Non riesco a riprendermi, a ritrovare una mia dimensione, un mio posto.
Vagando pigramente tra le vecchie cartella di fotografie ho ritrovato
questa, datata 2010 e pubblicata sul vecchio blog Splinder.
Questi sei anni di blog sono trascorsi in un attimo, e riguardando i
vecchi post a volte mi sembra di aver progredito l’equivalente di sei giorni.
In realtà 6 anni sono un’eternità
Io in 6 anni sono nato e sono diventato "grande", attraversando
trionfalmente quell'evento epocale che era il passaggio dagli anni settanta agli ottanta.
Da paffuto bambolotto sono diventato un ragazzino che andava a scuola!
Con la sua cartella! Anche in bici! E che da lì a pochi mesi avrebbe cominciato
le scorrerie sul Ciao dell’amico (ancora come passeggero per un paio d’anni) scorrazzando
per i campi del paesello.
Gli anni settanta, gli anni ottanta...vi rendete conto?
E come rievocare ere mitologiche, periodo d’oro dell’umanità.
A volte sento dentro l’atmosfera di quelle giornate spese tra gli
scaffali del supermercato dei miei, con la radio in diffusione e quelle canzoni
che conosco perfettamente , ma di cui non saprei mai tirar giù un elenco.
Ora ho bruciato gli “Anni Zero” come se fossero un veloce intramezzo
tra un tempo e l’altro di un triste sceneggiato Mediaset. E metà degli “Anni
Dieci” se ne sono andati senza che qualcuno sia stato ancora in grado di
classificarli con un etichetta almeno lontanamente evocativa.
Se non con quella di “Gli anni della crisi”.
Propositi per il 2016?
Godermi il 2016 cazzo.
