lunedì 28 dicembre 2015

Merry Fuckin' Christmas

Non pensavo di essere così vulnerabile, a te.
Sarà la malinconia dei ricordi, i canoni della ricorrenza che mi riportano a sentimenti passati.
Eppure l'aria mi sembrava opprimente, la percezione di un me reale aleatoria.
Tutto diverso, tutto così uguale...

Anche noi?

Bastavano pochi passi, un sorriso di circostanza, un saluto e un bacio per sentire ancora il tuo profumo, per scambiare due parole guardandoti negli occhi.

Ma non ne ho avuto il coraggio, perché ancora una volta mi riscopro debole e insicuro. 

Inadeguato agli altri.

E così mi sono ritrovato da solo, scontento, e sicuro di aver sbagliato di nuovo.
E affrontare i giorni di festa con questo peso non mi andava.
Così forse mi sono comportato ancora più da stupido, dicendoti per messaggio quello che mi passava per la mente.

Perché poi? 
Perché rischiare di turbare la tua vita ormai tranquilla, lontanissima da me?
Per cosa se so benissimo di non voler niente da te?

Forse solo perché farti gli auguri era importante, era il minimo segno di rispetto per quello che mi hai dato...

e per quello che ti ho tolto.





mercoledì 23 dicembre 2015

Perché io sono...

In effetti la mia struttura base di uomo maturo, dinamico, eclettico, consapevole e a suo agio con il suo tempo e con la performàns (cit.), affonda le su basi negli anni ottanta...

Sarà per questo che oggi mi sento un come questa canzone: morbido, sensuale, un po' retrò ma di grande attualità.




lunedì 21 dicembre 2015

Quello che le donne dicono

Ho visto alcune sue foto: ha un bel fisico tonico e muscoloso, di quelli che ti fanno venire voglia di essere presa in ogni modo.

Me lo immagino un caffè con lui, che dopotutto deve essere anche una persona interessante. Forse parleremmo di ciò che facciamo, giusto per conoscerci, forse invece parleremmo di viaggi, di libri e di fotografie, di cose che stuzzicano intellettualmente la mia mente e la rendono ricettiva e curiosa nei confronti di chi ho davanti.
Non so però immaginarmi un bacio, o il momento in cui inizierebbe tutto. Forse saremmo entrambi andati per caso in bagno e finiremmo, passando per la porta a toccarci più di quanto avremmo fatto fino a quel momento. Magari la sua mano finirebbe sulla mia schiena, nel punto più sensibile e le mie mani distrattamente sui suoi addominali. Basterebbe poco allora per finire a baciarci con foga e impazienza contro una parete. Frugando con le mani in direzione di ciò che fino a quel momento avevamo solo potuto immaginare attraverso i vestiti. Tenendoci stretti, a contatto sentirei la sua erezione contro di me e percepirei la mia eccitazione cominciare a bagnarmi tra le gambe e ad annebbiarmi la vista.
Uscendo dal bar sentirei sempre di più la voglia di vederlo nudo e comincerei ad immaginare i suoi movimenti da li a breve, facendo trasparire tutto ciò che vorrei fargli.

Detto questo è noto il mio amore per i pompini e chi potrebbe fermarmi dal prenderlo in bocca subito?
Mi piace, ma non sempre, stupire con una sicurezza che normalmente non è da me. Maliziosamente comincerei a sbottonare la camicia o alzare la maglietta per poi scendere verso la pancia, baciando e leccando. Indugerei quel poco che basta per verificare che sta per scoppiare e, inginocchiandomi, con lentezza estrema e guardandolo negli occhi slaccerei la cintura e abbasserei i pantaloni, baciando il pene sopra i boxer. Poi toglierei ciò che mi separa da quello che aspetto da tutto il pomeriggio: cominciando da sotto prenderei in bocca ad una ad una le palle delicatamente, accarezzandole con la lingua e stuzzicandole con la punta della stessa. Poi sempre con calma, e godendomi la sua reazione, risalirei con la lingua lungo l'asta fino ad arrivare alla cappella che metterei in bocca scoprendola poco alla volta, per poi infilarlo tutto in bocca al massimo che posso, avvolgendolo e solleticandolo con la lingua.
Vorrei sentirlo ansimare, contorcersi al tocco della mia bocca, delle mie mani. Vorrei vedere quell'espressione nei suoi occhi mentre non capisce più niente, in balia della sua e della mia eccitazione. Vorrei sentire, in gola il suo pene che pulsa contro la mia lingua che si muove veloce, nella mia bocca calda e umida pronta a sentire tutto ciò che ha da offrirmi. Quanto mi bagnerei allora quando verrebbe, con uno spasmo, spingendomi con la mano la testa sul pene fino in fondo. Sentirei il suo sapore forte e caldo, frutto del pompino appena fatto con soddisfazione.
A quel punto vorrei che non lasciasse passare nemmeno il tempo di riflettere e mi prendesse subito, infilandomi un dito sotto le mutande e constatando di persona la mia eccitazione. Non vorrei più avere il controllo delle mie azioni e soccombere totalmente ai suoi gesti.

