lunedì 26 marzo 2012

Sono ufficialmente un naturista.


Serio, convinto, applicato(applicante?), motivato.




E' vero, la molla è sempre l'erotismo e il sesso.
Ma poi c'è molto di più, c'è un modo di vedere e vivere la vita più naturale, profondo, completo ... e ovviamente il sesso è parte integrante e fondamentale di questa visione.




Togliersi i vistiti vuol dire togliersi le machere, le catente, spezzare le sbarre imposte da una società evidentemente malata e degenere.


Uno dei ricordi più belli di questi giorni?
Io che passeggio nudo tra giardini e orti pronti a sbocciare insieme a una bambina di sette anni che mi mostra i suoi angoli di gioco prefriti portandosi dietro il suo coniglietto nero...


Vorrei una figlia da far crescere in questo modo.
Vorrei poter far credere a qualcuno che esiste un mondo (e un modo) migliore.







venerdì 23 marzo 2012

oggi...

...sono dannatamente bello.


un mix tra James Dean e Jhonny Deep (purtroppo non per via del cazzo, pazienza)


ne prendo atto e mi gongolo sugli allori dell'amore universale che trasuda dai miei pori.


domani mi aspetta uno stravagante week-end erotico/spirituale...
difficile da spiegare, vedrò di tirare in seguito le somme.




intanto adesso sono piuttosto ubriaco ed eccitato dopo un classico aperitivo del venerdì sera nel locale più cool della valle-cadavere.
oggi ho avuto rapporti ravvicinati con le mie due donne in carriera super-sexy che mi hanno creato squilibri ormonali preoccupanti...


in più è tornata la mia collega dalla caviglia super-sexy (ripescherò il post nei meandri del cadavere di Splinder)
che tra l'altro ha un culo super-sexy, delle tette super-sexy, un sorriso super-sexy... e ha il potere di mandarmi veramente nel pallone.


si preannunciano tempi bui.




nel frattempo, vado in bagno a donarmi un po' di amore sincero e autocelebrativo... 
che non è male.


ciao.







lunedì 12 marzo 2012

essere donna oggi...

Mi appropinquo alla cassa pregustando già una serata di abbandono sul divano, coccolato dal fruscio della puntina sul vinile seguito dalle note piene e corpose da troppo tempo attese…

La ragazza dietro al bancone è molto carina, sulla ventina, alta, magra, capelli lunghi e neri e visto affilato.
Parla fittamente con la sua vicina...colleghi, turni, ferie...

-Ciao, ciao, ecco, grazie, basta così?, si.
 
Armeggia con buste, bancomat, POS, e intanto continua a parlare con la sua collega:

-No, perché io la settimana di ferie a giugno me la voglia fare

-E dove vuoi andare?

-Formentera, ovvio!

-Ma dai ancora?

-Si guarda, se ci vai una volta poi ne puoi più fare a meno! Però quella là non mi deve rompere, io voglio andare la prima di giugno, quella dopo non va bene.

-Perché?

(sottovoce, come se facesse qualche differenza visto che sono più vicino io della sua collega..)

-Così non ho le mie cose!

-Ma dai! Hai già fatto i conti?

-Eh si… ho l’applicazione sull’i-Phone


Grande.
Non ho parole.
Decisamente una razza superiore.

giovedì 8 marzo 2012

tunnelove

Ci siamo presi la primavera.
Era adagiata sulle forme sinuose delle nostre montagne come un velo di oro e di gemme preziose.
L’abbiamo afferrata e lacerata con le unghie e con i denti, mentre i nostri respiri liquidi si rimescolavano. Si è prosciugata nel rovente abbraccio dei nostri sessi, dissolta nell’azzurro e nel marrone dei nostri occhi che si cercano come il cielo con la terra.

Mentre il mondo là fuori piano piano scompare...

A poche centinaia di metri, il traffico frenetico dei rientri dal lavoro gonfia le strade come sangue avariato nelle vene sclerotiche di una valle martoriata e agonizzante.
Sull’autostrada sopra do noi, decine e decine di lampeggianti blu sfrecciano nel tramonto incombente, lanciando lampi intermittenti sullo sfondo di capannoni industriali incompiuti o abbandonati sparsi tra i campi aridi e incolti.

Persone dallo sguardo vacuo e alienato vagano su questa pelle macilenta trasportate come foglie secche da un vento inutile e capriccioso. Potrebbero passare ad una spanna da noi, sentire le tue urla soffocate e il battere ritmico del mio corpo contro il tuo, eppure non si accorgerebbero di niente, rapiti ed accecati da una vita  sovraccarica di stimoli inutili, lobotomizzati da pillole anestetiche camuffate sotto aromi di sintesi e brillanti colori chimici. 

Solo i nostri orgasmi che esplodono in catena l’uno con l’altro donano un senso e un po’ di vita in questo piccolo angolo di fine del mondo... 



E la primavera si ferma a guardare, sciogliendosi in lacrime di neve che poco a poco nascondono l’orrore al di sotto di un soffice e fresco sudario.

domenica 4 marzo 2012

intrappolato nello spcchio



rivedo la mia vita in spezzoni, frammenti riflessi su irregolari schegge di vetro.
lampi di emozioni e ricordi che si affollano e mi allontanano da un giusto equilibrio e da un percorso coerente.

i bordi frastagliati non combaciano uno con l'altro, tra di loro non hanno niente a che fare.

che senso ha?


rivedo qualla coppia ferma in mezzo alla folla, i capelli rossi di lei e il luccichio dei profondi occhi azzurri illuminati dal riverbero di un cielo al tramonto.
la rivedo e i battiti accelerano ancora, il sangue defluisce e il famigliare formicolio in mezzo alle gambe preannuncia la prossima erezione.
non penso altro che alla voglia di averla, stringerla, scoparla profondamente e riempirla del mio sperma.
voglio vederla porca e senza freni, e poi osservarla mentre si prepara con cura a ritornare alla sua vita normale, laggiù, in mezzo alla folla.

sento l'esigenza stringermi da dentro, ma allo stesso tempo sento l'estraneità e l'inutilità (forse anche la tristezza) di tutto questo.
l'immagine si confonde con le sensazioni di una penetrazione lenta e coinvolgente, le gambe appoggiate alle mie spalle e i piedi che mi sfiorano le guance.
gemiti sommessi, occhi che si cercano e corpi che si accarezzano con premura.
e dopo solo abbracci, sospiri nel silenzio e odore di legno e di sesso che rimangono nell'aria...


chiudo gli occhi, pronto a riaprirli su di una altro frammento.