Vorrei poter scrivere di più, avere più tempo per me, per rinchiudermi
in me stesso con i miei pensieri e coccolarli e coltivarli con amorevole cura.
Vorrei avere la lingua sciolta, la mente lucida e il passo fermo.
Invece mi ritrovo troppo spesso ad inciampare nei miei sogni e balbettare
patetiche scuse.
E’ quasi Estate è non me n’ero accorto…
In questi giorni la Matta mi fa dannare più del solito… troppo bella,
troppo altera e distaccata (da questo mondo forse).
Seduto all’ombra del salice la guardavo discutere animatamente con un
collega (assolutamente innocuo)…
Lo ascoltava a braccia conserte, con il mento alto a fingere interesse
e la gonna leggera del vestito che le svolazzava sulle gambe bianche e ben
modellate.
Fingevo disinteresse da dietro gli occhiali da sole, ma vedevo i suoi
sguardi e l’accenno di sorriso malizioso verso di me… fino a quando è stata
costretta a darmi le spalle per non scoppiare, come mi avrebbe confermato più tardi in un messaggio.
Però ormai l’entusiasmo si sta attenuando… troppo difficile
incontrarsi. Troppo faticoso far finta di niente sul lavoro.
I progetti per nuovi incontri ci sono, ma anche io ho bisogno di essere
cercato e di sentirmi desiderato, e non ho voglia di dover fare sempre il primo
passo.
Ma in questi mesi di cose ne sono successe molte altre…
Ho ceduto con la Palestrata, come prevedevo.
La scusa era di vedere la sua casa nuova, ma era palese dove si volesse
arrivare.
Io mi sono fatto trascinare dall’affetto che provo per lei, forse perché confondo troppo facilmente
amicizia e sesso (o meglio, non ho problemi a farli convivere), però non mi è
piaciuto molto, conferma della mancanza di feeling fisico.
In ogni caso, dopo un primo e prevedibile strascico di inasprimento dei
nostri rapporti, la nostra amicizia si è forse addirittura rafforzata.
Oltre questo mi è anche capitato di vivere un pomeriggio che sembrava
uscito da un romanzo bohémien , con una ragazza fantastica in un appartamentino
incredibile nel centro di una bellissima Torino.
Una lezione su come dovrebbe sempre essere il sesso: divertente, spensierato ed appagante…
E forse i migliori pompini della mia vita!
Adesso invece mi trovo in un punto di stallo, in bilico sulla cima e indeciso
su da che parte buttarmi.
Forse perché mi piace goderei della sensazione di attesa, dell’incombente
che si avvicina con quel velo di paura e aspettativa che spaventa ma elettrizza
nel profondo.
A volte riesco quasi a sentire la vertigine, ma ogni volta ritrovo la
forza di rialzarmi con un ultimo guizzo.
E’ un gioco pericoloso e logorante, lo so… ma intanto non so smettere.