Quanto calore in questi corpi, che diventanto uno e diventano cento nei riflessi di uno specchio.
Mi piacerebbe far parlare solo i corpi, e per una volta lasciar fuori dalla stanza la mente, o meglio, la ragione.
Perché i corpi nella loro unicità sono perfetti, come queste curve, come queste morbide pienezze.
Riescono a farmi dimenticare il modo là fuori le piege di questa carne umida ed eccitata. Devono solo essere penetrate e leccate, con lingua mani e cazzo.
Ce ne vorrebbe di più, ci vorrebbe più dedizione e cura, ma cogliere il momento è forse la sola cosa importante.
Cogliere la poesia di un culo perfetto perché usato nella sua disponibilità eppur mai così inarrivabile.
Rotondo e aperto, sempre umido di saliva e sensibile al mio dito che stuzzica, sfiora e si fa accogliere il più possibile.
Quando poi dall'altra parte un bel cazzo si muove lento, esplorare l'interno caldo e soffice di questo culo diventa ancora più piacevole.
Un vortice naturale e bellissimo di bocche e mani che cercano e trovano.
Una discesa confortante e sincera verso qualcosa di più di un sfiorarsi di vite.
Ora vorrei tornare indietro...
Riempirmi per bene la bocca mentre le gambe di lei premono sulle mie spalle, e il mio cazzo è accolto così bene nella sua figa.
Vederla a quattro zampe ricevere il mio orgasmo mentre succhia soddisfatta un altro bel cazzo.
Avrei avuto ancora tanto da dire, tanto da fare.
Ma in fondo devo riconsocere che non sono più lo stesso delle serate folli negli Hotel o nelle fughe in una macchina in mezzo ai campi.
Forse per me si è definitivamente chiuso un ciclo. Ma non credo che sia accaduto qui, oggi...
forse questo è un altro che si apre.