Il “Labirinto” era un lungo e intricato
corridoio sul quale si aprivano cubicoli con scomodi letti, zone buie con glory
hole, e una stanza più ampia verso la fine, con delle strane amache
ginecologiche appese al soffitto con delle catene, catene sulle quali erano
presenti delle fasce per inserire i piedi e tenere le gambe divaricate e il
sesso esposto all'utilizzatore di turno.
Il cambiamento di atmosfera in quella parte del
locale era netto.
Gli scarsi avventori sembravano particolarmente
timidi nel resto del locale, nel bar, nella sala cinema, nella sauna e nel
bagno turco oscurato (anche qui una sorta di labirinto, ma troppo scomodo per
praticare).
Nel labirinto invece le luci erano basse e
tendenti al viola, posizionate a livello del pavimento per poter illuminare il
cammino e vedere a grandi linee le parti basse del corpo, ma lasciando in ombra
visi ed espressioni.
Alcuni angoli erano poi particolarmente bui, e
spesso si vedevano guizzare corpi bianchi che si intersecavano e accarezzavano.
Si fermò in uno di questi angoli particolarmente buio, sul quale si
aprivano tre piccoli loculi contenenti uno stretto letto-panca di simil pelle
nera.
Subito tre uomini si fecero avanti, palpando e ansimando, protendendo i
loro cazzi già duri e pronti.
Incredibilmente tutti bei cazzi: uno un po’ più lungo, un altro un po’
più largo, uno con una cappella davvero grossa e ben fatta. Si chinò avanti per
prenderli in bocca a turno, mentre mani irruente allargavano il culo cercando
altre vie di piacere.
La cosa andò avanti per qualche minuto, ma la scomodità del posto e
ancora un certo impaccio e imbarazzo dei giocatori fece disperdere il gruppo
dopo poco.
Ancora un giro per il locale, un bagno veloce nell’idromassaggio, una
sosta davanti alla stanza cinema illuminata da uno scadente porno muto, poi si
fermò nella sala delle “amache”, lasciando cadere l’asciugamano a terra ed esponendo
il corpo nudo alla luce, in quel tratto più intensa.
Subito un uomo piuttosto insignificante, timido e impacciato, si
avvicinò proponendo il suo cazzo.
L'offerta venne subito accettata, e il cazzo preso in mano. Lo segò per qualche attimo per ammirarlo e saggiarne la consistenza, poi si chinò prendendolo in bocca con calma.
I rantoli dell’uomo non lasciavano dubbi sugli effetti positivi di
quelle attenzioni.
L’azione in corso attirò subito un altro uomo, decisamente un maschio
alfa rispetto al primo, molto curioso assistere a queste dinamiche.
Il secondo uomo era sulla cinquantina, capelli grigi legati in un
codino, decisamente stempiato e con la
pancia prominente.
Porse senza tanti preamboli il suo cazzo... ed era veramente bello, fatto
apposta per essere venerato. Lungo più di una ventina di centimetri, largo da
riempire per bene il palmo e con un cappella grossa dal bordo netto e ben
definito.
Non si poteva far sfuggire una simile bellezza, e in poco tempo tutto l’azione si concentrò
su quel grosso pezzo di carne, tanto che ”il rivale” si defilò in fretta senza
dire niente.
Inginocchiarsi di fronte a quel cazzo, coccolarlo, percorrerlo in tutta
la sua lunghezza con la lingua, proseguendo sulle belle palle gonfie, per poi
ammirarlo lucido e teso in tutte le angolazioni, era un piacere infinito.
Il pompino proseguiva per un tempo lunghissimo, senza segni di cedimento da parte dell’uomo.
Era grosso, ma alla fine bisognava provarlo per bene.
Non una parola; due bustine di gel spalmate per bene sul culo; l’abbandono
a pancia in sotto sull'amaca; il culo esposto in alto in un chiaro invito.
L’uomo si fece prendere da un attimo di agitazione, armeggiando
confusamente tra quelle cosce aperte con il suo cazzo proteso e ben inumidito.
Senza tante cerimonie diede una serie di colpi secchi all'imboccatura dello sfintere, strappando gemiti di dolore alla sua povera vittima sacrificale
che ondeggiava su quella specie di altalena mentre veniva violata.
Quella cappella era veramente grossa, e i colpi decisi e poco gentili
strapparono mugolii e gemiti di dolore sempre più forti.
Incredibile come il farsi scopare nel culo in quel modo provochi uno
stato di trance, di mollezza e sfiancamento in ogni muscolo del corpo già dopo
pochi attimi.
Poco a poco il piacere si fece strada, quando il cazzo invadente riuscì a trovare il suo spazio tra la carne arrossata massaggiando le parti
interne più sensibili.
I rantoli di godimento si fecero ritmici seguendo i colpi profondi.
Quasi non si accorse, e comunque non riuscì a reagire, quando l’uomo
si sfilò dal suo corpo e si portò all'altezza del viso stravolto, masturbandosi convulsamente
fino a sborrare sulla guancia e sulle labbra del suo giocattolo di piacere, a cui non rimase che cercare il proprio godimento finale masturbandosi velocemente
con la mano.