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giovedì 23 febbraio 2017

Primavere timide lungo argini isolati

Sembra quasi che una timida primavera si affacci all'orizzonte.

Qualche nebbia appiccicosa e invadente ancora.
Qualche sbuffo di neve sulle cime più alte, che spinge in basso un vago odore di freddo gelido.

Ma ormai la testa è proiettata verso giorni caldi, verso pelle nuda che si colora. 
Si programmano gite spensierate in lontane spiaggette isolate, cercando sguardi complici tra occhiate lascive e carezze languide.

Tanta voglia di esibizionismo, di voyeurismo nei boschetti nascosti.
Perché il sesso all'aria aperta è sempre bello, e quando è condito dal fascino e dai brividi dell'ignoto, lo è ancora di più.




mercoledì 27 gennaio 2016

Gennaio sta scivolando via, inesorabilmente malinconico

Non riesco a riprendermi, a ritrovare una mia dimensione, un mio posto.
Vagando pigramente tra le vecchie cartella di fotografie ho ritrovato questa, datata 2010 e pubblicata sul vecchio blog Splinder.



Questi sei anni di blog sono trascorsi in un attimo, e riguardando i vecchi post a volte mi sembra di aver progredito l’equivalente di sei giorni.


In realtà 6 anni sono un’eternità
Io in 6 anni sono nato e sono diventato "grande", attraversando trionfalmente quell'evento epocale che era il passaggio dagli anni settanta agli ottanta.
Da paffuto bambolotto sono diventato un ragazzino che andava a scuola! Con la sua cartella! Anche in bici! E che da lì a pochi mesi avrebbe cominciato le scorrerie sul Ciao dell’amico (ancora come passeggero per un paio d’anni) scorrazzando per i campi del paesello.

Gli anni settanta, gli anni ottanta...vi rendete conto?

E come rievocare ere mitologiche, periodo d’oro dell’umanità.
A volte sento dentro l’atmosfera di quelle giornate spese tra gli scaffali del supermercato dei miei, con la radio in diffusione e quelle canzoni che conosco perfettamente , ma di cui non saprei mai tirar giù un elenco.
Ora ho bruciato gli “Anni Zero” come se fossero un veloce intramezzo tra un tempo e l’altro di un triste sceneggiato Mediaset. E metà degli “Anni Dieci” se ne sono andati senza che qualcuno sia stato ancora in grado di classificarli con un etichetta almeno lontanamente evocativa.

Se non con quella di “Gli anni della crisi”.

Propositi per il 2016?

Godermi il 2016 cazzo.

mercoledì 30 dicembre 2015

2015 ti ho amato, ma come te amerò tanti altri

Oggi mi sono riletto i post dell'ultimo anno.
E' stato bello, è il motivo per cui mi piace avere questo blog.
In realtà non è cambiato granché da gennaio ad adesso, specialmente per quanto riguarda i temi che affronto qui.

In ogni caso, mi piacerebbe concludere l'anno così, nudo e ascoltando bella musica:









p.s.: questa canzona è stata la prima ascoltata nel 2015, a detta di Spotify. Niente di meglio che concludere con la stessa.




Un saluto a tutti quelli che mi amano, e un altro a tutti quelli che amo.
Che se poi le cose coincidono, l'intensità del saluto raddoppia ;)

venerdì 17 luglio 2015

comunque...

...i boxer sportivi arancio-shocking di cui si parlava QUI li ho poi comprati, e devo dire che sono fantastici per andare a correre con questo caldo tropicale 





mercoledì 8 aprile 2015

Ciclicamente

Stamattina avevo voglia di freschezza, leggerezza. 
Una non troppo celata esigenza di sensualità, anche solo riflessa.
Sarà finalmente la primavera, la voglia di ritrovare l’abbronzatura su questa pelle pallida e soffocata dalla pesantezza dell’ inverno, di riscoprire la libertà della vita all'aria aperta.

