Mi ha condotta in un magazzino, tranquillo e intasato
di merce.
Lo seguivo e sapevo cosa stava succedendo. Lo sapevamo
entrambi, anche se non ci eravamo detti niente.
E’ strano, non è che provassi qualcosa di particolare per
lui, o cose del genere. Non c’era neanche una particolare attrazione fisica...
Aveva i tratti tipicamente meridionali: carnagione scura e
capelli neri e ondulati, ma due incredibili occhi verdi da gatto. Erano il tratto più caratteristico e
intrigante, perché per il resto non aveva l’aria di avere un corpo fresco e
pulito a cui vien voglia di stringersi e affondarvisi dentro.
Attrazione e repulsione, o meglio, non familiarità, che si
mescolavano e si sovrapponevano rendendo le mie sensazioni confuse e
contrastanti. Eppure un sordo brivido mi stringeva la pancia cingendomi i fianchi
e ripercuotendosi lungo le gambe fino a solleticarmi
la pianta dei piedi.
Mentre avanzavamo tra i cumuli di casse e di sacchi la mia
mente si chiudeva sempre più, rifuggendo quelle lontani sensazione che il mio
corpo cercava di farle arrivare. E’ la solita storia, tutto è nelle mani di
questa mia testa, che in un batter d’occhio pone il veto all'abbandono ed al
piacere concludendo nel peggiore dei modi momenti che sembrano promettere solo
il meglio.
Eppure qualcosa di colpo è cambiato.
Alla fine mi sono detta, ma chi se ne frega!
Lui mi ha condotta in fondo al magazzino e fermandosi,
si voltato verso di me prendendomi una
mano e attirandomi a lui.
Le sensazioni mi hanno investita lasciandomi senza fiato. Il
suo odore era estraneo e particolare, il tocco delle sue mani ruvido e
insolito. E poi all'improvviso ogni pensiero si è spento, il mio corpo si è
abbandonato alla prepotenza di quelle sensazioni nuove ed eccitanti. Mi sono
lasciata completamente andare.
Lui mi ha baciata con foga, con ruvidezza. La barba dura e
folta, appena incolta, mi pungeva e mi irritava. La sua lingua si insinuava con
prepotenza tra le mie labbra, tanto che con difficoltà la mia è riuscita poco a
poco a riaversi e contraccambiare quel cercare e rimescolare nell'umido delle
nostre bocche.
Il brivido intorno all'ombelico si è espanso verso il basso,
tra le mie gambe in una calda e umida onda di piacere.
Ero stordita, intontita, cercavo di capire chi fossi e cosa
stessi facendo, e mentre lui si staccava di colpo da me sono rimasta con il
viso umido alzato e gli occhi chiusi, in cerca di un senso a quelle sensazioni.
Quando ho riaperto gli occhi, lui aveva steso a terra un grosso cartone pulito. Dritto di
fronte a me, con gesti decisi e senza dire una parola, si è tolto la maglietta
e sbottonato i pantaloni, appoggiandosi ad una pila di sacchi bianchi alle sue
spalle.
Sapevo cosa dovevo fare.
Mi sono avvicinata inginocchiandomi davanti a lui. Ho aperto
con aria quasi assente i pantaloni, scoprendo gli slip tesi verso di me. Non
appena l’ho liberato il suo cazzo ha svettato dritto verso il mio viso. Ce
l’avevo lungo, grosso... avevo la bocca secca e il respiro affannoso.
Il suo odore era forte, non lo conoscevo. Però mi piaceva
stringerlo, vedere la pelle che poco a poco scopriva la cappella grossa.
Ho cominciato a muovere la mano lungo tirando in fondo la
pelle più che potevo, e intanto con l’altra mano gli accarezzavo e soppesavo le
palle grosse e morbide, forse pregustando già quello che potevamo darmi.
Avevo voglia di leccarlo, ma ero titubante. Lui però non
resisteva più, e alla fine mi ha attirato il viso verso la punta lucida, dal
cui buco pendeva già una chiara goccia trasparente. Senza pensarci me la sono
messa in bocca, cercando di seguirne il contorno con la lingua. Era difficile,
quel cazzo mi riempiva tutta la bocca, e tenendolo fermo dentro ho cominciato a
solleticargli il buchino con la punta della lingua. Lui ha cominciato a gemere,
muovendo le anche per intimarmi di essere più decisa. E’ bastato poco, e
sbavando e gemendo ho cominciato a pompare con foga... si, mi sentivo porca, e
mi piaceva.
Lui era eccitatissimo, lo sentivo dalla durezza. Lo reggevo
con entrambe le mani, mentre guidavo la cappella dentro e fuori dalle mie
labbra, prendendo solo fiato ogni tanto leccandolo avida fino all’attaccatura
delle palle.
Era solo più un turbine di piacere, e senza neanche accorgermi
mi sono ritrovata nuda e sdraiata sul cartone. Si è buttato su di me,
baciandomi e stringendomi le tette e i capezzoli. Ho trattenuto il fiato mentre
la punta del suo cazzo cercava la strada tra le mie gambe, ma alla fine non ha
incontrato nessuna resistenza.
E scivolato dentro in un solo colpo, cominciando a scorrere
dentro e fuori. Si muoveva ritmicamente mentre mi affondava in bocca la lingua più
che poteva. Ad ogni colpo il suo pube batteva contro il mio clitoride, e la
punta del cazzo mi arrivava fino in pancia. Godevo, e la prima cosa che ho
pensato è stata , Dio, cosa mi sono persa fino ad adesso...
Non ho dovuto neanche toccarmi, il piacere è stato da subito
un lento ma continuo crescendo che poco a poco è risalito dalla mia figa
riempita come non mai per poi esplodere in un orgasmo completo che dalla testa
è sceso in ogni parte del corpo.
Sentendomi venire lui ha acceleratole spinte, affondando di
meno dentro di me ma muovendo in fretta la cappella avanti e indietro
all'entrata della figa. All'improvviso, con un grugnito, è affondato in tutta
la sua lunghezza, è ho avvertito distintamente i primi quattro fiotti caldi che
mi hanno inondata.
Ha ripreso fiato è si è rialzato, guardandosi intorno
allarmato come se solo in quel momento si fosse reso conto che qualcuno poteva
scoprirci.
Ma io non me ne curavano, sollevandomi a sedere guardavo le
labbra della mia figa aperte e stropicciate, e un rivolo abbondante di sperma
che piano piano colava tra di esse allargandosi sul cartone ondulato...
...da quanto mi era finito il
ciclo?
3 commenti:
Ripescato dal passato :P
un tuffo indietro di quanto? 3 anni? :)
Più o meno, si ;)
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