Lei era così, tutto si ingarbugliava nella bella testolina ricoperta da
quel cespuglio arruffato.
I pensieri si contorcevano l’uno sull'altro, creando nodi sempre più
grandi che le mozzavano il fiato all'altezza del collo, non permettendo al resto del suo corpo di dialogare con il cervello, mandandola nel panico.
A volte riusciva a ritardare il processo, ma non appena le sensazioni
diventavano troppo forti e importanti da gestire i nodi s’ingrossavano e
s’infittivano, bloccando il corpo e facendo impazzire la mente.
Un modo per ingannarla era arrivare a lei piano piano, quasi
distrattamente, assolutamente senza aspettative.
Orgasmi di lingua, comprensivi e accomodanti.
Lenti dialoghi tra corpi che accompagnano, sussurro dopo sussurro, ad
un inaspettato trionfo di piacere.
Un altro modo era cederle il controllo, darle l’illusione di non essere
dipendente da nessuno.
Allora la sua mano si metteva in contatto direttamente con il sesso,
dando forse l’illusione di avere un controllo totale.
In questo ménage era
accettato il mio penetrarla lento e sapiente, toccando il punto giusto che in
quel momento era il retrobottega oscuro del suo sordido godimento.
Ma ben presto questa variante fu uccisa dall'ennesimo nodo.
Non è giusto toccarsi da sola, non è così che deve andare, è un
artifizio laddove la naturalità dell’unione di due corpi dovrebbe far fluire un
naturale e ininterrotto rivolo di piacere!
E proprio i suoi rivoli mi davano l’idea della contraddizione radicata
nel suo corpo tanto piacente quanto inaccessibile.
Più lei si inondava al mio tocco o al mio penetrarla, e il mio operare
si dirigeva nel profondo per non accontentarsi della superficie, più il nodo
s’ingrossava bloccando tragicamente l’esplosione dirompente che già lanciava
indiscutibili avvisaglie.
E’ troppo!
Non lo so gestire!
Può il piacere essere troppo?
Nel mio immaginario non esiste ossimoro più grandioso.
E così l’ultima volta ho ceduto all'esasperazione.
La sua voglia e le sue titubanze erano palesi, il grondare dei suoi
umori direttamente proporzionale (e funzionale) alla mia erezione.
Era finito il tempo delle remore, non era il momento ma era l’attimo
perfetto, non era il caso ma era l’unica cosa necessaria a entrambi.
Deve aver visto il lampo nel mio sguardo, nella tensione della mascella,
perché di colpo diventò remissiva e ubbidiente.
Va’ sul letto, affonda la testa nel materasso e alza il culo al cielo!
Dimentica la prima, ora non esiste più, sei solo culo e fica aperta,
ragiona con questa!
Le sibilavo parole dure e gentili mentre le afferravo la tempia,
fermandola sul materasso morbido.
Le chiudevo gli occhi mentre affondavo il cazzo dentro di lei,
assecondando la voglia di quella carne fino al suo cuore più tenero.
Il ritmo forte di una cavalcata.
Che corra più dei pensieri.
Forza che la tenga ancorata, che le entri nella carne e nelle ossa come
il piacere che le viaggia accanto.
Prima ancora che se ne renda conto, prima che possa pensare di
rifiutarla.
Vedi? Devi solo farti scopare! C’è qualcosa di male?
C’è qualcosa di male nel riconoscere che ti piace?
Ti piace farti scopare, godi nel farlo.
Godi nell'essere usata ed usare per un banale fine che si riduce a
questo momento.
Potrebbe essere un cazzo sconosciuto, potrebbe essere il cazzo che
conosci da una vita, potrebbero essere due tre quattro cazzi.
Le stringevo i capelli voltando il capo per sentire meglio i suoi sì e
i suoi gemiti incontrollati.
Spruzzò sul copriletto pulito quando le infilai un pollice nel culo facendola
venire urlando.
Ci voleva tanto?
Non era semplice?
No, non è mai semplice.
Quando la rividi dopo mesi, seduta in quel locale, la mano grossa di quell'uomo rozzo frugare il suo sesso mentre rideva
sguaiata, ripensai ai momenti passati tra quelle gambe.
