venerdì 8 aprile 2016

E poi il destino beffardo ci guarda , in un aprile che s’illude d’esser già estate

Una massa nera sovrasta la città.

Avvicinandomi vedo comparire la trama intricata dei lampi al suo interno, ed è una scena impressionante, bellissima.
L’aria è tiepida, umida ed elettrica. Tra poco verrà giù il finimondo, c’è solo da sperare che non grandini.

Ma non siamo mica a luglio, no?

Ti devo paccare. ..il temporale ha fatto danni ... Però sarebbe stato meraviglioso ascoltare il suono del temporale totalmente nudi dentro la macchina...

Si sarebbe stato bello.

Avevo voglia di abbandonarmi, di sentire il tuo corpo nudo e caldo sopra il mio, di affondare il viso tra i tuoi capelli per respirare il tuo odore mentre lo scroscio dell’acqua all'esterno allontanava ogni forma di pensiero contrario.
Potevo già sentire la scossa di piacere che avrei provato al momento di penetrarti, quando la tua mano sicura mi avrebbe guidato dentro di te, dentro quel sesso caldo e umido di cui comincio a perdere il ricordo.
Afferrare quel culo così perfetto, spingerti verso di me mentre la mia bocca cercava i tuoi seni.

E’ facile scacciare la tentazione, mantenere il controllo restando alla larga dal pericolo.
Ma quando molli i freni, ti lasci trasportare e oltrepassi il confine della reticenza, allora diventa doloroso vedersi portare via all'improvviso l’oggetto del desiderio.

Ma è il Destino a condurci l’una dall'altro.
Ed è il Destino a tenerci lontani.

Non l’ho mai forzato.

Non lo farò ora.

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