giovedì 30 agosto 2012

Prima Lezione


La stanza dei massaggi è invasa dal calore della piccola stufa a legna e dall’intenso profumo di incenso.
Una soffusa musica indiana fa da sottofondo alle istruzioni sussurratemi dal nostro  “Maestro”.
Il corpo di Lei è disteso supino sul lettino, con la pelle oliata illuminata dai riflessi delle candele che rischiarano la stanza.
Le nostre mani si muovono sul corpo, le mie più indecise, quelle del Maestro con più scioltezza:
prima i piedi e le gambe, poi pian piano il collo e le spalle, fino a scendere sui seni grossi e sodi e sulla pancia morbida e distesa.
Lei respira piano, completamente rilassata e abbandonata, godendosi appieno il nostro tocco.

Adesso passiamo al massaggio intimo, mi sussurra il Maestro.

Siamo tutti e tre nudi, e il caldo misto all’eccitazione fa sudare sia me che il Maestro. A tratti sento il nostro leggero odore di sudore, e la cosa non è per niente fastidiosa, tutt’altro… è un odore naturale di uomo che colpisce gli istinti più profondi, cosa che più tardi mi confermerà anche Lei.

Guardo stupito ed eccitato le mano di quest’uomo massaggiare co sapienza la figa della mia donna: la pelle morbida nell’intorno, le grandi labbra, le piccole, il clitoride…
Mentre mi spiega i movimenti la sua voce è roca e il respiro lento, anch’io cerco di rimanere concentrato e rilassato, e solo un leggero turgore gonfia il mio cazzo libero nell’aria densa della stanza.

Bagno ancora la mano nella ciotola di olio tiepido, e con due dita prendo a massaggiare il clitoride gonfio ed esposto, mentre con l’altra mano massaggio lento il monte di venere e la zona intorno all’ombelico.
Il maestro intanto si è portato dietro la testa di Lei, abbracciandola delicatamente e riprendendo a massaggiare il seno e le spalle senza smettere di darmi istruzioni.


...


Lei respira sempre più affannosamente, e vedo che l’eccitazione comincia a impadronirsi anche del nostro Maestro.
Il suo cazzo pende a pochi centimetri dalla testa di Lei, e mentre continuo la mia delicata opera di massaggio sul clitoride, Lei sembra sentirne la presenza, o l’odore, e una sua mano si alza lenta per saggiarne i contorni, accarezzandolo piano in tutta la sua lunghezza.
Guardo l’altro uomo negli occhi, e tra di noi passa un muto lampo d’intesa.
Il suo cazzo ormai duro si appoggia e preme contro la guancia di Lei, che quasi con affetto lo accarezza con la punta delle dita assaporandone la consistenza e la morbidezza. Ad un certo punto il Maestro le prende delicatamente la testa con una mano, voltandogliela e guidando la cappella tra le sue labbra che senza esitazione si schiudono.

Rimango pietrificato ed elettrizzato dalla visione della scena.
Smetto il massaggio delicato e comincio a penetrare la figa fradicia di olio e di umori prima con due e poi con tre dita.
Premo la sua carne, rigirando e muovendo le dita mentre Lei mugola e prende a succhiare con foga il cazzo di un altro uomo.

Lo vuoi? Vuoi farti scopare? Le chiedo mentre il suo viso è deformato dallo sforzo di far entrare ancora qualche centimetro di cazzo in bocca. Lei si libera e mi fa cenno di si, alzandosi e voltandosi verso il maestro.
Faccio un passo indietro, con il cazzo dolorosamente duro che punta verso il soffitto.

Guardo la scena di quell’uomo tozzo dalla testa ricoperta di ricci ribelli che sale sopra il corpo lucido di lei, abbracciandola e baciandola mentre il  cazzo cerca di trovare la via tra le labbra della sua  figa.
Vedo le pieghe della pelle deformarsi sotto la spinta della cappella rossa e gonfia, godendomi ogni secondo, fino a quando, quasi di colpo, la resistenza della carne è vinta e il cazzo la penetra fino in fondo.
La bocca di lei è congelata in una muta “O” di godimento mentre lui comincia a muoversi ritmicamente.