In realtà la voglia la sentivo già ieri sera, perso a vagabondare nella periferia silenziosa sotto la limpida luce di una luna a tre quarti.
Avrei avuto voglia di perdermi in qualche anfratto buio, ritrovando anime inquiete come me per condividere un po’ di perdizione.


Come ho già detto più volte, tutti noi abbiamo un Passeggero Oscuro che ciclicamente torna a farci visita, a pretendere i suoi cinque minuti di gloria.
Il mio è impertinente, pretenzioso.
Con il passare del tempo mi rendo conto dell’inevitabilità di questi cicli, della necessaria accettazione di questo pegno.
E’ qualcosa che esula dalle nostre vite di tutti i giorni, dai nostri legami e dai nostri limiti. 

Vuole, pretende la sua indipendenza, la sua emancipazione nella nemesi dei nostri canoni ortodossi.

A volte lo riesco a sfamare con poco, anche solo un brivido di audacia nel freddo della notte.
Altre volte mi spinge a osare di più, a valicare i confini che mi portano a percorrere strade tanto familiari e confortevoli sul momento, quanto lontane e inaccettabili al sorgere di un nuovo giorno.


E allora sono partito per la mia giornata consapevole della mia frivolezza, sapendo già che è solo questione di tempo...

e di occasioni giuste al momento giusto.



martedì 3 febbraio 2015

Ritorno e abbandono

Rieccoci qui, un anno dopo.
Un altro letto estraneo.
Lo stesso luogo straniero.
La stessa voglia repressa.

...

Eppure c'è molto di diverso.
Molta più serenità,
attese più dolci,
freschi ricordi gentili.

E soprattutto, cosa assai insolita, 
nessuna masturbazione notturna.
Solo musica e pensieri sfuggenti.

Gute nacht.





mercoledì 19 novembre 2014

nirvana

Mi è rimasto impresso quel suono d'aria che abbandonava i miei polmoni...

Un lungo e profondo espiro, in sincronia con la lenta e studiata discesa del tuo corpo verso il  mio, mentre con intraprendenza e totale autonomia ti penetravi a fondo con il mio cazzo lucido della tua saliva.

Quel suono leggero, nel silenzio della sera, era la sola manifestazione della mia (mancanza di) volontà. Il mio rassegnarmi alla tua totale padronanza di me.

E quando il tuo culo ha incontrato le mie gambe, tu hai chiuso gli occhi inarcando la schiena, donandomi lo spettacolo dei tuoi seni e dei tuoi capezzoli turgidi e svettanti. 
Ma era lo spettacolo concesso al suddito, che guarda schiacciato dal basso l’oggetto della sua venerazione.
Non osavo toccarli, e le braccia sono rimaste abbandonate mollemente lungo i fianchi.

Perché c’è un momento in cui l’ultimo fiato abbandona il corpo, il culmine del respiro, in cui tutto si svuota e il tempo nello stesso istante si arresta e si dilata.
Forse è un po’ come morire, è quel punto in cui uno potrebbe decidere di non ricominciare, di non richiamare altra aria e farla finita così. E in questo limbo a volte è possibile sgombrare la mente, o forse spegnerla, e ascoltare con incredibile chiarezza la marea di sussurri che arrivano dagli angoli più nascosti e remoti del nostro corpo.

E così per un attimo ho sentito il contatto tra i nostri corpi espandersi ed irradiare una ragnatela di calore e piacere profondo, ma non acuto, intenso e perfettamente percettibile in ogni sua sfumature da tutto il mio essere.
E’ stato solo un attimo, un secondo forse, ma il beneficio e la consapevolezza si è radicato, e le  ondate successive giungevano mai inaspettate e di cristallina definizione.

Sembra quasi di precipitare in sé stessi, avvolti  e trasportati da qualcosa che assomiglia al respiro meccanico e fisiologico, ma che in realtà veicola qualcosa di più alto e complesso, verso cui è concesso soltanto il completo abbandono.
Inutile cercare di analizzare  e razionalizzare, se ti fermi potrebbe sparire.

