Deja vù.
Ancora questo viale, questi portici piastrellati e lucidi, quest’aria
di paese in quest’angolo di città.
L’attesa, l’aspettativa, l’incertezza.
Siamo in una bolla sospesa nel tempo.
Due figure sfocate perse nel buio del parco.
Belli, non so se per le nostre singolarità, o
per la scintilla che attraversa il vuoto tra di noi.
Mi sento alienato, uno scatto oltre la
percezione della realtà, dov’è la tua mano?
Saranno le anime dei matti, forse è perché le sento grattare da dentro i mattoni.
Questo locale è fuori dal tempo, le persone ci
sono sempre state, e temo non andranno mai.
Sento scivolare addosso i loro sguardi,
sembrano sorridere grati al nostro arrivo, come se li liberassimo da una sorta
di apatia.
La ragazza mi porge il bicchiere, che forse
abbonda troppo d’alcool.
Ghiaccio? Non hai niente per raffreddarmi?
No, scusa, possiamo solo vagare in tondo, a
volte l’albero non fa il bosco e non ha senso perdersi se non s’appartiene al
mondo.
Potrei portarti nel buio e nel silenzio, ma i tuoi sorrisi mi
chiedono aspetta! Non è oggi il nostro giorno.
Hai freddo?
No, abbracciami.
1 commento:
poetico oggi, eh?!
;-)
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