Stamattina avevo voglia di freschezza, leggerezza.
Una non troppo
celata esigenza di sensualità, anche solo riflessa.
Sarà finalmente la primavera, la voglia di ritrovare l’abbronzatura su
questa pelle pallida e soffocata dalla pesantezza dell’ inverno, di riscoprire
la libertà della vita all'aria aperta.
In realtà la voglia la sentivo già ieri sera, perso a vagabondare nella
periferia silenziosa sotto la limpida luce di una luna a tre quarti.
Avrei avuto voglia di perdermi in qualche anfratto buio, ritrovando
anime inquiete come me per condividere un po’ di perdizione.
Come ho già detto più volte, tutti noi abbiamo un Passeggero Oscuro che
ciclicamente torna a farci visita, a pretendere i suoi cinque minuti di gloria.
Il mio è impertinente, pretenzioso.
Con il passare del tempo mi rendo conto dell’inevitabilità di questi
cicli, della necessaria accettazione di questo pegno.
E’ qualcosa che esula dalle nostre vite di tutti i giorni, dai nostri
legami e dai nostri limiti.
Vuole, pretende la sua indipendenza, la sua
emancipazione nella nemesi dei nostri canoni ortodossi.
A volte lo riesco a sfamare con poco, anche solo un brivido di audacia
nel freddo della notte.
Altre volte mi spinge a osare di più, a valicare i confini che mi portano
a percorrere strade tanto familiari e confortevoli sul momento, quanto lontane
e inaccettabili al sorgere di un nuovo giorno.
E allora sono partito per la mia giornata consapevole della mia
frivolezza, sapendo già che è solo questione di tempo...
e di occasioni giuste al
momento giusto.

5 commenti:
Dormicchia per parte del viaggio il mio Passeggero Oscuro. Ma non è un vero dormire, è quel dormiveglia in cui non sei né sveglio né addormentato.
In quella tranquillità pensi che ne farai un bel po' di strada. Poi però il Passeggero si sveglia. Comincia a giocare con la radio, ti dice che vai piano, ti dice di girare che ha visto qualcosa di bello. Alla fine vuole guidare lui. E che fai? Gli cedi il posto perché se non lo fai quello ti fa impazzire, quasi vorresti il pulsante per spararlo fuori dal'auto. Anche se lo avessi però non lo useresti, perché quel Passeggero così insolente, così capriccioso e festaiolo di piace troppo. Allora accosti, un rapido cambio e lasci che ti porti lui dove vuole, fosse anche in mezzo ai guai.
be' fresco, stai fresco ;)
qui da me ancora freddino per liberarsi
dagli abiti pesanti e andare a braccetto con il " Passeggero Oscuro"...anche se avverto il suo risveglio.
ciao buona giornata :)
Il mio passeggero oscuro per ora è in sordina. O meglio, ignoro il suo richiamo e soffoco la tentazione che provoca. Intanto fantastico su vite parallele improbabili dove oh sì che posso dare sfogo al Passeggero. Anzi, credo che in quelle vite il Passeggero sia il mio Io conscio.
Ti auguro le occasioni siano numerose.
Ah, e complimenti :P
Attenzione, che più si soffoca e peggio é!
;)
E' un invito a lasciarmi trascinare? :)
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