La tensione negli ultimi tempi era diventata
palpabile, inutile resistergli.
Alla fine mi sono arresa:
-D’accordo, voglio
scopare con te.
Mi abbracciò nel buio del parcheggio deserto,
stringendomi a sé e baciandomi dolcemente con la lingua.
La sua mano scese sul mio culo, facendo aderire
il più possibile il suo bacino contro la mia pancia, in modo che mi rendessi
conto dell’intensità della sua erezione.
Infilai una mano tra i nostri corpi, saggiando
la sua consistenza e massaggiandolo sempre più appassionatamente, con i nostri
respiri che diventavano affannosi e profondi.
-Dai, tiramelo fuori, non ci vedrà nessuno!
-No no, c’era ancora gente in ufficio.
La magia era rotta, un barlume di lucidità mi
era tornato.
-Devo andare che è tardi, mio marito si
chiederà che fine abbia fatto.
Lui mi attirò ancora una volta a sé, palpandomi il seno attraverso l’apertura del cappotto.
-Dio che voglia di scoparti!
Mi alzai sulle punte dei piedi schioccandoli un
ultimo bacio sulle labbra
-I piaceri vanno rimandati il più possibile per
goderseli a pieno.
La settimana dopo mio marito sarebbe stato via
per lavoro due giorni, era l’occasione giusta.
Non me la sentivo di tornare a casa da lui dopo
averlo tradito con un altro, non ero sicura della tenuta delle mie emozioni.
Lasciai organizzare tutto a lui, rimanendo
d’accordo che ci saremmo incontrati nei pressi della tangenziale dopo il
lavoro.
Questo un po’ mi preoccupava, non avrei avuto
modo di prepararmi a dovere, sarei dovuta stare con lui dopo l’intera giornata
in ufficio.
Optai per un abbigliamento semplice: pantaloni
di stoffa aderenti, stivali corti con un tacco non eccessivo, e una maglia
lunga tutta aperta sulle braccia, ma molto accollata e “casta”.
Arrivai nel parcheggio concordato trovandolo un
po’ in anticipo, avendo io meno problemi
di orario.
Arrivò poco dopo, e quando scese dalla macchina
gli andai incontro un po’ nervosa.
-Parcheggia, prendiamo la mia. Il motel è qui
vicino.
Arrivammo in un struttura ampia e bassa, molto
nuova e appariscente.
Le camere erano in un’ala, dotate di accesso
indipendente.
Rimasi in macchina ad attendere che lui facesse
la registrazione, stringendomi con forza le mani in mezzo alle gambe per
dominare la paura e l’eccitazione.
Lo vidi arrivare tutto sorridente con la chiave:
ormai era fatta.
La stanza era spaziosa e piuttosto asettica,
con il grosso letto che dominava l’ambiente.
Mi prese subito per
mano, conducendomi verso il letto ma lo
fermai con un sorriso malizioso.
-Stai calmo, abbiamo
tutto il tempo che vogliamo...voglio prima farmi una doccia con tranquillità.
2 commenti:
molto bello :)
:)
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