giovedì 8 agosto 2024

RICCIOLI, LAGHI E RUOTE

Dopo settimane di languore stantio, da qualche giorno la lunga primavera aveva ricominciato a dare qualche segnale.

Per carità, il livello era sempre basso, e le giornate caotiche e inconcludenti si susseguivano.

Però, da qualche giorno, alcuni contatti erano stati ripresi: la piccola Alice si era dichiarata ansiosa di tornare nei boschi estivi o magari di fare un giro in fuoristrada per i campi, e con La Ciclista ci si è decisi ad organizzare un incontro conoscitivo.


E' arrivata all'appuntamento in bicicletta, naturalmente, in questo caso usata come scusa per un gita fuori città.

In foto ci eravamo già visti, e nella realtà l'impressione è stata più o meno confermata. 

Non è esattamente il mio tipo, molto seria e distaccata, poco carnale e poco sensuale. Lineamenti netti e affilati, massa di capelli ricci biondo-rossicci.

Un po' snob a sentirla parlare, però di quello snobismo non forzato che alla fine risulta simpatico.

Non ho ancora ben capito come comportarmi con lei. 

Il suo atteggiamento sembra consapevolmente impostato per eludere qualsiasi sviluppo fisico/sessuale, e poi non mi pare di essere più di tanto il suo tipo.

Ci siamo lasciati cordialmente, e io avrei scommesso non aver superato neanche lontanamente il suo "esame" di sbarramento.

Ma poi i nostri scambi di messaggi sono ripresi sullo stesso tono di prima, e addirittura le è scappato, tra le righe, un deciso commento di approvazione per l'incontro con me.

Ora è tutto fermo, lei via per l'estate.

Qualche fugace scambio con richieste di mutue notizie, ma niente più...


E' che serve molta energia per queste cose, e io non credo di averne più così tanta.









venerdì 19 aprile 2024

TEMPO

Non ho tempo per vivere, ma trovo il tempo per rubarmi tempo.

Negli ultimi anni ho cercato di “normalizzare sempre più la mia vita, con poche fughe verso quel lato più torbido e sregolato che tanta influenza aveva su di me qualche tempo fa.

Meno viaggi e meno tempo libero hanno contribuito a non lasciarmi deviare, ma il richiamo a volte riesce a superare le barriere compatte del buon senso e dei pensieri concreti.

Così come mi manca il tempo per gestire dei blog, fermarmi e fissare qualche pensiero, mancano anche il tempo e le energie per gestire rapporti virtuali con altre donne, per non parlare dello spazio per ritagliarsi un momento di incontro reale.


La Alice del post precedente è stato un caso fortuito (Destino???)

Trenta minuti di prova su un sito per donne sposate, dopo aver letto un articolo di giornale che ne parlava, per poi venir contattato da una che vive ad un paio di km da dove lavoro.

Simpatica, schietta, senza inibizioni, è stato facile buttarsi in un incontro alla cieca, riconoscersi (per fortuna senza conoscersi) e riconoscere l’attrazione dei nostri corpi, seppur in pochi minuti rubati all'aperto.

Poi i mesi passano, e non si riesce ancora a organizzare un incontro come si deve.

 

In parallelo c’è la questione della Nuova Collega...

Caso più critico, molto pericoloso e di difficile gestione.

Conoscenze comuni, molto ampie e radicate, occhi puntati dei restanti colleghi a causa della confidenza precedente il suo arrivo, si aspetterebbero subito qualcosa, difficile sfuggire.

Dal canto mio poi non penso/pensavo a qualche possibile implicazione, nonostante la forte intesa intellettuale e goliardica quando si tratta di scherzare sul sesso.

Sono rimasto perplesso però qualche giorno fa, quando al venerdì pomeriggio mi ha chiesto se la raggiungevo dopo il lavoro al solito wine bar, perché lei stava andando a raggiungere “gli altri”.

Convinto che come al solito gli altri fossero i nostri colleghi, l’ho raggiunta, salvo poi trovarmi davanti due coppie di suoi amici storici.

