venerdì 18 settembre 2015

Sempre le estati scivolano via, troviamo un modo per farle restare

Deja vù.
Ancora questo viale, questi portici piastrellati e lucidi, quest’aria di paese in quest’angolo di città.
L’attesa, l’aspettativa, l’incertezza.
Siamo in una bolla sospesa nel tempo.
Due figure sfocate perse nel buio del parco.
Belli, non so se per le nostre singolarità, o per la scintilla che attraversa il vuoto tra di noi.
Mi sento alienato, uno scatto oltre la percezione della realtà, dov’è la tua mano?
Saranno le anime dei matti, forse è perché  le sento grattare da dentro i mattoni.
Questo locale è fuori dal tempo, le persone ci sono sempre state, e temo non andranno mai.
Sento scivolare addosso i loro sguardi, sembrano sorridere grati al nostro arrivo, come se li liberassimo da una sorta di apatia.
La ragazza mi porge il bicchiere, che forse abbonda troppo d’alcool.
Ghiaccio? Non hai niente per raffreddarmi?
No, scusa, possiamo solo vagare in tondo, a volte l’albero non fa il bosco e non ha senso perdersi se non s’appartiene al mondo.
Potrei portarti  nel buio e nel silenzio, ma i tuoi sorrisi mi chiedono aspetta! Non è oggi il nostro giorno.

Hai freddo?

No, abbracciami.





1 commento:

luc e sam ha detto...

poetico oggi, eh?!
;-)