E' noto che vengo solo con il sesso orale ma non disdegno la penetrazione se sapientemente alternata con il sesso orale.

(Scritto da C.)

mercoledì 16 dicembre 2015

E poi aspetti l'inverno e il gelo del mondo per riprovare a sentirti vivo

Breve pausa dal letargo forse?

Eppure non mi credevo in pausa, per nulla, molto attivo fisicamente e intellettualmente, per quanto mi consentano alcuni vincoli impellenti.
Ma forse questo dinamismo dimostra, come non mai, la presenza di un lato a sé stante ben definito, quel lato oscuro e folle che a volte mi sembra di percepire in modo così netto, e che solo un infantile senso di negazione e di autoprotezione mi porta a identificare come un’entità separata.

Sono sempre io.
Sono solo mio.

E la strada, la notte, il freddo, mi riportano piacevolmente in me.
Vorrei soltanto vagare per questi luoghi abbandonati a sé stessi, godere del piacevole tepore donatomi dall'alcol, aumentarne il livello oltre il limite di guardia, magari trovando un pub dimenticato dal mondo in cui potermi sedere al bancone per chiacchierare di tutto e di niente con il barista di turno.

Esistono ancora posti del genere?
Credo di si, la solitudine dell’uomo è sempre di moda.

Guardo il cellulare, un messaggio della Cacciatrice mi avverte che i suoi piani sono stati stravolti dal lavoro, e che sarà impossibile incontrarci.
Peccato?
Sollievo?

Ineluttabilità.

La voglia di ignoto si rafforza. 
Vorrei perdere la strada del ritorno, farmi trasportare da asfalto sconosciuto.
Ripenso a corpi caldi che ho incontrato tempo fa. Ricordi di seni morbidi e pieni, fica calda e umida che mi accoglieva e mi sfamava, il culo soffice che si divaricava sotto la mia presa mentre affondavo dentro di lei, dentro di loro.
Voci e odori che si mischiano e si sommano nei miei ricordi. Sensazioni tattili  che avvolgono i sensi e rafforzano la mia erezione sterile.

Sale la voglia di perdizione, mi seduce attraversando gli angoli bui delle periferie.

Riconosco il pulsare vivo della bestia che vive di notte: un organismo unico fatto di una moltitudine umana apparentemente disconnessa, ma in realtà perfettamente in sincronia con una ben determinata tensione vibrante diffusa dell’aria.
La vedo nei movimenti lenti tra le ombre dei parcheggi poco illuminati, lungo i viali deserti, oppure nei viottoli stretti pronti a perdersi nei campi.
Riconosco queste dinamiche, riconosco il ritmo che assume chi ne è parte.

E’ affascinante, a tratti inquietante.

L’attrazione è forte, ma il gioco è farsi lacerare da essa.
Immagino me stesso fermarsi nel cono d’ombra giusto, attendere con trepidazione l’auto che si affianca.
Il terno al lotto, il tiro cieco a cui non ci si può più sottrarre.
Affrontare l’altro uomo che si avvicina al finestrino, estraendo senza cerimonie il cazzo semi eretto, già posizionato all'altezza dei tuoi occhi.
Sei pronto a prenderlo in mano?
Sentire la carne morbida e calda riempirti il palmo?
Conosci alla perfezione le sensazioni che stai dando scoprendo poco a poco la cappella gonfia, tirando a fondo la pelle per spremere al massimo l’erezione mentre lo avvicini alla bocca.
E’ un bel cazzo?
E’ grosso?
Ti piace vero?
Senti il tuo ano che pulsa e si schiude, mentre l’eccitazione ti invade?
Potresti accoglierlo facilmente, sentirti aprire e usare come una puttana, segarti lentamente con una mano e sostenerti con l’altra al muretto scrostato, per non crollare sotto i lunghi affondi.