E con questa infinita chiarezza accolgo i movimenti del tuo corpo, la tua figa viva e sapiente che mi stringe e mi massaggia, le tue mani che premono sul mio petto, e poi la cascata di capelli che mi avvolge il viso quando ti chini a cercare la mia bocca.

Il rumore delle nostre bocche e delle nostre lingue è simile a quello dei nostri sessi che si sfregano l’un l’altro grondando liquidi...

Ecco, potrei andare avanti per sempre.

Non c’è più fine ormai, tutto questo non richiede  un punto di arrivo. 




mercoledì 29 ottobre 2014

Nella vita ci vuole...

... molta corsa in montagna.

Direi che tonifica ottimamente il corpo, oltre sgombrare la mente.




mercoledì 10 settembre 2014

La vita è Dark

Passo dietro il bancone e cerco nel frigo la bottigia di Campari, la base amara, che dà il giusto corpo al tutto.
Due dita di liquido rosso, due dite di Cinzano sempre rosso...

Questo si che è un vero Americano, non il solito fatto con il Martini che ti rifilano tutti.
Acqua tonica poca, appena uno spruzzo, per mitigare l'intensità degli alcolici, e il tocco finale dell'arancia che non può mancare.

Ho sempre preferito questo cocktail rispetto al più classico Negroni, perché il gin proprio non mi convince, mi sa di adolescenti in discoteca, o di ubriaconi da quattro soldi...

Schemi mentali stupidi, di certo.


Mi assaporo il mio aperitivo e mi gusto il veloce stordimento che mi procura...
Oggi ne ho bisogno, oggi potrebbe essere il primo giorno della mia prossima vita.

Questo aperitivo, e un saluto sul blog da parte di una vecchia conoscenza, mi riporta alla miente il mio caro vecchio amico Tazio .
Un blog importantissimo in questi anni, che mi ha aperto dei mondi.

Lo confesso pubblicamente, ritengo tuttora che molto sia inventato, che sia un personaggio di fantasia ben costruito, però lo amavo.
Leggendolo rivedevo un mio possibile futuro...

La sua storia è quella di un erotomane poco più che quarantenne, sconvolto dall'abbandono di Valentina, sua moglie, e perso in un vortice autodistruttivo di sesso e droga. Da questo prima si risolleva alla grande, dimsotrando doti invidiabili, poi dopo innumerevoli alti e bassi, piomba in uno stato di depressione e di smarrimento, interrompendo il racconto.

Per carità, io certi limiti, certe prestazioni e certe... dimensioni! non riuscirò mai a raggiungerle. Però leggendolo mi ponevo degli interrogativi, mi chiedevo cosa avrei fatto, mi chiedevo quanto in basso la vita puo' gettarti... o quanto puoi gettarti tu stesso con le tue mani.

Lo spettro del Viaggiatoretazializzato non è ancora scacciato, forse è dietro l'angolo.
Io per adesso non lo voglio scacciare, non lo voglio demonizzare e disconoscere.

Un po' di Tazio vive in me, e io lo amo profondamente. 


Amico ti voglio bene, ritorna.

giovedì 19 giugno 2014

Quesiti esistenziali

Forse i miei nuovi pantaloncini da corsa sono un po' sconci...




Ma come fanno i superdotati???

giovedì 23 gennaio 2014

Insonnia

Sono quasi le tre. 
Ancora. 

Questo hotel estraneo, anonimo, ben si sposa con la mia serenità labile e intermittente.

Quanto è forte la voglia di una donna...

Di una femmina, di un profumo dolce e intenso, di una risata spontanea e cristallina che ti stringe lo stomaco. 
È più di un corpo, della fame della carne.
È oltre. 

È il compimento di ciò che non siamo, colmare di quello che manca. 