La osservo contorcersi sotto i colpi profondi e sapienti di quel cazzo, e al primo urlo del suo orgasmo basta un tocco della mia mano per farmi versare  grosse gocce di sperma sul pavimento di vecchie assi consumate…

E’ questo è solo l’inizio.

martedì 7 agosto 2012

ah! quanto tempo che non scrivo...

un po' è la fisiologia dei blog, difficile mantenere un ritmo costante una volta passata la "novità", un po' è un mio allontanarmi da certe manifestazioni dei miei viaggi immaginari e non...

ho smesso di scrivere
ho smesso di applicarmi alla fotografia
ho smesso di impegnarmi nello sport

in ogni caso in questo momento non vedo un'accezione negativa a tutto ciò.
credo si tratti di un doveroso momento di transizione, e più che mai io sto entrando in una fase completamente nuova della mia vita.

ma tanto per non perdere le buone abitudini... oggi ho dedicato la giornata ad una sana gita alla spiaggetta porcella!

un bel ritrovo di maschi sudati e in preda alla lussuria, specialmente il mio vecchio amico pensionato "Vespa Rossa", che mi ha onorato di un trastullamento del suo bel cazzone guardandomi voglioso mentre facevo finta di dormire.

mi dispiace averlo poi deluso, cambiando posto e andando a finire nei pressi di una coppia agée veramente deprimente.
volevo andarmene, ma la mia curiosità "lievemente" morbosa ha preso il sopravvento.
si capiva subito che erano in cerca di qualcosa, e infatti dopo un po' è arrivato un loro amico, un bel ragazzone sulla quarantina, che senza tante riserve si è messo a scopare sotto l'ombrellone con la giunonica cinquantenne:

pompino (1 min)
preservativo (30 sec)
pompino-reprise (2 min)
cavalcata (5 min)
seghina al marito cuckhold (2 min)
pulizie generali e convenevoli di commiato(6 min)

i cinque maschi spettatori seduti a raggiera intorno a loro con i loro piselli in mano devono essere rimasti piuttosto delusi, oppure speranzosi della possibilità di un loro intervento.

io intanto ho terminato il mio giallo, sono piuttosto rossiccio sulle spalle, ho il pisello moscio (quasi ritratto dalla disperazione) e non vedo l'ora di trovare un McDonald per calmare il brontolio dello stomaco...


che anche le spiaggette perdano il loro fascino???




lunedì 25 giugno 2012


Appena ho finito di scrivere che con la Palestrata si era raggiunta una situazione di stabilità, sono stato smentito da una sua sfuriata di gelosia senza senso e soprattutto senza fondamento.
Veramente ingenuo a pensare di poterla considerare come un’amica...

In più, avere uno scontro con lei mi ha fatto prefigurare le eventuali conseguenze di una sua scoperta della tresca tra me e la Matta.
A confermare la mia stupidità infatti, c’è il fatto che le due si odiano da anni, avendo avuto una storia (anche se in tempi diversi) con lo stesso uomo, ed essendosi lanciate merda e cattiverie per lungo periodo.

Mi rendo conto di essere parte integrante di uno spaccato di umanità decadente e grottesco…

Non ho davvero più voglia di far parte di queste dinamiche stanche e ripetitive, che non portano a niente se non recriminazione e mal di stomaco.

Di solito l’estate porta buoni propositi, e quest’anno la mia è iniziata con un sacrificio fisico e mentale  significativo, forse un segno di come debba essere il modo migliore per condurre la mia vita.

mercoledì 20 giugno 2012


Vorrei poter scrivere di più, avere più tempo per me, per rinchiudermi in me stesso con i miei pensieri e coccolarli e coltivarli con amorevole cura.

Vorrei avere la lingua sciolta, la mente lucida e il passo fermo. Invece mi ritrovo troppo spesso ad inciampare nei miei sogni e balbettare patetiche scuse.