Vedi tutto in un attimo, come un gabbiano che sfiora la superficie dell’oceano per assaporare il potere magnetico e l’intensità viva ed aliena che risale prepotente da quegli abissi.


Ma il tuo mondo è aria e nuvole.. e il leggero tocco di un’ala che ti porta lontano.

venerdì 20 novembre 2015

Poi d’autunno le foglie si vestono a festa, per andare a morire

L’aria che sale dal fiume è fredda, soprattutto la sera.
Non è più tempo per spogliarci nudi sotto le stelle, e divorare a vicenda corpi lucidi e accaldati.
Vorrei andare in letargo, e forse lo sono già.
Vorrei scivolare in una nido accogliente, anestetizzato dal tepore e cullato da odori familiari.

Mi sta stretta un’autovettura nascosta nelle ombre della città, anche se tu trovi il tuo spazio tra le mie gambe, accoccolandoti comoda per prendere in bocca quel mio cazzo con cui forse trovi una sintonia migliore che con me.
Sono insofferente, non riesco a prenderti come vorrei. Mi sfuggi, sembra che tu non voglia abbandonarti e perdere il controllo della situazione. Io vorrei esplorare con calma il tuo corpo, in ogni sua parte, dai piedi lunghi e nervosi, su per le gambe e fino alle pieghe della tua figa così liscia e morbida da non parer vera. Vorrei toccarla e penetrarla calmo, con una e poi con due dita, capirla, conoscerne a fondo la consistenza e la reattività. Scendere poi al perineo, leccarlo e massaggiarlo fino solleticare l’ano in previsione del momento in cui verrà dischiuso in modo appropriato.
Invece sei famelica, mi scopi, resisto, ti scopo, giriamo contorcendoci e scontrandoci.
Alla fine mi abbandono sul sedile, lasciando che sia tu a scoparmi mentre accolgo la tua lingua nervosa nella mia bocca.
Lascio che tutto finisca, il più presto possibile.
E’ quasi come togliermi un peso, chiudere i conti con qualcosa che mi è capitato di dover fare, quasi un obbligo.

Follia, ovvio.

Eppure qui non ci sono sbocchi, e a parte il piccolo brivido dell’avventura e la follia dei giochi clandestini, prevale la sensazione di buttarsi a capofitto verso un dirupo di guai e dolori.

Letargo.
Vorrei andare in letargo.

Svegliarmi a primavera che tutto è nuovo e pieno di colori.

venerdì 18 settembre 2015

Sempre le estati scivolano via, troviamo un modo per farle restare

Deja vù.
Ancora questo viale, questi portici piastrellati e lucidi, quest’aria di paese in quest’angolo di città.
L’attesa, l’aspettativa, l’incertezza.
Siamo in una bolla sospesa nel tempo.
Due figure sfocate perse nel buio del parco.
Belli, non so se per le nostre singolarità, o per la scintilla che attraversa il vuoto tra di noi.
Mi sento alienato, uno scatto oltre la percezione della realtà, dov’è la tua mano?
Saranno le anime dei matti, forse è perché  le sento grattare da dentro i mattoni.
Questo locale è fuori dal tempo, le persone ci sono sempre state, e temo non andranno mai.
Sento scivolare addosso i loro sguardi, sembrano sorridere grati al nostro arrivo, come se li liberassimo da una sorta di apatia.
La ragazza mi porge il bicchiere, che forse abbonda troppo d’alcool.
Ghiaccio? Non hai niente per raffreddarmi?
No, scusa, possiamo solo vagare in tondo, a volte l’albero non fa il bosco e non ha senso perdersi se non s’appartiene al mondo.
Potrei portarti  nel buio e nel silenzio, ma i tuoi sorrisi mi chiedono aspetta! Non è oggi il nostro giorno.

Hai freddo?

