Alice non ricorda di essere stata bambina.
La sua vita è pesante, i suoi passi dolenti.
Alla soglia dei cinquanta i capelli sono ancora ramati, la pelle bianca
è liscia e morbida, ma l’occhio tradisce tutta la sfiducia che le tormenta il
cuore
Un giorno si sveglia e si rende conto che i suoi sogni sono stati
rubati, che la sua vita non le è mai appartenuta.
E’ tardi per rimpiangersi.
Non è mai tardi per riprovarci.
La raccolgo nel bosco che ha l’aria smarrita.
La prendo per mano, e insieme saltiamo il fosso.
Ha il fiato corto, il cuore veloce, ma la mia lingua la conforta, tra
le sue labbra e tra le sue gambe.
Siamo pazzi, siamo invincibili.
Ci siamo persi nell'attimo in cui ci siamo incontrati.
Non posso seguirti al di là, piccola Alice, i miei sogni sono contati.
Di lacrime seccate non mi resta che sale.

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