E’ quasi Estate è non me n’ero accorto…

In questi giorni la Matta mi fa dannare più del solito… troppo bella, troppo altera e distaccata (da questo mondo forse).
Seduto all’ombra del salice la guardavo discutere animatamente con un collega (assolutamente innocuo)…
Lo ascoltava a braccia conserte, con il mento alto a fingere interesse e la gonna leggera del vestito che le svolazzava sulle gambe bianche e ben modellate.
Fingevo disinteresse da dietro gli occhiali da sole, ma vedevo i suoi sguardi e l’accenno di sorriso malizioso verso di me… fino a quando è stata costretta a darmi le spalle per non scoppiare, come mi avrebbe confermato  più tardi in un messaggio.

Però ormai l’entusiasmo si sta attenuando… troppo difficile incontrarsi. Troppo faticoso far finta di niente sul lavoro.
I progetti per nuovi incontri ci sono, ma anche io ho bisogno di essere cercato e di sentirmi desiderato, e non ho voglia di dover fare sempre il primo passo.


Ma in questi mesi di cose ne sono successe molte altre…

Ho ceduto con la Palestrata, come prevedevo.
La scusa era di vedere la sua casa nuova, ma era palese dove si volesse arrivare.
Io mi sono fatto trascinare dall’affetto che provo per lei,  forse perché confondo troppo facilmente amicizia e sesso (o meglio, non ho problemi a farli convivere), però non mi è piaciuto molto, conferma della mancanza di feeling fisico.
In ogni caso, dopo un primo e prevedibile strascico di inasprimento dei nostri rapporti, la nostra amicizia si è forse addirittura rafforzata.

Oltre questo mi è anche capitato di vivere un pomeriggio che sembrava uscito da un romanzo bohémien , con una ragazza fantastica in un appartamentino incredibile nel centro di una bellissima Torino.
Una lezione su come dovrebbe sempre essere  il sesso: divertente, spensierato ed appagante…
E forse i migliori pompini della mia vita!

Adesso invece mi trovo in un punto di stallo, in bilico sulla cima e indeciso su da che parte buttarmi.
Forse perché mi piace goderei della sensazione di attesa, dell’incombente che si avvicina con quel velo di paura e aspettativa che spaventa ma elettrizza nel profondo.
A volte riesco quasi a sentire la vertigine, ma ogni volta ritrovo la forza di rialzarmi con un ultimo guizzo.

E’ un gioco pericoloso e logorante, lo so… ma intanto non so smettere.

martedì 15 maggio 2012

oggi aveva i capelli rosso mogano mossi e lucenti, fresco risultato di una visita dal parrucchiere (però un po' rimpiango il bel biondo del nostro primo incontro!).
con quei pantaloni neri eleganti, morbidi e leggeri che sembrano fatti apposta per esaltare quel culo paradisiaco, e le scarpe eleganti col tacco, era uno spettacolo irresistibile.

speravo proprio di vederla scendere dalle scale, e al momento di 
sedermi nella sala mi sono premurato di occupare il posto di fronte alla porta, per tenere sotto controllo corridoio e scale.

e infatti dopo un po' eccola scendere, sguardo perso nel vuoto e aria trasgnata come sempre. 
e poi alza lo sguardo, mi vede, e il viso passa in pochi secondi dalla sorpresa a un largo sorriso d'intesa.

fantastica, mi fa impazzire quella donna.

mentre un branco di vecchi pupazzi spara cazzate prendo in mano il cellulare...