È tutto stupido. 
È tutto inutile. 
È tutto qui. 







venerdì 9 agosto 2013

di me

amo decisamente la lettura...





...specie in totale libertà ;)

mercoledì 17 luglio 2013

voglie di fine giornata...

avrei voglia (ancora) di questo...




Fatto come sai fare te, con gusto e tanta saliva.
Vederti inginocchiare davanti alla mia sedia, sbottonarmi i pantaloni e lasciare che il mio cazzo svetti davanti al tuo viso, sempre pronto, come al solito.

E poi adagiarmi sullo schienale mentre lo avvolgi con le tue labbra, socchiudendo gli occhi e sospirando di piacere.
Perché in fondo è quello il particolare che ci fa impazzire: leggere nei vostri occhi e nei vostri sospiri tutto il godimento che vi procura afferrarlo e succhiarlo.








venerdì 9 novembre 2012

thanks god it's bloody friday...

oggi era una di quelle giornate da incorniciare...

oro fuso sui pendii, cielo azzurro e aria profumata di vento e neve.
un mondo in cornice ad effetto placebo per i miei spiriti inquieti...

dopo aver passato gli ultimi mesi in una sorta di letargo sensoriale -che grazie all'aiuto dei blog mi rendo conto essere  ciclico- il mio "passeggero oscuro" ha ricominciato a farsi vivo...

si, forse sono proprio da accomunare a un serial killer posseduto dal suo lato oscuro e inconsapevole.
cos'ha altro puo' avermi portato in quella piazzola illuminata solo dal lontano riverbero di una tangenziale stretta a cappio intorno a questa città coperta di polvere?

un piccolo raptus di follia, sostituito però quasi subito dal senso di estraneità in una situazione del genere, che mi ha permesso di trovare la decisione per ignorare ogni richiamo e ritrovare la rotta di casa.

eppure la voglia continua a farsi sentire prepotentemente...

voglia di gettarsi nel baratro, uscire da questa dimensione e sperimentare lampi di follia.
un primo passo l'ho fatto, e questo martedì potrei ottenere i primi risultati (o i primi danni???)con un incontro quasi al buio insieme a una coppia.


mi lascio trasportare e non ci penso più di tanto...











domenica 4 marzo 2012

intrappolato nello spcchio



rivedo la mia vita in spezzoni, frammenti riflessi su irregolari schegge di vetro.
lampi di emozioni e ricordi che si affollano e mi allontanano da un giusto equilibrio e da un percorso coerente.

i bordi frastagliati non combaciano uno con l'altro, tra di loro non hanno niente a che fare.

che senso ha?


rivedo qualla coppia ferma in mezzo alla folla, i capelli rossi di lei e il luccichio dei profondi occhi azzurri illuminati dal riverbero di un cielo al tramonto.
la rivedo e i battiti accelerano ancora, il sangue defluisce e il famigliare formicolio in mezzo alle gambe preannuncia la prossima erezione.
non penso altro che alla voglia di averla, stringerla, scoparla profondamente e riempirla del mio sperma.
voglio vederla porca e senza freni, e poi osservarla mentre si prepara con cura a ritornare alla sua vita normale, laggiù, in mezzo alla folla.

sento l'esigenza stringermi da dentro, ma allo stesso tempo sento l'estraneità e l'inutilità (forse anche la tristezza) di tutto questo.
l'immagine si confonde con le sensazioni di una penetrazione lenta e coinvolgente, le gambe appoggiate alle mie spalle e i piedi che mi sfiorano le guance.
gemiti sommessi, occhi che si cercano e corpi che si accarezzano con premura.
e dopo solo abbracci, sospiri nel silenzio e odore di legno e di sesso che rimangono nell'aria...


chiudo gli occhi, pronto a riaprirli su di una altro frammento.








martedì 27 dicembre 2011

relax (?)

Cerco di rilassarmi con la fronte appoggiata al bordo del foro di questo materasso per massaggi.

