Non pensavo di essere così vulnerabile, a te.
Sarà la malinconia dei ricordi, i canoni della ricorrenza che mi riportano a sentimenti passati.
Eppure l'aria mi sembrava opprimente, la percezione di un me reale aleatoria.
Tutto diverso, tutto così uguale...
Anche noi?
Bastavano pochi passi, un sorriso di circostanza, un saluto e un bacio per sentire ancora il tuo profumo, per scambiare due parole guardandoti negli occhi.
Ma non ne ho avuto il coraggio, perché ancora una volta mi riscopro debole e insicuro.
Inadeguato agli altri.
E così mi sono ritrovato da solo, scontento, e sicuro di aver sbagliato di nuovo.
E affrontare i giorni di festa con questo peso non mi andava.
Così forse mi sono comportato ancora più da stupido, dicendoti per messaggio quello che mi passava per la mente.
Perché poi?
Perché rischiare di turbare la tua vita ormai tranquilla, lontanissima da me?
Per cosa se so benissimo di non voler niente da te?
Forse solo perché farti gli auguri era importante, era il minimo segno di rispetto per quello che mi hai dato...
e per quello che ti ho tolto.
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lunedì 28 dicembre 2015
mercoledì 15 aprile 2015
La distanza dell'affetto
Convergiamo verso l’uscita della ditta e ci incolonniamo, loro tre ed
io, per immergerci in questo fantastico
sole primaverile.
Le prime due deviano a destra, io e lei ci dirigiamo a sinistra, verso
il viale alberato.
Cammino in silenzio stringendo il mio libro con il solito moto di
nervosismo e impazienza al pensiero che la mia panchina preferita possa essermi
sottratta da qualcuno.
All'attraversamento pedonale la affianco, guardandola con un sorriso di
sfida e ricevendone uno troppo forzatamente distaccato e noncurante.
-Guarda che non ti seguo, non ti preoccupare
Risata sprezzante di lei
-Ne sono certa
-Vieni a rilassarti un po’ con me su una panchina? Mica vorrai
chiuderti in ufficio anche durante la pausa come sempre?
Mantiene un atteggiamento di distacco, quasi di sfida. Eppure non è per
me, ma per quelli che potrebbero vederla.
-Non credo proprio. Devo andare a spostare la macchina se no mi becco
la multa.
Mi colpisce il distacco, o meglio, la mancanza di vicinanza a livello
fisico, o comunque a livello di manifestazioni esplicite, che ci caratterizza in questi momenti.
Quando ci sentiamo via mail la nostra intesa, la nostra amicizia direi, è forte è viva.
Possiamo non vederci né sentirci per settimane, mesi, poi lei magari si fa
viva quando io attraverso un momento negativo, chiedendomi subito se sto bene
perché mi ha visto “strano”.
Purtroppo i nostri sessi e, con le implicazione che essi comportano, ci
portano a scontrarci con i pregiudizi e gli schemi mentali della gente comune.
Un po' a causa dell'ambiente in cui ci troviamo, un po' a causa dei nostri trascorsi, seppur archiviati per entrambi.
Così mi limito a scriverle che parlare a quattr’occhi con lei mi manca,
pur sapendo che i veri noi stessi non andranno oltre poche linee di caratteri
impressi su una mail.
martedì 17 dicembre 2013
Missionario o missionaria?
"So che ce l'hai con me, e questo non è un pretesto per parlarti...
Ma blah blah blah..."
"Interessante... potrebbe anche finire a botte :)"
E' vero, nonostante l'incazzatura per l'ottusità e le idee dementi, uguali a quelle di milioni di italiani che in questi ultimi vent'anni ci hanno portato alla rovina, vederla così calda e su di giri mi ha fatto venire un'incredibile voglia di sbatterla su un letto e scoparla con forza fino a farla urlare.
Sarà forse una mia vocazione, una missione per convertire queste sciocche destroidi ottuse e frigide, per far loro capire che aprire di più la mente e le gambe è il segreto per vivere meglio.
In questi giorni poi sono particolarmente sensibile, e la voglia di sesso mi accompagna praticamente tutto il giorno.
Come fare a resistere???
Ma blah blah blah..."
"Perché dovrei avercela con te?
Solo per una discussione o per la diversa visione delle cose?
Inoltre, quando ti scaldi così e “litighiamo” addirittura mi ecciti. Sarebbe interessante riprendere il discorso da soli in una camera chiusa""Interessante... potrebbe anche finire a botte :)"
E' vero, nonostante l'incazzatura per l'ottusità e le idee dementi, uguali a quelle di milioni di italiani che in questi ultimi vent'anni ci hanno portato alla rovina, vederla così calda e su di giri mi ha fatto venire un'incredibile voglia di sbatterla su un letto e scoparla con forza fino a farla urlare.