Lo vidi alzarsi e prenderla per mano, le spalle larghe che la sovrastavano, la mano
ingorda che le stringeva la chiappa
avvolta dal vestito nero, elegante.
Non resistetti, seguendoli da lontano fino all'angolo buio del
parcheggio dov'era parcheggiata la macchina grande e vistosa di lui.
Nell'ombra osservai il corpo grosso e sgraziato rigirare il suo bianco
e minuto all'interno dell’abitacolo.
Schiacciarle il viso contro il finestrino mentre la pompava con
decisione da dietro.
Ascoltai ipnotizzato le grida soffocate fino all'urlo finale, vedendo
poi distintamente la testa di lei
abbassarsi ritmicamente sul cazzo e concludere la prestazione frettolosa.
Quando l’auto mi passò accanto i suoi occhi brillanti sembrarono
incrociare i miei con un lampo di malizia.
Ma forse era solo un’illusione.
10 commenti:
Permettermi di ridurre tutto quello che ho provato leggendo questo post ad un semplice: Bello!
Non rende l'idea, non la rende neppure alla lontana. E' la parola più sbagliata che potesse uscirmi, ma è anche l'unica che ci riesce.
Bello! Davvero, davvero bello!
dunque, tu pensi anzi credi, che una volta svezzata una donna con delle remore, nodi (forse vergine) diventi automaticamente disponibile per chiunque?
Dio, quanto ti adoro S.
Difficilmente generalizzo tracciando dinamiche uniformi da applicare a macrocategorie come GLI UOMINI o LE DONNE.
Secondo però esiste una forza (che non riesco a comprendere bene se sia positiva o meno) che si nasconde nel sesso troppo estremizzato, istintivo, brutale.
Il mio quesito è a cosa può portare lasciarsi prendere da questo vortice.
Non è che forse a volte è meglio non aprire certe porte?
spero che tu non sia ironico :)
detto questo, nello specifico, sulla questione strettamente sessuale non so l'estremizzazione dove porti (che poi bisognerebbe capire che intendi) ti posso dire però da un punto di vista psicoanalitico, che a volte certe porte, in questo caso mentali ( o inconsce) è preferibile non aprirle, perchè squarciano abissi che non tutti riescono a sostenere e spesso l'atto estremo è il suicidio. Dunque, facendo una giravolta, questo piacere così "troppo", potrebbe anche rappresentare una nevrotica dipendenza ad averne di più. Mi torna in mente un film di cui non ricordo il titolo di un tale che non riusciva a non masturbarsi più volte a giorno guardando un porno, addirittura anche dopo essersi appena accoppiato...era un film raccapricciante. Forse sono in OT, dimmi tu :)
Non aprite quella porta - V.
Ma chi lo sa? bisognerebbe chiederlo a "cespuglio arruffato" se la porta andava aperta. Dagli occhi che ti parevano ancora brillanti forse potrebbe sembrare di sì.
A noi rimane la splendida descrizione!
Nessuna ironia S. ... vero amore ;)
Saresti la donna perfetta per passare le serate a litigare e discutere su qualsivoglia tema (E si sa, le litigate stimolano i sensi :P)
Il tema è proprio quello comunque, e di certo io non ho una risposta.
Ho notato però in alcuni casi che ho conosciuto, che l'ingordigia del sesso può spesso svuotare la vita invece che riempirla. Per questo io diffido molto dall'esplorare certi abissi e lasciarmi attirare in essi.
Dovrei consigliare a "Cespuglio Arruffato" di scrivere alla posta del cuore di Wutter e chiedere chiarificazioni :D
uhm davvero? ne sono lusingata ;)
be' si, hai ragione, discussioni accese ma non litigate dai...è solo passione la mia, in tutte le cose che faccio.
Hai notato bene, qualche volta sull' abisso ci sono arrivata, ed è come dici, un gran senso di vuoto.
In tutto ci vuole la giusta misura.
Adesso per esempio apprezzo molto la lentezza.
buona serata.:*
manca un po' questo viaggiatore ;)
Perché mai?!
Sono sempre qui ;)
mi sembrava che non aggiornassi da un po'
:)
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