Sono disteso a pancia in giù, le braccia allungate mollemente in avanti e le gambe leggermente divaricate.
Solo un ridicolo perizoma di carta mi “copre” il culo, e una simpatica ragazza cinese mi sta massaggiando con attenzione la schiena, partendo dalle spalle per poi scendere a circondare i glutei sfiorando audacemente la linea che li separa.

La ragazza è un po’ stronza però, e quelle sue ditine lunghe e forti s’insinuano maliziose sfiorandomi la zona del perineo e le palle... e quello è davvero il mio punto debole!

Saranno venti minuti che il mio cazzo gonfio e duro rimane compresso tra materasso e pancia, stimolato dai movimenti decisi di una donna sensuale che non indugia a sfiorarmi nei punti più sensibili...

 


Come ci sono finito qui?
Non dovevo solo pensare ai regali di Natale?


Sfrecciavo per le vie del quartiere San Donato in cerca di quel particolare negozio che avevo visto qualche tempo prima. Mi piace questa zona di Torino, conserva una certa atmosfera di semplice genuinità che ti fa sentire a tuo agio, ti può addirittura capitare di sentire due signore per strada parlare in piemontese... e l’effetto è veramente strano!

Avevo tempo da perdere, e la visita ad un simpatico sexy shop per cercare un regalo particolare mi aveva reso eccitato ed irrequieto.
In più avevo sfiorato un incontro con la Cacciatrice (seppur non finalizzato a niente di strano) e la cosa aveva smosso le mie voglie...

Così, quando all’improvviso mi è comparsa davanti un’insegna luminosa di un centro di massaggi cinese, mi sono detto: possono non provarlo alemno una volta ?



Solo che rilassarsi adesso è difficile...ho una voglia di sborrare incredibile, e quei tocchi leggeri in mezzo alle gambe mi danno delle scosse di piacere incredibile.
Alla fine me ne frego, mi faccio trasportare dai movimenti decisi che si ripercuotono sulla mia cappella gonfia e vengo con grande soddisfazione, bagnando il perizoma e la carta che ricopre il materasso.

Adesso si che mi sento tranquillo e rilassato...

La professionale signorina prosegue con il suo trattamento, concentrandosi su gambe e piedi... non male, davvero non male.
Alla fine mi fa voltare, prendendo a massaggiare la parte frontale delle gambe, e dedicando particolare cura all’attaccatura con le anche e all’inguine.

Non ho fatto grandi disastri... tra la carta assorbente, e l’umido dell’olio, quasi non si nota che sono venuto.

In ogni caso tengo gli occhi chiusi, non voglio stabilire nessun contatto con lei. Ci siamo solo io e delle mani che mi cullano e mi massaggiano.
L’attenzione alla parte alta della coscia è grande, e dopo poco la mia erezione non è più gestita dal perizoma. Ma io non mi preoccupo, rimango rilassato con gli occhi chiusi cercando di godermi il più possibile queste sensazioni.

Eppure il meglio deve ancora venire...

Dopo il massaggio è il momento del bagno.
Farsi lavare seduti dentro la tinozza di legno è veramente il massimo del godimento.

La ragazza mi insapona e mi deterge con cura, sorridendomi maliziosa.

Alla fine mi fa alzare in piedi per il risciacquo finale, il mio cazzo è all’altezza del suo petto, e con naturalezza me lo scopre sciacquandolo e scappellandolo con mano esperta...
Rimango lì con il cazzo svettante verso il suo viso, credo che sarebbe normale chiederle di finire il lavoro.
Ma non ho voglia, è tardissimo e poi mi piace rimanere con questa leggera eccitazione. Se le chiedessi di farmi venire magari subentrerebbero i classici sensi di colpa e il disagio post orgasmo, invece così me ne vado tutto profumato e con un piacevole residuo di erezione.



Da ripetere assolutamente!




venerdì 16 dicembre 2011