<<AH lui è quello della trasferta di cui mi raccontavi! >>

Sorrido presentandomi soffocando la perplessità. C’erano altri tre uomini in trasferta con lei e me, perché io sarei quello “particolare”?

In più ora siamo tre coppie, e un paio di battutine di uno dei suoi amici sulla mia situazione sentimentale lasciano intendere che ci stia provando con lei.

Mi sento a disagio, risuonano troppi allarmi.

 

E poi c’è “La Ciclista”.

Questo è un caso veramente anomalo, ma che mi incuriosisce molto...

mercoledì 10 aprile 2024

LA TANA DI ALICE

Alice non ricorda di essere stata bambina.

La sua vita è pesante, i suoi passi dolenti.

Alla soglia dei cinquanta i capelli sono ancora ramati, la pelle bianca è liscia e morbida, ma l’occhio tradisce tutta la sfiducia che le tormenta il cuore

 

Un giorno si sveglia e si rende conto che i suoi sogni sono stati rubati, che la sua vita non le è mai appartenuta.

 

E’ tardi per rimpiangersi.

Non è mai tardi per riprovarci.

 

La raccolgo nel bosco che ha l’aria smarrita.

La prendo per mano, e insieme saltiamo il fosso.

 

Ha il fiato corto, il cuore veloce, ma la mia lingua la conforta, tra le sue labbra e tra le sue gambe.

 

Siamo pazzi, siamo invincibili.

Ci siamo persi nell'attimo in cui ci siamo incontrati.

 

Non posso seguirti al di là, piccola Alice, i miei sogni sono contati.

Di lacrime seccate non mi resta che sale.





 

venerdì 5 aprile 2024

I DIALOGHI DELL'INFEDELTÀ

Infedeltà...


Mi affascina la parola, la forza della negazione implicita in essa.

Definire qualcosa per quello che non è, come se non avesse forma e vita propria.

 

Verrebbe allora da dire: parliamo di fedeltà.

Ma io non so definirla.

Non la conosco.

Ne ho paura.

 

In ogni caso nella mia vita la ho persa, forse per sempre, e ormai parlarne è cosa inutile.

L’alternativa, l’unica, è parlare dell’infedeltà:

 

passata,

presente,

futura...


inequivocabile e reiterata.

 

Il mondo è fatto per le persone semplici...

Io non so cosa sono, a volte mi sento addirittura banale, ma poi mi sovviene un timore: e se io (come forse tutti) fossi composto da tante parti semplici?

Il trucco potrebbe essere dare a queste singole parti la giusta attenzione.

L’errore sarebbe tentare di avere una visione globale del tutto, mettere una di fronte all'altra le diverse facce della nostra semplicità.

venerdì 29 marzo 2024

L'Ospite

 Lei è davanti a me, sul letto.

Siamo inginocchiati uno di fronte all'altra, entrambi nudi.

La guardo con adorazione, è bellissima: sfioro con la punta delle dita l’incavo del collo, la curva del seno, la pancia e l’ombelico.

Respira forte, gli occhi socchiusi e le labbra umide discoste. Il mio respiro si fonde e amplifica il suo mentre afferro con più decisione un seno, strizzando un capezzolo ritmicamente.

 

Lei inarca la schiena, sporgendo in fuori le natiche verso il nostro Ospite, che osserva rapito dietro di lei.

 

Tenendo sempre stretto tra le dita un capezzolo, la avvicino a me per baciarla piano, assaporando le labbra umide con la lingua. L’altra mano le accarezza la schiena, seguendo la colonna vertebrale fino ad insinuarsi tra le natiche, saggiando la carne tesa dell’ano e quella molle e bagnata della sua figa.

 

Le nostre lingue che si cercano aumentano l’eccitazione nei nostro respiri. Lei mugola mentre la mia mano le allarga il sesso saggiandone la resistenza.

Si stacca dal bacio e si china tra le gambe, cercando con la bocca il mio cazzo durissimo. Comincia a leccarlo con calma e attenzione, sporgendo ancora di più il culo bene aperto verso l’alto.

