martedì 8 maggio 2012

deja vù


Dopo due giorni di pioggia finalmente una parvenza d’estate.
Dannati Francesi.
Lo so, sono in Italia, e da noi piove ancora di più, ma qua vodafone non prende e il telefono si aggancia solo alla loro rete, e poi un "dannati Francesi" ci sta sempre bene, a prescindere.

Steso al sole nel mio perfetto recinto di pietra, oscillo in equilibrio instabile tra la profonda saggezza e la più insidiosa delle schizofrenie.
Il calore del sole m’infonde un piacevole e anestetico torpore, quasi languore, e mi perdo ad osservare i riflessi del sole in un mare incredibilmente blu. La mia pancia è comunque già bella abbronzata, e il sottile velo di sudore che la ricopre le dona un aspetto veramente sensuale ed invitante.
Me la guardo voglioso scappellandomi lento, avrei proprio voglio di leccarmi dai capezzoli fino alla punta del cazzo… che spreco lasciare tutto così.

Lei dorme, voltata su fianco, dandomi la schiena.
Mi sollevo seduto, guardandole il bel culo e allargandolo per vedere meglio. La fica si dischiude, cavernosa e umidiccia, e l’ano rosa si contrae un paio di volte.
E’ tutta sudata, e l’odore intenso  e avvolgente di donna si percepisce nettamente  mentre mi chino ad una spanna da quella carne invitante. La penetro tranquillamente con un dito e poi con due, rigirandoli più volte.
Lei geme e inarca la schiena per assaporare meglio il trattamento.
Ritraggo le dita umide e le succhio con gusto, mentre con l’altra mano strizzo e scappello il cazzo ormai durissimo…

Rieccoci qua, un anno dopo, stesso posto e stessa situazione.
Non è che sia cambiato molto in fondo...forse poco o niente, forse tutto.
Non so se essere confortato da questi punti fissi, dall’eccitazione che provo e dalle fantasia che mi si accavallano nella mente in questi momenti.
Rimane la voglia di osare di più, e al contempo rimane il dubbio che osando di più si possa sconfinare in terreni e dinamiche diverse e imprevedibili.

A volte ho l’impressione che il cedere a impulsi sessuali troppo “estremi” e “trasgressivi” metta in moto una serie di dinamiche logoranti e distruttive, che prima o poi devono essere fermate con azioni decise e radicali. Per una coppia ad esempio il definitivo allontanamento.

Ma sarà veramente così?
O forse è molto peggio limitarsi, cercare di chiudersi nei canonici schemi di stabilità e sane abitudini?

Dall’alto della mia misera esperienza mi verrebbe da dire che è la seconda ipotesi è la più plausibile.


Bah.
Mi alzo ed esploro l’orizzonte, deserto sia su mare che su terra.
Novello Tenente Drogo, mi crogiolo nell’attesa di un futuro di gloria e di travolgenti momenti di libidine sfrenata...
In realtà ben consapevole che l'attesa e la routine potrebbero essere una trappola irresistibile e mortale.

3 commenti:

Milk ha detto...

Anche a me la seconda ipotesi pare più plausibile...

Viaggiatore Immaginario ha detto...

me ne convinco sempre di più ;)

lolita. ha detto...

che bella descrizione...mi hai fatto proprio assaporare il languore e il torpore di un pomeriggio passato sotto il sole, che ti stordisce e annebbia i sensi...fagocitando però il torbido che c'è nel nostro cervello confuso.