giovedì 28 novembre 2013

Ricordi?

Uscendo dal locale mensa ho incrociato il suo sguardo... 
Le ho sorriso salutandola, e lei  ha represso un sorriso d’intesa rispondendomi.

Niente da fare, La Matta rimane un mio punto debole costante.
Sarà perché le cose con lei sono andate avanti per un po’, e non si è trattato solo di un’avventura circoscritta.
Sarà ovviamente per la qualità del sesso con lei, intenso e appagante.
Ma sarà soprattutto a causa del fatto che in fin dei conti da lei sono stato “scaricato”. Il solito complesso della volpe e l’uva: prima ero io a frenare un po’ la cosa e la sua voglia di incontri, quando poi si è allontanata, ho cominciato a rimpiangere di non averne approfittato di più.

Sui motivi di questo allontanamento non ne sono mai venuto a capo.
Di certo io non ero molto coinvolgente, non cercavo una storia sentimentale, e ho sempre preso le cose tra di noi come un gioco di puro sesso, mai niente di più.
Dopo la storia con me, sono quasi certo che lei abbia avuto una relazione con un altro nostro collega. Quasi mio coetaneo, ma una persona completamente diversa da me, direi addirittura l’opposto.
Da alcuni pettegolezzi che mi sono arrivati, sembra che lui abbia proprio perso la testa, e che la vita famigliare di tutti e due si sia ritrovata ad un passo dalla crisi pubblica.
Poi però lei lo ha allontanato. E adesso lo evita come la peste.

In ogni caso ieri sono quasi certo che abbia accelerato la fine del suo pranzo, in modo da potermi raggiungere e fare due parole.

I pantaloni di panno marroni, lunghi appena sotto il ginocchio, esaltavano meravigliosamente il suo culo. E poi l’abbinamento con l’azzurro dei suoi occhi era perfetto.
Ovviamente gliel’ho detto, e il suo sorrisone ne tradiva il compiacimento.

Solite parole, ciao come stai, ma sempre qui? solite allusioni senza esagerare con la durata del nostro contatto in pubblico.
E la solita sensazione di volerle saltare addosso quando mi allontano solo con i miei pensieri.

A breve dovrò tornare a Monaco per lavoro, proprio dove lei ha chiuso definitivamente il tempo dei nostri incontri, lasciandomi come un fesso fuori dalla porta della sua camera.
Che spreco quella notte, che occasione buttata...

Potevamo trascorrere tutta la notte insieme, in un letto comodo e completamente a nostra disposizione.
Basta con i sedili dell’automobile, con il freddo e la paura di un contadino che venga a bussare ai vetri appannati.
Avrei voluto scoparla con calma, più volte e in più modi, saziarmi di lei e scoprirne limiti e segreti.

Che poi la lontananza da casa tiene anche a bada paure e sensi di colpa. Ci si sente in un altro mondo, in una dimensione parallela.


E’ andata...
Erano altri giorni, e io ero troppo diverso da oggi.

Quando le ondate di questi pensieri e di queste voglie passano, mi conforta sapere che è tutto finito, che posso stare più tranquillo e godermi la mia quotidianità senza preoccupazioni.



Era giusto che quelle cose succedessero allora. Così come è giusto che ora sia solo il tempo dei ricordi.




1 commento:

Viaggiatore Immaginario ha detto...

Jonathan Wilson forse c'entra poco, ma questa canzone si sintonizza molto sul mio stato d'animo di oggi.

E' un periodo che sono insofferente verso i classici della musica, e anche un po' verso la musica italiana.

Ho fame di nuovi autori Indie, Rock, magari con sonorità un po' anni settanta, leggermente psichedeliche, e Wilson è davvero perfetto in questo senso....

Bella sorpresa in questo 2013 musicale che ormai sta finendo :P