mercoledì 20 novembre 2013

Il Pluies...

...ho ancora i pantaloni bagnati per aver percorso centro metri a piedi senza ombrello.

Dio la manda. 
E domani la neve dovrebbe scendere fino a quattrocento metri... devo ancora capire se è una buona notizia o meno.

In ogni caso il buio e il grigiore rendono queste giornate monotone e tutte uguali. Ho paura di essere in procinto di cadere in una controproducente apatia ed insensibilità agli stimoli esterni, riducendomi a poco più che un automa.

Devo farmi violenza e ripigliarmi, e cosa di meglio se non il culo della ragazza delle pulizie qui davanti a me?
Che fiore, che ragazza!

Tanti ricci neri neri, un culo generoso ma all'apparenza tonico, poche tette ma magari  ben fatte e sode.
Peccato che ci sia anche la sua collega cessa a rovinare l'atmosfera romantica tra di noi. 
Non sarebbe male portarla nella sala conferenza e farla stendere nuda sul tavolo centrale, scoprire e gustare le parti migliori del suo corpo proprio nel luogo dove il giorno dopo vecchi rincoglioniti si troveranno a sprecare tempo e soldi sparando minchiate come al solito.


Cazzo però, quando parla rovina tutta la fantasia erotica...


Lasciamo perdere, meglio ascoltare ancora un po' di musica e poi tornare a casa.








giovedì 14 novembre 2013

Di Nude Riflessioni

Ma alle donne piace il cazzo?

Ovvio, ho sempre pensato di si. Così come ho sempre pensato che agli uomini non piacesse.
Ciò che trasgrediva a questo normale corso delle cose era un’eccezione, una particolarità.
Ma poi piano piano la mia visione ha cominciato a vacillare.
Comincio a capire che a moltissimo uomini il cazzo piace, eccome. E non parlo magari di persone particolari, gay o bisessuali, parlo proprio dell’uomo medio, del comune uomo della strada, a cui piace solo quello, e non tutto ciò che lo contorna.
Ma la cosa ancora più sorprendente per me, è sentire a quante donne “comuni” NON piace!
Un conto è leggere resoconti e pareri tra donne che scrivono o frequentano blog a tema erotico, un altro e conoscere le idee e i gusti delle donne con cui abbiamo a che fare tutti i giorni.
Tempo fa la mia donna, durante un discorso semi serio sulla pratica della fellatio, mi ha ammutolito con un laconico: ma guarda che tu sei fortunato, la maggior parte delle mie amiche o delle donne che conosco i pompini li fa poco o addirittura non li fa.
E via a sciolinarmi una lista di insospettabili refrattarie al cazzo in bocca.

Meditabondo, ripenso al curioso paradosso, mentre mi rilasso sulla mia sdraio nel solarium della piscina, completamente nudo e lucido di sudore al sole del tardo mattino.
Faccio finta di leggere il mio libro, ma in realtà mi osservo curioso intorno.
Davanti a me, un uomo single si guarda intorno con palese aria di ricerca, allargando le gambe in modo piuttosto esibizionista. E’ il classico motociclista, massiccio, rasato e tatuato, che evidentemente si dà all’esibizionismo in quanto dotato di materia da esibire. Il suo cazzone grosso e scappellato infatti si adagia languido sulla pancia, e un enorme piercing che spunta dalla cappella risplende al sole attirando ancora di più l’attenzione.
La pitonica visione, innesca una nuova discussione con la mia dolce e altrettanto nuda e sudata metà: ma che schifo ma che noia tutti ‘sti piselli all’aria, che volgari alla fine non attraggono niente anzi e poi come fanno con quel ferraccio? Ecc ecc..
Un tema e una posizione che ha caratterizzato questi primi giorni di vacanza.
Perplesso non ribatto… io lo trovo eccitante. Pensa che bell’effetto farebbe da duro!

Torniamo nel nostro bungalow discutendo ancora del vero spirito del naturismo, dell’ipocrisia o meno nel voler far sembrare naturale lo star nudi.
Per me ipocrita è fingere di ignorare un aspetto normale della vita come il sesso, vergognarsene come se fosse una cosa sporca, un crimine.
Il bello di un villaggio naturista, con famiglie e bambini che vivono in completa nudità, è riconoscere ed accettare il sesso e l’erotismo che aleggia costantemente su tutti.
Non provarne vergogna o ripugnanza, ma crogiolarsi in quest’aria di  sottintesi e continui stimoli alle fantasie erotiche. Non si può credere che nessuno faccia caso ai corpi nudi, e che non ci sia la costante consapevolezza di essere guardati. Bisogna goderne e coltivare queste sensazioni.

