lunedì 11 novembre 2013

Viaggiare per  queste strade, di notte, d’inverno, concilia la deriva dei pensieri.

Un senso di abbandono e di decadenza caratterizza questi posti. Non so se sono io o se è qualcosa che chiunque proverebbe al mio posto.
Le case sono per lo più brutte e trascurate, resti di un boom edilizio e turistico anni ‘60/’70 che ha rovinato un po’ tutte le località montane secondarie del Piemonte. S’intravede qualche timido tentativo di restauro secondo lo stile montano, pietra del posto e legno, ma il contrasto con gli scempi che li circondano rende l’immagine ancora più stridente.

Mi chiedo la gente che vive qui cosa faccia nella vita. Avrà un attività in zona? O forse si sposta tutti i giorni per 30/40 km?
E io potrei ritirarmi a vivere in un posto così isolato? Godermi solo la pace dei boschi e delle montagne, evitando caos e frenesia?

Oggi non lo so.
Questa sera mi sento solo e insicuro, e mi stupisco scoprendomi a pensare come sarebbe più confortante avere un amico seduto di fianco a me.
Sarà il buio e il freddo. Sarà l’incognita della meta.

A volte  dimentico che il senso di un viaggio è raccogliere quello che ci offre la strada, non contare i minuti che ci separano dalla meta, correndo come un ebete dallo sguardo perso, incurante di ciò che mi circonda e alle reazioni del mio stato d’animo.

Lo splendere della luna attraverso gli alberi spogli mi riporta alla realtà.
Tutte le previsioni  meteo malevole e pessimiste sono state spazzate via da un vento  clemente. Il cielo brilla come non mai, e l’Orsa Maggiore che sorge a Nord-Est mi sovrasta enorme e netta come se fosse appesa appena fuori dal parabrezza.

Mi scappa da pisciare. Realizzo solo ora che è già da un po’ che è così.
Mi fermo a bordo strada nel buio più totale e circondato dall'assenza di suoni inutili.
L’aria fredda mi aiuta a ritrovare me stesso, a farmi stare bene con me...

Sarà una notte lunga e bella.
Da vivere.




5 commenti:

Viaggiatore Immaginario ha detto...

Bellissimi i testi di Conor, sia per la musicalità delle parole che per i contenuti.
Questa, tra le mie preferite, trovo che si sposi perfettamente con i pensieri di questa notte.


While the waterfall was pouring
Crazy symbols of my destiny
I watched your face die backwards
Little baby in my memory
...
While the universe was drawn
Perfect circles form infinity
I watched the stars get smaller
Tiny diamonds in my memory


Molto bella anche la cover di Sara Lov
http://youtu.be/OisZ7DEwWCA

Anonimo ha detto...

stato di grazia...
questo mi è venuto in mente leggendo questo post, ma non nell'accezione aulica nè in quella ironica.
solo un'impressione... forse sbaglio... non so...
m.

Viaggiatore Immaginario ha detto...

magari solo uno stato di quiete ;)

Anonimo ha detto...

e la quiete non è forse una tregua di armonia nel caos distonico?
:)
m.

Viaggiatore Immaginario ha detto...

wow... che fantastica definizione :)