venerdì 18 ottobre 2019

Specchio specchio delle mie brame...

Questo blog è moribondo, non morto.

Il ME descritto su questo blog tanto meno lo è (O almeno mi illudo che sia così).

Qui ho descritto, raccontato, analizzato la parte più vera di me stesso, e chi mi ha conosciuto (letto, ascoltato, toccato) mi ha forse conosciuto come pochi altri.

Il mio Viaggiatore Immaginario.
Il mio Passeggero Oscuro.

Mi chiedo se il mio Io sia così complicato (o strano) da non essere adatto ad una normale vita relazionale o affettiva.
Mi chiedo anche se io non sia vittima di sovrastima, magari nascondendo a me stesso il fatto di essere privo di quelle doti che rendono semplice agli altri il relazionarsi tra loro e vivere in società.

Oggi mi hanno detto (non è una novità) che sarei più adatto ad una vita da lupo solitario. Autonomo e senza legami.

Cosa strana, poche ore prima riflettevo sulla stessa cosa.

Eppure ho una vita pubblica zeppa di rapporti e socialità... non capisco se è una reazione compensatrice, una paura profonda per la mia reale natura o più semplicemente un dualismo estremizzato.

Anche tornando al tema centrale di questo mio amato blog: il sesso e le donne...

Come faccio ad essere il più solido e longevo dei monogami, e allo stesso tempo la più turpe puttana possibile? (O almeno esserlo stato?)

Negli ultimi due/tre anni ho concentrato le mie energie e le mie fantasie all'interno della coppia.
L'idea era quella di non dover scappare altrove per coltivare una sessualità ingorda e fantasiosa. E poi diciamocelo, la più alta fantasia è quella di veder la propria compagna scopata da una altro. Ammirarla godere mentre un altro cazzo la penetra con forza.

Fantasia o incubo, il confine è labile.

Purtroppo, o per fortuna, a me questa fantasia non sembra poter essere concessa, pur avendole provate tutte.
Esattamente un anno fa, la mia ricerca ossessiva per trovare una strada nel mondo del "caudalesimo" raggiungeva l'apice con la conoscenza di Alberto.

Tutto è nato da siti appositi, in cui ho espresso la mia voglia.
Tra tutti, mi ha colpito il messaggio di Alberto, un uomo sulla sessantina, colto e intelligente, a suo dire esperto amante e conoscitore del gioco.
Con lui è iniziata una corrispondenza fitta, molto stimolante per me.
Mi ha fatto da coach, spronandomi a esplorare la sessualità della mia donna e metterla alla prova in un modo per me nuovo, spronandomi a indirizzare le mie voglie e le mie fantasie verso di lei e non, come forse sono più abituato, verso l'esterno della coppia.

I benefici si sono visti, sono stati mesi intensi e interessanti, coronati da una vacanza naturista ad alto tasso erotico.
Poi di nuovo lo slancio è scemato, le iniziative hanno perso vigore e le difficoltà della vita quotidiana hanno rallentato il processo.

Quanta fatica.
Quanta frustrazione.

Non era forse meglio cercare altrove, slegarsi da incombenze relazionali che inevitabilmente rallentano l'abbandono al piacere?

Ho voglia di esplorare più a fondo questi dubbi...











mercoledì 20 dicembre 2017

L'Uomo delle Foglie


L’uomo delle foglie arriva con il vento freddo del tramonto.

Porta aria di neve, di ghiaccio ormai vecchio e di larici ingialliti.

Racchiude in sé tutto il freddo della solitudine, del bisogno di amore profondo


La donna dei libri sorride alla gente.

Ha braccia forti per abbracci roventi, uno sguardo dolce di chi già comprende

Accoglie a sé l’uomo che guarda lontano, sussurrando alla sua mente e poi prendendolo per mano.



L’uomo delle foglie e la donna dei libri svaniscono agli occhi della città

Suonano i loro corpi solo in punta di dita, sussurrandosi verità.

Collezionano gli orgasmi e  le gocce di condensa,  arroventano l’inverno senza più alcuna pretesa.

giovedì 15 giugno 2017

Soddisfazioni

Una delle mie (tante, troppe) fantasie erotiche riguarda le due ragazze delle pulizie che lavorano nella mia ditta.

Della prima ne ho già parlato, ed è decisamente la migliore: carnale, riccia, sguardo sfrontato e culo generoso.
Un po’ grezza, ma è questo che ne esalta il fascino sessuale.
La seconda è arrivata da poco. Più giovane, 20/25 forse?, meno erotica ma comunque attraente, specie con quelle belle tute sformate che le fasciano il culo (non di certo tonico) quando si piega a novanta.

Decisamente impossibile concludere qualcosa con entrambe, né con la prima, anche se sembrerebbe più fattibile, né con la seconda che pare molto riservata e molto fidanzata.

Ma poi...

