Il 2012 sta diventando solo più un ricordo, distaccato e quasi neutro.
Eppure quel dicembre così pesante era solo qualche giorno fa... quasi non
mi sembra vero.
E’ stato duro (forse è ancora duro), ma il vedere di nuovo un po’ di
sole durante la mattinata mi infonde un po’ di coraggio.
I giorni non sembrano più appiccicarmisi addosso, togliendomi ogni
forza e rischiando di soffocarmi.
Adesso però non so bene cosa aspettarmi, o cosa cercare.
L’altra sera lo sapevo molto bene, quando ho composto il numero di
camera della Matta, per sentirmi dire una volta per tutte che non è più tempo
per queste pazzie, che bisogna mettere la testa a posto e “fare i bravi”.
Che spreco, che notte sarebbe potuta essere…
A saperlo prima almeno, avrei potuto organizzarmi e cercare il
divertimento da qualche altra parte.
Invece ho passato la notte attendendo un suo messaggio, o addirittura
un suo bussare alla mia porta, e svegliarsi di colpo con il suono della sveglia
nelle orecchie, rendendosi conto che la notte è volata via in un nulla, lascia
nella bocca dello stomaco un senso di amarezza davvero doloroso.
Però forse serviva un strappo definitivo a questa storia, che ormai si
trascinava tra dubbi e speranze per troppi mesi.
Forse dovrei concentrarmi su questo periodo più di riflessione che di
azione, lasciar perdere sperimentazioni e pazzie, per gettare basi solide di
una vita più equilibrata.
Intanto però sento passare la ragazza delle pulizie nel corridoio
dietro di me…
Porta come sempre una bottiglia d’acqua nella tasca posteriore dei
jeans, dimostrando una certa morbidezza di glutei pur ben fatti e contenuti.
La guarda assorto e ho già il cazzo duro, come sempre quando mi
immagino cosa potrei farle mentre pulisce i cessi, dato che in pratica siamo da
soli qui dentro.
Se me lo tiro fuori da sotto la scrivania se ne accorgerà?
Adesso provo…
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