 

Il nostro ospite ci osserva: è in piedi, completamente nudo ed eccitato. La sua mano stringe il cazzo scappellandolo lentamente.

 

Ci guardiamo per un secondo, poi lui fa un passo avanti protendendo una mano tra le gambe di lei.

La sento mugolare e tendersi mentre continua a succhiarmi. Le tengo una mano sulla nuca accompagnandola dolcemente, mentre con l’altra faccio pressione sul bacino per farle sporgere meglio il culo.

 

L’Ospite si accomoda dietro di lei, respirando forte dal naso. Inclina la testa per guardare meglio lo spettacolo che ha di fronte, passando una mano tra le sue gambe e facendo sprofondare lentamente un dito tra le labbra gonfie.

Lei mugola guardandomi negli occhi con aria colpevole, quasi mi chiedesse il permesso di godere.

 

Le dico quanto è bella e quanto mi eccita proprio quando il cazzo di lui le entra completamente dentro, arrivando fino in fondo

La sento gemere e ansimare, stringe il mio cazzo con la mano sostenendosi su di me mentre viene scopata a fondo, lentamente con decisione.

 

<<Ti piace, lo senti?>>

 

<<Dio… si … mia piace…>> mormora la risposta poi riprende a succhiare il mio cazzo tra un gemito e l’altro.

 

Il ritmo prende vigore, i mugolii diventano sempre più piccole grida.

Il cazzo la riempie completamente, prendendosi il giusto spazio dentro di lei tra un colpo e l’altro.

 

<<Godo… godo… >>

 

Si abbandona con il viso sul materasso mentre un fiotto caldo schizza sul lenzuolo.

 

<<Oddio siiiii… è fortissimo!>>

 

Il suo orgasmo mi esplode nel cervello tra un misto di gelosia, angoscia ed eccitazione totalizzante.

 

Il nostro Ospite grugnisce attirandola con forza a se mentre vibra sotto gli spasmi dell’orgasmo, riempiendola a sua volta di caldi fiotti di sperma.

 

Da sopra di lei vedo il cazzo spesso pulsare con le grosse vene gonfie, poi poco a poco scivolare fuori ricoperto di bianca crema di lei e grosse gocce di sperma.

 

Lei si adagia esausta sul letto, ansimando per recuperare fiato.

La accarezzo e la conforto, scivolando tra le sue natiche ed infilando con facilità estrema due dita nella sua figa fradicia e aperta.

 

Poi mi alzo e vado a prenderle qualcosa per pulirsi, non voglio interferire nel riverbero del loro godimento.






 

 

giovedì 20 gennaio 2022

21 days challenge

Ho deciso di provare una bella sfida:

21 days challenge... 21 giorni senza orgasmo.


Che sarà mai? Mi dicono alcuni.
Beh, per uno che ha una media di un orgasmo al giorno non è sicuramente una cosa semplice.

L'idea di base è che l'ORGASMO SPASMODICO, il tipico orgasmo maschile oppure il veloce orgasmo clitorideo femminile, comporti una spreco di energie e non permetta un controllo profondo dell'atto sessuale ed un incanalamento efficace di energie sessuali.

Inoltre c'è il rischio di assuefarsi alla masturbazione e al porno, perdendo la capacità di coltivare una profonda ed intensa vita sessuale con il partner.

In più c'è tutto il discorso tantrico dell' ORGASMO INTERNO maschile, che pare sia di un'intensità grandissima e che dia enormi benefici fisici all'uomo, ma questo devo ancora riuscire a comprenderlo.

La cosa difficile è che durante la pratica bisogna tenere alta la tensione sessuale, facendo sesso e masturbandosi senza mai andare oltre il limite.


Oggi siamo al settimo giorno, e la cosa diventa veramente dura...


Questa mattina al suono della sveglia avevo una bella erezione mattutina. Mi sono voltato verso il corpo caldo di Lei facendo percepire la situazione e stuzzicandola un po'.
Scostate le mutande ho apprezzato una piacevole umidità e cedevolezza della carne, quindi con poco sforzo, mi sono ritrovato dentro di lei piacevolmente stretto in una caldo e liquido abbraccio.

