mercoledì 23 aprile 2014

Lacrime

È bastato quel lembo di pelle bianca, risplendente nella penombra e sufficiente a rischiarare la serata.
La tua mano che scopre appena, con fare distratto.
Il richiamo di quella pelle delicata, tesa sulla curva dell’anca e facile da sfiorare, per trovare la strada che porta sempre più giù.
La sfioro, l’annuso, voglio vedere fin dove arriva.

Tu rimani immobile, non chiudi il libro, ma solo gli occhi.

Per me è un attimo perdermi, prenderti. 
Voglio solo dimenticare questa stoffa pesante, vedere e leccare, lavar via odori e gusti di una giornata faticosa. Farli miei.

Sei vittima, non combatti, ti lasci affondare nel soffice divano mentre ti afferro le caviglie fredde, unendole e spingendole verso l’alto. 
La tua figa è chiusa, ma a me piace forzarla con le labbra e la lingua. Dentro è calda e acquosa, ancora di più quando mischio la mia saliva al tuo piacere. E io di quel piacere voglio tirarne fuori anche la più piccola briciola, con un dito, con due, con la lingua che cerca e che trova il clitoride nascosto.
Le dita sguazzano in una densa crema bianca, che cola sulla pelle liscia e tesa del perineo e circonda l’ano contratto.

Mi piace, mi eccita. 

La spalmo intorno al buco usandola per aiutarlo a rilassarsi e ad aprirsi. Solo un dito, solo un attimo.
Voglio quelle lacrime  di gioia e di piacere che mi bagnano fino al polso...


È la tua figa che voglio, adesso.

mercoledì 16 aprile 2014

...stop.

E' un periodo strano.
Un periodo in cui scopo poco o niente, ma nel quale ho a che fare e sto a contatto con parecchie donne...

La miscela è esplosiva.

Soprattutto perché con queste donne non posso e non devo avere pensieri strani, sarebbe un disastro.
Ma per me non avere pensieri strani è praticamente impossibile. Io quando sono a stretto contatto con una donna percepisco in modo dirompente la fisicità del suo corpo, l'implicazione che questo comporta, soprattutto se relazionato con il mio.

Scollature, pienezza dei seni sotto un maglioncino, mani affusolate che scostano capelli, gambe velate che s'intravedono all'atto di accavallare le gambe...

E' impossibile rimanere indifferente, ed io ho costantemente il terrore che la cosa venga percepita da loro.
Non ho assolutamente la presunzione di poter lusingare una donna con uno sguardo indiscreto, tutt'altro, penso che una cosa del genere mi faccia passare per il solito maschio porco e imbecille. Quindi il mio autocontrollo è sempre spinto al massimo, nella speranza di non tradirmi.

Che fatica, che logoramento...

Mi rendo proprio conto che nella vita le avventure sessuali rendono tutto più leggero, migliore.
Quando ci si rinuncia, o si viene distratti da altro, la tensione accumulata rischia di corrodere e rovinare le piccole cose di ogni giorno.

Starò esagerando?
Forse, magari dovrei provare soltanto a farmi una sega.
Vado.