"sbaglio o sei proprio bella?"
"Dici? solo Oggi? Tu lo sei sempre!"
"quando ci vediamo?"
"venerdì? in un prato aperto sotto il sole?"
"sei matta... ovviamente non vedo l'ora" 

ho il cazzo durissimo, e i pantaloni leggeri di lino ne mettono perfettamente in risalto la forma.
leggo le sue risposte e me lo strigno da sotto il tavolo...

adesso mi alzo e vado a farmi una sega in bagno, se no scoppio.


lunedì 14 maggio 2012

sabato e domenica mattina ho avuto un leggero crollo "umorale".
sarà stata la trasferta sfiancante della settimana.
sarà il ciclico contrasto ormonale di un maggio splendente e capriccioso.
eppure mi sono sentito vittima degli eventi, passeggero di questo volo (io che credevo d'esser il pilota. -cit.-)


è grave.
non mi si addice.
(o forse mi si addice troppo, e devo evitare con cura)




poi oggi forse mi sono ripreso.
ho ripreso in mano un progetto di vita indipendente da ciò che crea dipendenza.
cercherò di sfuggire le abitudini solo se non danno altro che piccoli conforti durante il cammino, gradite compagne e non paletti a cui aggrapparsi.




ho voglia di amare e di essere amato senza limiti e senza riserve.
di godere delle cose belle e farmi travolgere dagli imprevisti come le onde dopo il temporale quando ero bambino.




io sono l'artista.



martedì 8 maggio 2012

deja vù


Dopo due giorni di pioggia finalmente una parvenza d’estate.
Dannati Francesi.
Lo so, sono in Italia, e da noi piove ancora di più, ma qua vodafone non prende e il telefono si aggancia solo alla loro rete, e poi un "dannati Francesi" ci sta sempre bene, a prescindere.

Steso al sole nel mio perfetto recinto di pietra, oscillo in equilibrio instabile tra la profonda saggezza e la più insidiosa delle schizofrenie.
Il calore del sole m’infonde un piacevole e anestetico torpore, quasi languore, e mi perdo ad osservare i riflessi del sole in un mare incredibilmente blu. La mia pancia è comunque già bella abbronzata, e il sottile velo di sudore che la ricopre le dona un aspetto veramente sensuale ed invitante.
Me la guardo voglioso scappellandomi lento, avrei proprio voglio di leccarmi dai capezzoli fino alla punta del cazzo… che spreco lasciare tutto così.

Lei dorme, voltata su fianco, dandomi la schiena.
Mi sollevo seduto, guardandole il bel culo e allargandolo per vedere meglio. La fica si dischiude, cavernosa e umidiccia, e l’ano rosa si contrae un paio di volte.
E’ tutta sudata, e l’odore intenso  e avvolgente di donna si percepisce nettamente  mentre mi chino ad una spanna da quella carne invitante. La penetro tranquillamente con un dito e poi con due, rigirandoli più volte.
Lei geme e inarca la schiena per assaporare meglio il trattamento.
Ritraggo le dita umide e le succhio con gusto, mentre con l’altra mano strizzo e scappello il cazzo ormai durissimo…

Rieccoci qua, un anno dopo, stesso posto e stessa situazione.
Non è che sia cambiato molto in fondo...forse poco o niente, forse tutto.
Non so se essere confortato da questi punti fissi, dall’eccitazione che provo e dalle fantasia che mi si accavallano nella mente in questi momenti.
Rimane la voglia di osare di più, e al contempo rimane il dubbio che osando di più si possa sconfinare in terreni e dinamiche diverse e imprevedibili.

A volte ho l’impressione che il cedere a impulsi sessuali troppo “estremi” e “trasgressivi” metta in moto una serie di dinamiche logoranti e distruttive, che prima o poi devono essere fermate con azioni decise e radicali. Per una coppia ad esempio il definitivo allontanamento.

Ma sarà veramente così?
O forse è molto peggio limitarsi, cercare di chiudersi nei canonici schemi di stabilità e sane abitudini?

Dall’alto della mia misera esperienza mi verrebbe da dire che è la seconda ipotesi è la più plausibile.


Bah.
Mi alzo ed esploro l’orizzonte, deserto sia su mare che su terra.
Novello Tenente Drogo, mi crogiolo nell’attesa di un futuro di gloria e di travolgenti momenti di libidine sfrenata...
In realtà ben consapevole che l'attesa e la routine potrebbero essere una trappola irresistibile e mortale.