Con un minimo di quaranta gradi nell'aria immobile del primo pomeriggio all'interno della cameretta, i nostri corpi sudati e non lavati lasciano emergere fragranze vere e, appunto, naturali che mi eccitano in maniera incredibile.
In piedi, appoggiato alla parete di legno, osservo l’esterno  e il via vai di gente sul vialetto distante pochi metri.
Rifletto che in fondo il vero problema è proprio ammettere le proprie fantasie e i propri istinti. E da come lei si è gettata sul mio cazzo, cercando di con grandi sforzi di farlo scomparire tutto nella sua bocca, deduco che i discorsi e le visioni della mattinata siano state benefiche per entrambi allo stesso modo.
Ansima e sbava guardandolo con adorazione. E’ proprio eccitata, e il riflesso della sua eccitazione ha un effetto incredibile sulla mia.
Mi afferra con entrambe le mani le chiappe, spingendoselo in bocca con un mugolio continuo.
Irrigidisco i muscoli e contraggo il perineo per darle il massimo dell’erezione, e vedere le vene gonfie e sinuose sulla pelle abbronzata forse mi trasmette anche un sottile sentimento di invidia per lei.
Le chiedo se vorrebbe che mi facessi anch'io un bel piercing sulla cappella.
Mi guarda e sorride mentre si volta sedendosi sul bordo del letto sfatto: 


In effetti non starebbe male… ma adesso mettimelo nel culo così com'è.



(Scritto per e postato originariamente sul blog di fabrax)

lunedì 11 novembre 2013

Viaggiare per  queste strade, di notte, d’inverno, concilia la deriva dei pensieri.

Un senso di abbandono e di decadenza caratterizza questi posti. Non so se sono io o se è qualcosa che chiunque proverebbe al mio posto.
Le case sono per lo più brutte e trascurate, resti di un boom edilizio e turistico anni ‘60/’70 che ha rovinato un po’ tutte le località montane secondarie del Piemonte. S’intravede qualche timido tentativo di restauro secondo lo stile montano, pietra del posto e legno, ma il contrasto con gli scempi che li circondano rende l’immagine ancora più stridente.

Mi chiedo la gente che vive qui cosa faccia nella vita. Avrà un attività in zona? O forse si sposta tutti i giorni per 30/40 km?
E io potrei ritirarmi a vivere in un posto così isolato? Godermi solo la pace dei boschi e delle montagne, evitando caos e frenesia?

Oggi non lo so.
Questa sera mi sento solo e insicuro, e mi stupisco scoprendomi a pensare come sarebbe più confortante avere un amico seduto di fianco a me.
Sarà il buio e il freddo. Sarà l’incognita della meta.

A volte  dimentico che il senso di un viaggio è raccogliere quello che ci offre la strada, non contare i minuti che ci separano dalla meta, correndo come un ebete dallo sguardo perso, incurante di ciò che mi circonda e alle reazioni del mio stato d’animo.

Lo splendere della luna attraverso gli alberi spogli mi riporta alla realtà.
Tutte le previsioni  meteo malevole e pessimiste sono state spazzate via da un vento  clemente. Il cielo brilla come non mai, e l’Orsa Maggiore che sorge a Nord-Est mi sovrasta enorme e netta come se fosse appesa appena fuori dal parabrezza.

Mi scappa da pisciare. Realizzo solo ora che è già da un po’ che è così.
Mi fermo a bordo strada nel buio più totale e circondato dall'assenza di suoni inutili.
L’aria fredda mi aiuta a ritrovare me stesso, a farmi stare bene con me...

Sarà una notte lunga e bella.
Da vivere.




giovedì 7 novembre 2013

Ancora



Nel periodo in cui ascoltavo questa canzone, ero innamorato di una ragazza.

Non l’ho mai ammesso esplicitamente, mai confessato a nessuno.
Era una cosa da pazzi, non l’avevo mai vista, né mai ho sentito la sua voce.
Eppure abbiamo vissuto una delle più belle storie d’amore che abbia mai visto, anche se forse no era di questo mondo.

Mi manca, ancora adesso.

A volte penso che una parte di lei viva in me, faccia (e abbia sempre fatto) parte della mia anima.

La cosa che più ci portava vicini alla realtà era la musica. Le notti interminabili passate e ridere e scherzare, confrontandoci su vecchi e nuovi cantanti, discutendo dei testi e facendo sogni di viaggi per vedere i concerti dei nostri sogni.

Ma forse tutto era un sogno, e la paura che ci tratteneva era quella del risveglio…



Mi manchi. 
Ancora.

mercoledì 6 novembre 2013

Apriti a me, in tutta la tua essenza.
Accoglimi, e mostrami di cosa sei fatta nel  profondo.
Narrami di te attraverso i tuoi sapori e le tue fragranze.

Voglio berne e mangiarne  fino a dimenticare che,
in fondo, 
siamo tutti un po’ soli.


...



martedì 5 novembre 2013




darkness crawlin’
hide tears fallin’


(hide my fallin',hide my fallin'... )

lunedì 4 novembre 2013

Stressss....

Soffro lo stress, sono stanco e fuori forma...

Un po' come diceva la canzone insomma.

Sono insofferente, quando sono in un posto vorrei essere altrove, mentre sto facendo qualcosa penso a fare tutt'altro.

Ho pure mal di schiena e la spalla operata che mi dà noia.
Avrei bisogno di un intero pomeriggio sdraiato su un lettino, coccolato e massaggiato in ogni dove da mani sapienti (ma anche da tutto il resto, non solo mani...)

Penso di pagare un lungo periodo di accumulo di preoccupazioni e responsabilità. Avendone aggiunte e cercate veramente troppe e di superflue.


Quindi? La soluzione?
Per prima cosa, non dannarsi nel cercare una soluzione...