Dieci minuti esatti, dieci minuti tra un post-poni e l'altro della sveglia, dieci minuti di movimento lento fino a premere con forza la pancia contro il suo culo morbido, concentrandomi a fondo sulle sensazioni della mia cappella che premeva e accarezzava dentro di lei.

Poi basta.
Stop.

Alzarsi di corsa con ancora il cazzo umido per prepararsi al lavoro e ad una giornata di ulteriore sofferenza.



(Neanche la corsa e la doccia fresca in pausa pranzo è servita a molto)







 


martedì 11 gennaio 2022

La Strada verso la Perdizione (Post perduto tra le bozze)

Avevo scelto il ristorante con cura. Era uno dei più raffinati della zona, soprattutto per la sua rinomata cantina, ma allo stesso tempo era un luogo in cui io e mia moglie eravamo conosciuti, sia dal personale che dai frequentatori abituali.

Lei aveva indossato il vestito lungo verde e nero che adoro tanto. Morbido sul petto e dalla gonna ampia e voluminosa.
Sotto, il corpetto che le avevo regalato e che la stringeva perfettamente dando forma al seno che le gravidanze avevano reso meno tonico rispetto al passato.
I tacchi alti le mettevano in risalto la caviglia e l’inizio della gamba tonica durante ogni passo, soprattutto mentre saliva le scale.
Le feci strada, lasciando poi passare Marco e attendendo qualche secondo prima di seguirli.

Leggevo il nervosismo di lei nella tensione dei movimenti, forse sapeva che sia io che il mio socio le stavamo ammirando il culo guizzante sotto il tessuto leggero.

Attraversammo il locale attirando qualche sguardo. Normale, pensai, eravamo due uomini attraenti ed eleganti nelle nostre camice bianche, al seguito di una donna affascinante e non banale.

Come richiesto, la cameriera ci fece accomodare in uno dei separé, versandoci subito tre calici di champagne.

Mi piace osservare, mi piace godere dell’attesa e crogiolarmi in quel cullare di torbide aspettative.
Sorseggiando il mio rosso ascoltavo i discorsi ininterrotti di lei, sintomo del suo nervosismo, intervallati dagli sproloqui e dai pavoneggiamenti di Marco.

Il buon cibo e soprattutto il buon vino fecero effetto in fretta, sciogliendo l’atmosfera e rendendoci inclini a battute e ammiccamenti.
Sempre più spesso la mano di Valeria si posava sul braccio nudo e depilato di Marco, per rimarcare concetti o apprezzamenti a battute varie.
Io nel frattempo mi godevo lo spettacolo delle sue guance arrossate e degli occhi lucidi con le palpebre già pesanti per l’alcool.
Ad un certo punto lasciai scivolare la mano sotto il tavolo, cercando la pelle morbida della sua coscia sotto la stoffa.
Anziché scostarsi lei aprì leggermente la gamba, lanciandomi di sfuggita un’occhiata compiaciuta mentre ascoltava un qualche discorso sulle ultime vacanze in Spagna del nostro ospite.

-Ehi ragazzi, andiamo a vedere se troviamo qualche bella festicciola in centro?- Proposi ad un certo punto sul finire della cena -Prendiamo solo una macchina, tanto poi ripassiamo tutti di qua.

Mi avviai a pagare (Non volevo permettere di fare la figura dello scroccone), e poi attesi gli altri due per dirigermi alle auto.
Avevo cominciato ad essere vittima della solita urgenza che conosco bene... la voglia di realizzare uno dei miei intenti da depravato.
Valeria e Marco mi seguivano continuando a ridere e parlare, e arrivato alla macchina  potei per qualche secondo guardarli avanzare come una coppia fatta e finita... 

Come se io non esistessi neanche.

Marco afferrò la maniglia della portiera posteriore, mentre Valeria, come d’abitudine, si protese verso il suo posto davanti.

-Ehi! Non lasciamo il nostro ospite da solo! Siediti anche tu dietro Vale!

