un lampo di... sorpresa? Interesse? Sicuramente di comprensione.

Mi guardo e noto che in effetti la punta del cazzo preme con decisione all'altezza del taschino  (quello che non si capisce mai a che minchia serva, talmente è stretto e profondo), rendendo ovvio che non è qualcosa che ho in tasca a creare quello strano e pronunciato gonfiore.

La cosa mi piace, mi eccita ancora di più.
La sega successiva sarà veramente soddisfacente.

Chissà lei che pensieri si sarà fatta, e se un minimo di fantasie erotiche sia in fondo riuscito a causarle.
Me la vedo bene stesa sul letto, in uno di questi pomeriggi caldi e umidi, ad affondare le proprie dita in una bella figa pelosa e cicciotta, sognando magari di essere presa da dietro contro il muro piastrellato dell’antibagno da un cazzo voglioso di esplorare quella figa grondante.


Ma le donne le pensano queste cose???

lunedì 5 giugno 2017

Cedimenti

-Vieni a pranzo da me? Oggi mangio a casa da sola...

-(No forse è meglio di no, ho del lavoro da finire, poi in pausa volevo starmene tranquillo all'ombra leggendo un libro, perché la buona e sana solitudine introspettiva è la miglior scelta di vita possibile, e basta con queste storie infruttuose e complicate, che in fondo c’abbiamo la nostra età – tu specialmente – e dovremmo pensare a mantenere in ordine le nostre vite...)Ma certo! Ci vediamo all’una?


Ero stato bravo.
E anche se i suoi  occhi azzurri quel giorno racchiudevano il cielo, e la loro limpidezza lasciava intravedere squarci di paradiso, ce ne eravamo rimasti a debita distanza.
Avevamo mangiato, riso, bevuto sotto il sole allegro di maggio lì sulla terrazza, cercando ogni tanto conforto all’ombra di un vecchio ombrellone sbiadito e facendo finta di essere in vacanza lontano.

Il tempo era quasi scaduto, e da lì a poco sarei dovuto rientrare al lavoro. Facile quindi rilassarsi e abbassare le difese.

Fu sufficiente per lei appoggiare le sue gambe sulle mie, con i polpacci nudi e i piedi scalzi. Forse senza malizia, ma solo per rilassarsi bevendo l’ultimo bicchiere.
E forse senza malizia, le accarezzerai la linea snella della gamba, per poi massaggiarle piano la pianta del piede cercando i nodi di tensione che le ingarbugliavano la vita.

E fu in quel momento, senza che neanche mi offrisse il caffè, che tutto precipitò.

Fu un attimo, naturale, sporgersi verso il suo sporgersi e incontrare la sua lingua, così tanto desiderata in fin dei conti.

- Ci vedono! Andiamo dentro.

E’ incredibile come il ricordo più vivo è più forte siano le sue parole sussurrate, cariche di desiderio e di promesse, poi mantenute.
Forse perché il resto fu un turbine di vestiti e poi di corpi, di pelle, di gemiti e urla soffocate tra le lenzuola.

Il suo orgasmo nella mia bocca.
Il mio sulla sua pancia.

In sostanza, un altro ritardo al lavoro.