Sarà forse una mia vocazione, una missione per convertire queste sciocche destroidi ottuse e frigide, per far loro capire che aprire di più la mente e le gambe è il segreto per vivere meglio.
In questi giorni poi sono particolarmente sensibile, e la voglia di sesso mi accompagna praticamente tutto il giorno.
Come fare a resistere???
lunedì 25 giugno 2012
Appena ho finito di scrivere che con la Palestrata si era raggiunta una
situazione di stabilità, sono stato smentito da una sua sfuriata di gelosia
senza senso e soprattutto senza fondamento.
Veramente ingenuo a pensare di poterla considerare come un’amica...
In più, avere uno scontro con lei mi ha fatto prefigurare le eventuali
conseguenze di una sua scoperta della tresca tra me e la Matta.
A confermare la mia stupidità infatti, c’è il fatto che le due si
odiano da anni, avendo avuto una storia (anche se in tempi diversi) con lo
stesso uomo, ed essendosi lanciate merda e cattiverie per lungo periodo.
Mi rendo conto di essere parte integrante di uno spaccato di umanità
decadente e grottesco…
Non ho davvero più voglia di far parte di queste dinamiche stanche e
ripetitive, che non portano a niente se non recriminazione e mal di stomaco.
Di solito l’estate porta buoni propositi, e quest’anno la mia è
iniziata con un sacrificio fisico e mentale significativo, forse un segno di come debba
essere il modo migliore per condurre la mia vita.
mercoledì 20 giugno 2012
Vorrei poter scrivere di più, avere più tempo per me, per rinchiudermi
in me stesso con i miei pensieri e coccolarli e coltivarli con amorevole cura.
Vorrei avere la lingua sciolta, la mente lucida e il passo fermo.
Invece mi ritrovo troppo spesso ad inciampare nei miei sogni e balbettare
patetiche scuse.
E’ quasi Estate è non me n’ero accorto…
In questi giorni la Matta mi fa dannare più del solito… troppo bella,
troppo altera e distaccata (da questo mondo forse).
Seduto all’ombra del salice la guardavo discutere animatamente con un
collega (assolutamente innocuo)…
Lo ascoltava a braccia conserte, con il mento alto a fingere interesse
e la gonna leggera del vestito che le svolazzava sulle gambe bianche e ben
modellate.
Fingevo disinteresse da dietro gli occhiali da sole, ma vedevo i suoi
sguardi e l’accenno di sorriso malizioso verso di me… fino a quando è stata
costretta a darmi le spalle per non scoppiare, come mi avrebbe confermato più tardi in un messaggio.
Però ormai l’entusiasmo si sta attenuando… troppo difficile
incontrarsi. Troppo faticoso far finta di niente sul lavoro.
I progetti per nuovi incontri ci sono, ma anche io ho bisogno di essere
cercato e di sentirmi desiderato, e non ho voglia di dover fare sempre il primo
passo.
Ma in questi mesi di cose ne sono successe molte altre…
Ho ceduto con la Palestrata, come prevedevo.
La scusa era di vedere la sua casa nuova, ma era palese dove si volesse
arrivare.
Io mi sono fatto trascinare dall’affetto che provo per lei, forse perché confondo troppo facilmente
amicizia e sesso (o meglio, non ho problemi a farli convivere), però non mi è
piaciuto molto, conferma della mancanza di feeling fisico.
In ogni caso, dopo un primo e prevedibile strascico di inasprimento dei
nostri rapporti, la nostra amicizia si è forse addirittura rafforzata.
Oltre questo mi è anche capitato di vivere un pomeriggio che sembrava
uscito da un romanzo bohémien , con una ragazza fantastica in un appartamentino
incredibile nel centro di una bellissima Torino.
Una lezione su come dovrebbe sempre essere il sesso: divertente, spensierato ed appagante…
E forse i migliori pompini della mia vita!
Adesso invece mi trovo in un punto di stallo, in bilico sulla cima e indeciso
su da che parte buttarmi.
Forse perché mi piace goderei della sensazione di attesa, dell’incombente
che si avvicina con quel velo di paura e aspettativa che spaventa ma elettrizza
nel profondo.
A volte riesco quasi a sentire la vertigine, ma ogni volta ritrovo la
forza di rialzarmi con un ultimo guizzo.
E’ un gioco pericoloso e logorante, lo so… ma intanto non so smettere.
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