“Mi Chiamo Chiara... e voglio essere chiara!”
Chiara eccome, su questo non ci sono dubbi.
Mi è piaciuto subito il suo sguardo, schietto e malizioso. Mi ha messo
a mio agio con poche parole, e ci siano trovati dopo poco a parlare in modo
rilassato e sciolto.
“Sei un bell'uomo, credo che potremmo divertirci...”
Beh, io mi sto divertendo di certo...
Mi piace il suo odore, mi piace la passione con la quale me lo succhia,
guardandomi divertita mentre sospiro e mi abbandono sul materasso.
Ed è questo a cui penso mentre chiudo gli occhi e mi rilasso: voglio
divertirmi, voglio godere, voglio pensare a me stesso e basta.
Lascio fluire il piacere lungo il corpo, verso le estremità. Sono
ondate lente e dolci, ma con quella punta di intensità intermittente in grado
di mantenere ogni mio nervo sulla soglia della tensione.
Apro gli occhi ad incontrare nuovamente i suoi. Mi sorride, risalendo lentatemene
verso il mio viso, facendo sfiorare
deliberatamente i suoi capezzoli sulla mia pelle.
Con una mossa improvvisa, quasi famelica, mi bacia a fondo con la
lingua.
Un bel bacio, completo e profondo, che dice tutto quello di cui c’è
bisogno in questo momento.
Mi piace, e lo accolgo con tutto l’entusiasmo possibile, stringendola
contro di me e facendo aderire il più possibile i nostri corpi.
Mi piace la sua pelle, mi piace il suo calore e la sua morbidezza. Ha
un corpo tonico ma con quelle aggiunte di morbidezza nei punti giusti che lo
rendono confortante al tatto.
Confortante.
Ecco cos'è lei in questo momento.
Ed è proprio ciò di cui ho bisogno.
Qualcosa che mi ricordi che questi corpi sono solo materia inanimata,
che non c’è niente di unico e di speciale (figuriamoci soprannaturale), ma che siamo solo reazioni chimiche e interconnessioni
meccaniche, avvolte in sacche informi gettate e
ammassate su questo pianeta.
Siamo uguali io e Chiara. Uguali e profondamente uniti dalle nostre vite
in antitesi tra loro.
La penetro con calma, abbandonandomi su di lei per ritrovare la sua
lingua.
Non mi interessa muovermi bene per farla godere, pensare a cosa dovrei
fare perché tutta vada come deve: per me non esiste futuro né passato, è solo
un infinito presente.
Ecco, forse è questo il segreto.
O forse è il pericolo maggiore.
Mi fermo, staccandomi da lei e facendola voltare, per riprendere da una
posizione che mi lasci apprezzare a pieno la linea della sua schiena inarcata e
dei fianchi morbidi.
Dopo poco sento distintamente la sua figa inondarsi, di colpo.
E’ una cosa particolare, molto piacevole.
I miei movimenti adesso creano un suono liquido, al limite
dell’osceno, e lei si volta guardandomi con una dolce espressione di godimento
disegnata sul viso.
Sfioro con le dite là dove i nostri due corpi si uniscono, sono teso al
massimo e ho voglia di liberarmi dentro di lei…
Si, adesso, senza remore, per cogliere a pieno il momento di piacere che
mi è stato regalato.