Per una attimo calò su di noi un leggero velo di imbarazzo, ma grazie alla prontezza di Marco la titubanza di Valeria fu usata a nostro vantaggio

-Ecco si! Non mi lasciate da solo! 
Piagnucolò con finto dispiacere aprendo la portiera a vale per farla accomodare.

Dopo pochi minuti di viaggio l’atmosfera era tornata ciarliera e spensierata come prima.
Nello specchietto vedevo lui parlarle fittamente e farla ridere, ma la musica volutamente alta creava una sorta di schermo invisibile che li isolava in una nuova intimità.
Ad un certo punto vidi il viso di lui avvicinarsi sempre di più a quello di mia moglie, senza smettere di parlare e ridere, fin quando con naturalezza e decisione le sue labbra si posarono sulle sue, mentre una mano le prendeva la nuca attirandola verso quel bacio.

Un attimo indelebile, che si scolpiva nella mia mente

Dopo mesi di pianificazioni e preparazione, avevo ottenuto il mio obiettivo.

La lingua di lui le entrava in bocca, grondante e vogliosa. Lei era senza difese, e ricambiava come poteva con quella lingua delicata che conoscevo bene.

-Vale! Ma che fai? Ti limoni il mio amico? 
Dissi ridendo.
Lei mi guardò disarmata, senza difese nei confronti del languido eccitarsi del suo corpo.

Senza riuscire a rispondere abbandonò la testa di lato con un sospiro, conquistata dai baci di marco sul suo collo candido.

-Che buona che sei Valeria, che morbida...

La mano forte di lui le strizzò un seno insinuandosi poi nel vestito per portare alla luce il capezzolo grosso e sporgente.

-Fabry tua moglie ha voglia, forse tu non le dai abbastanza! 
Disse ridendo

Vale si abbandonò sullo schienale, lasciandosi succhiare i capezzoli uno dopo l’altro.

-Ecco vedi!? Le ho raccontato di quanto ce l’hai grosso e adesso lei non riesce a resistere!

-Non è vero!- Ridendo tra un mugolio e l’altro.

-Fabry ha ragione, vuoi vederlo?

Lo sguardo di lei mentre annuiva, mordendosi le labbra con bramosia, per poco non mi fece sborrare.

Aggiustai lo specchietto per vedere le sua mani aprire i pantaloni, scostarne i lembi e afferrare con difficoltà quel cazzo di almeno 23 cm.
Faceva fatica a circondarlo con una mano tanto era spesso.
Lui le afferrò la nuca e la spinse tra le gambe, invito che Vale accettò di buon grado aprendo la bocca per ingoiare il più possibile quella bella cappella gonfia.

Io continuavo a guidare per la città, le luci entravamo a intermittenza illuminando la testa di mia moglie che si abbassava ritmicamente.
Ad ogni semaforo vetture ignare si accostavano, ma forse grazie ai vetri leggermente oscurati non si accorgevano di niente.

-Spogliati tutta!- Le disse.

-Ehi! Non vorrai mica farti scopare in macchina davanti a tuo marito!

Ormai non la fermava nessuno. Si tolse in fretta vestito e mutande, rimanendo con il corpetto semi abbassato che le faceva uscire il seno.
Con qualche difficoltà si arrampicò sopra marco seduto in centro, e vidi chiaramente la mano di lei afferrare il cazzo e puntarlo sulla figa, aprendosi poco per poco alla sua spinta.

-Oddio, che male! Mi spacchi!- Grugnì contro la sua bocca

Vedevo quella figa che conoscevo così bene tendersi e avvolgere l’asta che entrava piano. Il suo culo esposto alla luce della città cominciò a salire a scendere, prima piano per prendere confidenza con il grosso cazzo che la riempiva, poi sempre più veloce, fino in fondo.

Andò avanti per un tempo infinito, lo sciabordio di quella figa martoriata e i suoi lamenti di godimento diventarono un sottofondo ipnotico al mio vagare per la città, fino all'esplosione di un profondo e liberatorio orgasmo per entrambi, uno dentro l'altra...

Dove ci avrebbero portato quelle strade?