Io volevo prendere le distanze, non invischiarmi in qualcosa che potrebbe portarmi più problemi che altro.
Fondamentalmente perché non mi fido di lei, non mi fido della sua stabilità mentale ed emotiva, non mi fido delle sue intenzioni.
E paradossalmente mi spaventano entrambe le possibilità: che sia sincera e veramente attratta da me a livello empatico, o che non lo sia e che voglia solo dimostrare che può ottenere tutto ciò che vuole, e che nessun uomo le può dire di no.
E in effetti come fai a dirle di no?
Alla fine ho scoperto che abita a poche centinaia di metri dalla sede della mia riunione settimanale, e non dall'altra parte della città come mi ero immaginato.
- Quindi puoi liberarti un attimo prima e ci prendiamo qualcosa da bere, no?
E come dirti di no?
Come resistere a questa serata estiva, all'atmosfera di questi sobborghi che sembrano quasi paesini di provincia, ai vestiti larghi e succinti che fanno venire voglia di libertà e di follie adolescenziali?
La aspetto su una panchina del viale, tra i nonni che discutono e le mamme che accompagnano i bambini a prendere il gelato.
La vedo da lontano, nello stesso istante in cui volta l’angolo.
E come se avesse un’aura luminosa, un’enorme freccia lampeggiante al neon che la sovrasta e la indica, e che urla al mondo che Ehi! questa è di un altro pianeta, non c’entra niente con voi e forse è meglio starne alla larga!
Cammina svelta e decisa, le gambe nascoste da pantaloni larghi e leggeri, un top nero che comprime delinea le piccole tette sode. Mi cerca nel posto sbagliato, e posso passare qualche istante ad osservarla divertito ed ammirato.
Poi finalmente mi vede, e con il suo solito sguardo criminale mi raggiunge.
E dopo è subito completa sintonia e confidenza, come sempre.
Passiamo un paio d’ore davanti ad una bottiglia di vino bianco gelato, tra risate e ammiccamenti vari senza mai smettere di parlare a raffica...
Ed è questo il mio punto debole, non tanto il suo culo perfetto, il suo corpo magro e tonico e quella lingua prensile che dovrebbero obbligare a portarla solo con porto d’armi al seguito, ma è il fatto di poter aprirmi e parlare liberamente con un’altra persona, un’amica e una complice con cui non devi trattenerti.
Ho sempre avuto troppe difficoltà in questo campo, e spesso questa mia esigenza diventa un punto debole, soprattutto perché mi ritrovo il più delle volte con una controparte femminile, e la deriva sessuale o sentimentale è sempre dietro l’angolo.
La gente la guarda quando passa per andare al bagno, gli uomini la mangiano con gli occhi e le donne storgono la bocca (se sapessero di essere potenzialmente le vittime più probabili...)
E questo mi rende orgoglioso, fa scattare il meccanismo dell’uomo che esibisce il suo trofeo e si illumina di luce riflessa.
Ecco, c’è anche questa componente, un trofeo per il mio ego, la voglia di misurarmi rispetto a lei, di sentirmi migliore perché nel giro delle nostre conoscenze tutti cercavano di conquistare lei, ma per lei il premio più ambito ero io, che quindi per logica dovrei essere di un altro livello, ma di un livello superiore e più ambito.
Mi distoglie dai pensieri arrivandomi silenziosa alle spalle e mordendomi il collo con aria famelica, e nonostante il caldo opprimente mi riempio di brividi.
Quando usciamo siamo decisamente brilli tutti e due, la signora del locale ci saluta con aria bonaria e divertita, quasi contenta per noi.
Facciamo due passi nel parco, ormai deserto tranne qualche gruppo di ragazzi sparso qua e là, un po’ abbracciandoci per la vita e un po’ tenendoci per mano.
Le dico che mi sembra di essere un adolescente in vacanza al mare che finalmente è riuscito ad uscire con la figa del gruppo.
Un po’ ride, un po’ mi insulta e un po’ mi infila la lingua in bocca mentre le stringo una chiappa.
Poi scappa, si sottrae guardandosi intorno, la riafferro e la bacio a fondo succhiandole la lingua e gustandomi la sensazione del piercing per me così nuova.
Intanto infilo le mani nei pantaloni per godere di quel culo così fantastico, e stringerla bene a me per permettere al cazzo di strusciare un po’ sulla sua pancia.
-Lo sapevo lo sapevo, tu sei pericoloso...
Andiamo avanti così per un po’, spostandoci da albero ad albero e da panchina a panchina
Mi minaccia di non tirare troppo la corda, che non immagino cosa potrei scatenare, ma questo mi fa venire ancora più voglia.
E a me manca ancora una cosa, scoprire quelle tettine e succhiarle come si deve. Lo faccio contro il muro del vicolo ormai in vista della macchina, e lei ne gode decisamente, ansimando mentre mi massaggia il cazzo da sopra i pantaloni di lino.
Basta andiamo! Mi implora ridendo. S’è fatto tardi per tutti e due, e anche per lei fare la matta a due passi da casa non è il massimo.
Le dico che vorrei ancora vederle per bene la figa, leccarla e sentirne il gusto. Tutto a suo tempo, mi dice. Magari la settimana prossima replichiamo e ce ne andiamo in quel parco dall'altra parte della città?
Ci sentiamo, ok, ciao, grazie, a te, alla prossima, certo.
Sono euforico, pieno di energia e con il cazzo durissimo.
Domani mattina sarà un disastro riuscirsi ad alzare e smaltire l’alcool... ma ne vale ben la pena.
5 commenti:
Porca miseria.
E questa nuova signorina?
Non sono ancora riuscita a leggere indietro...
Che stai combinando?
(Qualsiasi cosa sia...BRAVO!)
:)
la SuperMamma mi ha detto spesso che ogni lasciata è persa...
me l'ha detto quando avevo già un po' di anni addosso, ma credo che faccia bene a te questo consiglio
Io non volevo combinare niente in realtà!
Sono anni che resisto...
E' proprio il concetto di "perdere" che mi preoccupa... nelle sue varie declinazioni ;)
(epperò 'sta SuperMamma!)
e poi, diciamolo pure, il fatto di lasciarsi a metà non fa che aumentare un desiderio già di suo importante... :)
già... e io temo sia una subdola strategia femminile ben pianificata :\
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