lunedì 5 giugno 2017

Cedimenti

-Vieni a pranzo da me? Oggi mangio a casa da sola...

-(No forse è meglio di no, ho del lavoro da finire, poi in pausa volevo starmene tranquillo all'ombra leggendo un libro, perché la buona e sana solitudine introspettiva è la miglior scelta di vita possibile, e basta con queste storie infruttuose e complicate, che in fondo c’abbiamo la nostra età – tu specialmente – e dovremmo pensare a mantenere in ordine le nostre vite...)Ma certo! Ci vediamo all’una?


Ero stato bravo.
E anche se i suoi  occhi azzurri quel giorno racchiudevano il cielo, e la loro limpidezza lasciava intravedere squarci di paradiso, ce ne eravamo rimasti a debita distanza.
Avevamo mangiato, riso, bevuto sotto il sole allegro di maggio lì sulla terrazza, cercando ogni tanto conforto all’ombra di un vecchio ombrellone sbiadito e facendo finta di essere in vacanza lontano.

Il tempo era quasi scaduto, e da lì a poco sarei dovuto rientrare al lavoro. Facile quindi rilassarsi e abbassare le difese.

Fu sufficiente per lei appoggiare le sue gambe sulle mie, con i polpacci nudi e i piedi scalzi. Forse senza malizia, ma solo per rilassarsi bevendo l’ultimo bicchiere.
E forse senza malizia, le accarezzerai la linea snella della gamba, per poi massaggiarle piano la pianta del piede cercando i nodi di tensione che le ingarbugliavano la vita.

E fu in quel momento, senza che neanche mi offrisse il caffè, che tutto precipitò.

Fu un attimo, naturale, sporgersi verso il suo sporgersi e incontrare la sua lingua, così tanto desiderata in fin dei conti.

- Ci vedono! Andiamo dentro.

E’ incredibile come il ricordo più vivo è più forte siano le sue parole sussurrate, cariche di desiderio e di promesse, poi mantenute.
Forse perché il resto fu un turbine di vestiti e poi di corpi, di pelle, di gemiti e urla soffocate tra le lenzuola.

Il suo orgasmo nella mia bocca.
Il mio sulla sua pancia.

In sostanza, un altro ritardo al lavoro.

4 commenti:

The strange Barbara ha detto...

Trovo che questo post sia sfizioso, è breve ma dà molta soddisfazione nel leggerlo.
Quando si ha tempo in abbondanza non lo si sfrutta come si dovrebbe, ma i minuti rubati si assaporano con un piacere del tutto speciale!

Viaggiatore Immaginario ha detto...

Beh, il tempo ed il piacere sono molto simili nella loro relatività.
No? ;)

Anonimo ha detto...

Sempre in ritardo, e poi devi recuperare...

Viaggiatore Immaginario ha detto...

La speranza è che prima o poi il recupero diventi ufficialmente lo standard, e la puntualità un anticipo.

In ogni caso ben vengano questi ritardi