mercoledì 3 settembre 2014

Chi ha paura del buio?

"Leggero..
Devi imparare ad essere leggero."

Sogno di svegliarmi dal sogno per appuntare su un pezzo di carta queste parole.
L’ennesimo sogno di questo genere, in cui vengo abbandonato e sento il mondo crollarmi addosso.
In realtà questo non è ancora il risveglio, e gli ultimi tentacoli di questa irrealtà mi tengono intrappolato.
Quando alla fine riesco ad aprire gli occhi, faccio fatica a trovare conforto dal mondo che mi circonda.

Tempo fa ho realizzato che la paura dell’abbandono ha tormentato i miei primi anni di vita.
Intorno ai  cinque anni avevo il terrore che i miei genitori scappassero via la notte abbandonando me e mio fratello.
Mi addormentavo con questa paura e mi risvegliavo con l’ansia di non sentirli muovere per la casa.

Avevo rimosso questa cosa, ma qualche tempo fa, parlando di traumi infantili, mi è tornata in mente.

Eppure crescendo non sono diventato un mammone, o un ragazzo dipendente dagli altri e sempre in cerca di protezione. Anzi.
Sono sempre rimasto molto indipendente e solitario…

Che sia stata una forma di autodifesa?

Adesso la paura dell’abbandono ha più preso i connotati di una paura del rifiuto.
Di essere scartato, di non essere all'altezza cosicché altri vengano preferiti a me.

E’ un circolo vizio pericolosissimo, lo percepisco nettamente.
La paura di qualcosa è in grado di condurci direttamente dove temiamo.

Eppure il tarlo del malessere, del sospetto e della sfiducia avanza inesorabile ed è difficile da contrastare anche quando lo si riconosce per quello che é.
Il potere dei sogni poi è devastante, e quando ti alzi con l’affanno e il cuore accelerato, ancora dubbioso se quelle che ricordi sia realtà oppure no, le tue difese sono completamente abbassate e ogni inquietudine può farsi strada indisturbata.

So come devo essere.
Sono consapevole di dove devo andare e di come governare i miei pensieri…


Ma in questo momento non ci riesco.

4 commenti:

Unknown ha detto...

E una brutta sensazione. Si.
Ma.
L'istinto di sopravvivenza e la ragione devono prevalere.
Voi uomini avete la fortuna (e io con voi) di avere pensieri semplici e lineari (non come le donne che pensano in circolo con
mille tortuosismi.
Sfrutta questa cosa.
Crogiolati pure in qualche paturnia, ogni tanto è salutare un po' di sana autoparanoia, ma poi. Basta.
Quando vengo un po' sopraffatta, mi fermo e comincio a ragionare a cassetti.
E' facile. Non puoi aprirli tutti. Uno per volta.
In uno ci trovi la paura del rifiuto e cominci a sezionarla oggettivamente come un cadavere.
La dissezioni letteralmente e quando non rimangono che brandelli, passi ad un altra cella frig...hem...cassetto.
Prova.

(al limite non succede niente o magari ti viene voglia di vedere un autopsia. :)

Viaggiatore Immaginario ha detto...

Bella questa cosa dei cassetti frigoriferi ;)

(ma se vedessi i cassetti di casa mia...)

Anonimo ha detto...

Ciao viaggiatore,
Io credo che si debba anteporre prioritariamente il nostro benessere psico-fisico; fregandosene completamente di ogni cosa,vivere ogni sensazione in positivo,non facendoci prendere dalle vicissitudini quotidiane,dai malesseri,dalle problematiche.
Io spesse volte mi esprimo con un mio Mantra: "sono sereno,nulla può scalfirmi,io me ne frego,questo problema lo supero!"
Penserai che sono sciocco,ma ci vivo bene ed ho 63 anni di vita intensa e spericolata!
Sii forte il mondo sei tu. Scomparso te: scompare il mondo!
Buona continuazione.

Viaggiatore Immaginario ha detto...

Mi piace come mantra ;)

E penso che sia proprio questo l'atteggiamento giusto per affrontare le cose