"Leggero..
Devi imparare ad essere leggero."
Sogno di svegliarmi dal sogno per appuntare su un pezzo di carta queste
parole.
L’ennesimo sogno di questo genere, in cui vengo abbandonato e sento il
mondo crollarmi addosso.
In realtà questo non è ancora il risveglio, e gli ultimi tentacoli di
questa irrealtà mi tengono intrappolato.
Quando alla fine riesco ad aprire gli occhi, faccio fatica a trovare
conforto dal mondo che mi circonda.
Tempo fa ho realizzato che la paura dell’abbandono ha tormentato i miei
primi anni di vita.
Intorno ai cinque anni avevo il
terrore che i miei genitori scappassero via la notte abbandonando me e mio
fratello.
Mi addormentavo con questa paura e mi risvegliavo con l’ansia di non
sentirli muovere per la casa.
Avevo rimosso questa cosa, ma qualche tempo fa, parlando di traumi
infantili, mi è tornata in mente.
Eppure crescendo non sono diventato un mammone, o un ragazzo dipendente
dagli altri e sempre in cerca di protezione. Anzi.
Sono sempre rimasto molto indipendente e solitario…
Che sia stata una forma di autodifesa?
Adesso la paura dell’abbandono ha più preso i connotati di una paura
del rifiuto.
Di essere scartato, di non essere all'altezza cosicché altri vengano
preferiti a me.
E’ un circolo vizio pericolosissimo, lo percepisco nettamente.
La paura di qualcosa è in grado di condurci direttamente dove temiamo.
Eppure il tarlo del malessere, del sospetto e della sfiducia avanza
inesorabile ed è difficile da contrastare anche quando lo si riconosce per
quello che é.
Il potere dei sogni poi è devastante, e quando ti alzi con l’affanno e
il cuore accelerato, ancora dubbioso se quelle che ricordi sia realtà oppure
no, le tue difese sono completamente abbassate e ogni inquietudine può farsi
strada indisturbata.
So come devo essere.
Sono consapevole di dove devo andare e di come governare i miei
pensieri…
Ma in questo momento non ci riesco.
4 commenti:
E una brutta sensazione. Si.
Ma.
L'istinto di sopravvivenza e la ragione devono prevalere.
Voi uomini avete la fortuna (e io con voi) di avere pensieri semplici e lineari (non come le donne che pensano in circolo con
mille tortuosismi.
Sfrutta questa cosa.
Crogiolati pure in qualche paturnia, ogni tanto è salutare un po' di sana autoparanoia, ma poi. Basta.
Quando vengo un po' sopraffatta, mi fermo e comincio a ragionare a cassetti.
E' facile. Non puoi aprirli tutti. Uno per volta.
In uno ci trovi la paura del rifiuto e cominci a sezionarla oggettivamente come un cadavere.
La dissezioni letteralmente e quando non rimangono che brandelli, passi ad un altra cella frig...hem...cassetto.
Prova.
(al limite non succede niente o magari ti viene voglia di vedere un autopsia. :)
Bella questa cosa dei cassetti frigoriferi ;)
(ma se vedessi i cassetti di casa mia...)
Ciao viaggiatore,
Io credo che si debba anteporre prioritariamente il nostro benessere psico-fisico; fregandosene completamente di ogni cosa,vivere ogni sensazione in positivo,non facendoci prendere dalle vicissitudini quotidiane,dai malesseri,dalle problematiche.
Io spesse volte mi esprimo con un mio Mantra: "sono sereno,nulla può scalfirmi,io me ne frego,questo problema lo supero!"
Penserai che sono sciocco,ma ci vivo bene ed ho 63 anni di vita intensa e spericolata!
Sii forte il mondo sei tu. Scomparso te: scompare il mondo!
Buona continuazione.
Mi piace come mantra ;)
E penso che sia proprio questo l'atteggiamento giusto per affrontare le cose
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