No, abbracciami.





mercoledì 9 settembre 2015

La donna moderna e l’inadeguatezza del maschio

E’ ormai più di un anno che sono iscritto ad un sito di incontri, uno di quelli “seri”, in cui lo sfigato maschio arrapato paga dei crediti per ogni azione: inviare un primo messaggio, rispondere ad una chat ecc…
Mi ero iscritto in un momento di scazzo generalizzato al lavoro, e forse anche un po’ fuori, un po’ per capire come funzionano veramente questi mondi, un po’ con la remota speranza di cavarne qualcosa di interessante.

Alla fine in un anno non ho mai concluso niente che fosse degno di nota. C’è stato all’inizio un incontro con una donna quarantasettenne, sicuramente divertente e spiritosa, ma veramente troppo impegnata e troppo “accelerata” (secondo me qualche tiro di coca se lo faceva) per andare d’accordo con la mia calma e la mia cautela.
Per il resto i contatti ci sono stati, quasi sempre da parte delle donne nei miei confronti, ma dopo poco le cose sono andate tutte a morire.

L’altra mattina mi sono ricollegato dopo tanto tempo, e inaspettatamente ho subito ricevuto una serie di “mi piace” e di visite profilo (sarà il periodo triste del rientro dalle ferie?).
Poco dopo mi si sono aperte due chat: Sole79, sposata, due figli, diverse avventure in passato ed in cerca di un complice per svagarsi nel tempo libero. Si scambiano frasi di circostanza, l’approccio è cauto e lento, alla fine esordisce con la frase “ Allora, adesso che facciamo?”
Mi chiede se ho  Kik, ci trasferiamo lì sopra, e mi invia tra l’altro alcune foto più chiare del viso.

Sembra Venerdì della famiglia Addams cresciuta (male). Mi si smorza un po’ l’entusiasmo, che non era mai stato molto vivo, e la conversazione langue fino a spegnersi definitivamente, con mio sollievo.
Speriamo di poterci sganciare il prima possibile.

La seconda si inserisce in questi primi scambi. Ale80 parte senza preamboli o convenevoli…

-Cosa cerchi qui?
-Ma...

-Da quanto sei iscritto?
-Beh...

-Io cerco del buon sesso. Hai incontrato qualcuna?
-In realtà...

E qui si apre uno scambio con lei che cerca di capire perché io non abbia incontrato nessuna.
Alla fine tronca tutto con un “Ti piaccio? Quando saresti libero?”

Forse io non so proprio mentire, si capisce cosa penso anche quando sono in chat (nella realtà sono un disastro, specialmente al lavoro con le persone che reputo degli imbecilli). Lei non è una bellezza, ha messo due foto in cui è ben truccata ed è messa in posizioni in cui luci e ombre risaltino al meglio il suo viso. Altre due meno studiate, in cui appare una bimbaminkia con occhialoni da nerd e incisivi separati come il Mar Rosso di Mosé che non danno per niente l’aria di fascino come a Madonna.
Vado un po’ cauto dicendo che per dire se una persona piace o meno, servirebbero più che una manciata di foto e due parole in croce in chat.

Lei mi blocca con un “sei noioso, non mi sembra che tu sia in cerca di un incontro, vado a cercarmi qualcuno di più interessante”

Mi viene da ridere, le dico se preferisci uomini che esordiscono subito con un “scopiamo, dove, quando?”.

Lei mi dice che è un sito di incontri, cosa mi aspetto? L’amore? Sentimento? Se in un anno nessuna me l’ha data forse dovrei farmi due domande.
Mi verrebbe da ribattere che un uomo così diretto e poco attento, molto probabilmente lo sarà anche a letto. Ma non credo che sia interessata a questi discorsi, e soprattutto io sono contento di levarmela di torno in fretta.


Che strano mondo, che strane donne. Sposate e conviventi che cercano questi approcci così veloci e asettici. Chissà che rapporto hanno con il proprio compagno.  Possibile che questa leggerezza nel sesso non la possano vivere con lui?
Evidentemente no.

Sinceramente mi inibiscono donne così.
Sento sempre lamentare dal popolo femminile la mancanza di un livello mentale nei rapporti sessuali. Della grezzaggine e insensibilità degli uomini…. E poi? Invece di andare tutti in questa direzione, finisce che sono le donne a mascolinizzarsi?


Sociologia applicata. 
Devo approfondire.