Infedeltà...
Mi affascina la parola, la forza della negazione implicita in essa.
Definire qualcosa per quello che non è, come se non avesse forma e vita propria.
Verrebbe
allora da dire: parliamo di fedeltà.
Ma
io non so definirla.
Non
la conosco.
Ne
ho paura.
In
ogni caso nella mia vita la ho persa, forse per sempre, e ormai parlarne è cosa
inutile.
L’alternativa,
l’unica, è parlare dell’infedeltà:
passata,
presente,
futura...
inequivocabile e reiterata.
Il
mondo è fatto per le persone semplici...
Io
non so cosa sono, a volte mi sento addirittura banale, ma poi mi sovviene un
timore: e se io (come forse tutti) fossi composto da tante parti semplici?
Il
trucco potrebbe essere dare a queste singole parti la giusta attenzione.
L’errore
sarebbe tentare di avere una visione globale del tutto, mettere una di fronte all'altra le diverse facce della nostra semplicità.
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