martedì 29 novembre 2011

flashback...


Una seducente e sofisticata donna di quarant’anni entra nel locale.

Indossa pantaloni eleganti neri, che cadono dritti senza tuttavia nascondere le forme piene e sensuali di glutei e cosce.

Una maglia dolcevita nera e un golfino a righe grigie, viola e nere la difendono dal freddo intenso di fine novembre, nonché dagli sguardi indiscreti che potrebbero indugiare sul suo corpo in cerca di forme stimolanti.

Entra, con l’aria assente e i grandi occhi azzurri persi in pensieri inaccessibili. Si scosta con una mano i capelli rossi dalla fronte, preparandosi a farsi servire il pranzo.



La guardo dal fondo della sala, e per un attimo la sua aria imperturbabile  si frantuma sotto il guizzo di stupore che ha nel vedermi. Ma è brava, molto, e in un secondo riprende la sua aria seria e distaccata.



Quando mi volta le spalle le osservo compiaciuto il culo, ripensando a quella carne calda e morbida illuminata da un lampione lontano qualche sera prima.

Peccato non aver potuto approfittarne come si deve, ma una meraviglia del genere necessità di ore per essere giustamente valorizzata, non certo di pochi minuti.




E’ stato bello ritrovarsi all’improvviso in quella stradina buia, poterle prendere la mano e baciare le dita lunghe e affusolate.

E’ stato bello poter ridere e scherzare guardandosi negli occhi, e poi diventare seri all’improvviso scoprendoci vogliosi ed eccitati.

Mi diventa di nuovo duro al pensiero della mia mano che scopre la pelle morbida oltre l’elastico delle autoreggenti, per poi affondare in quella figa bagnatissima e calda.

Il piacere che ci siamo dati è stato veloce ma intenso: lei piegata su di me succhiandomelo con foga, mentre io la penetravo da dietro con due dita strappandole improvvisi gemiti di godimento....




Adesso si siede qualche tavolo più in là insieme ad un collega, esattamente di fronte a me. L’uomo le parla ridendo e gesticolando e lei annuisce, in apparenza interessata.

Solo per un breve attimo i suoi occhi non resistono e incrociano i miei e, per un secondo, vedo le palpebre abbassarsi appena e il desiderio affiorare nuovamente nel suo sguardo… nient’altro che specchio del mio.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

latiti qui ma li fuori ti dai da fare eh? :)

Viaggiatore Immaginario ha detto...

ma come latito???
dici? :(

Anonimo ha detto...

un pochino si, ma lo dico perchè sento la tua mancanza :*