Una mattina particolarmente ricca di voglie e fantasie galoppanti, mi sono ritrovato con il cazzo troppo duro per poterlo lasciare rinchiuso nei jeans scomodi.
Decido che si necessita di una bella sega liberatoria nei bagni, alzandomi in fretta verso il corridoio.

I jeans piuttosto grandi, io che di certo non sembro Rocco, fatto sta che non mi preoccupo molto di nascondermi, neanche quando la ragazza più giovane spunta dai bagni puliti e mi incrocia.

Ciao
Ciao...

E subito vedo il suo sguardo che si abbassa, attraversato all'improvviso da un lampo di... sorpresa? Interesse? Sicuramente di comprensione.

Mi guardo e noto che in effetti la punta del cazzo preme con decisione all'altezza del taschino  (quello che non si capisce mai a che minchia serva, talmente è stretto e profondo), rendendo ovvio che non è qualcosa che ho in tasca a creare quello strano e pronunciato gonfiore.

La cosa mi piace, mi eccita ancora di più.
La sega successiva sarà veramente soddisfacente.

Chissà lei che pensieri si sarà fatta, e se un minimo di fantasie erotiche sia in fondo riuscito a causarle.
Me la vedo bene stesa sul letto, in uno di questi pomeriggi caldi e umidi, ad affondare le proprie dita in una bella figa pelosa e cicciotta, sognando magari di essere presa da dietro contro il muro piastrellato dell’antibagno da un cazzo voglioso di esplorare quella figa grondante.


Ma le donne le pensano queste cose???

lunedì 5 giugno 2017

Cedimenti

-Vieni a pranzo da me? Oggi mangio a casa da sola...

-(No forse è meglio di no, ho del lavoro da finire, poi in pausa volevo starmene tranquillo all'ombra leggendo un libro, perché la buona e sana solitudine introspettiva è la miglior scelta di vita possibile, e basta con queste storie infruttuose e complicate, che in fondo c’abbiamo la nostra età – tu specialmente – e dovremmo pensare a mantenere in ordine le nostre vite...)Ma certo! Ci vediamo all’una?


Ero stato bravo.
E anche se i suoi  occhi azzurri quel giorno racchiudevano il cielo, e la loro limpidezza lasciava intravedere squarci di paradiso, ce ne eravamo rimasti a debita distanza.
Avevamo mangiato, riso, bevuto sotto il sole allegro di maggio lì sulla terrazza, cercando ogni tanto conforto all’ombra di un vecchio ombrellone sbiadito e facendo finta di essere in vacanza lontano.

Il tempo era quasi scaduto, e da lì a poco sarei dovuto rientrare al lavoro. Facile quindi rilassarsi e abbassare le difese.

Fu sufficiente per lei appoggiare le sue gambe sulle mie, con i polpacci nudi e i piedi scalzi. Forse senza malizia, ma solo per rilassarsi bevendo l’ultimo bicchiere.
E forse senza malizia, le accarezzerai la linea snella della gamba, per poi massaggiarle piano la pianta del piede cercando i nodi di tensione che le ingarbugliavano la vita.

E fu in quel momento, senza che neanche mi offrisse il caffè, che tutto precipitò.

Fu un attimo, naturale, sporgersi verso il suo sporgersi e incontrare la sua lingua, così tanto desiderata in fin dei conti.

- Ci vedono! Andiamo dentro.

E’ incredibile come il ricordo più vivo è più forte siano le sue parole sussurrate, cariche di desiderio e di promesse, poi mantenute.
Forse perché il resto fu un turbine di vestiti e poi di corpi, di pelle, di gemiti e urla soffocate tra le lenzuola.

Il suo orgasmo nella mia bocca.
Il mio sulla sua pancia.

In sostanza, un altro ritardo al lavoro.

venerdì 5 maggio 2017

Il Labirinto del Porno-Fauno

Il “Labirinto” era un lungo e intricato corridoio sul quale si aprivano cubicoli con scomodi letti, zone buie con glory hole, e una stanza più ampia verso la fine, con delle strane amache ginecologiche appese al soffitto con delle catene, catene sulle quali erano presenti delle fasce per inserire i piedi e tenere le gambe divaricate e il sesso esposto all'utilizzatore di turno.

Il cambiamento di atmosfera in quella parte del locale era netto.

Gli scarsi avventori sembravano particolarmente timidi nel resto del locale, nel bar, nella sala cinema, nella sauna e nel bagno turco oscurato (anche qui una sorta di labirinto, ma troppo scomodo per praticare).
Nel labirinto invece le luci erano basse e tendenti al viola, posizionate a livello del pavimento per poter illuminare il cammino e vedere a grandi linee le parti basse del corpo, ma lasciando in ombra visi ed espressioni.
Alcuni angoli erano poi particolarmente bui, e spesso si vedevano guizzare corpi bianchi che si intersecavano e accarezzavano.

Si fermò in uno di questi angoli particolarmente buio, sul quale si aprivano tre piccoli loculi contenenti uno stretto letto-panca di simil pelle nera.
Subito tre uomini si fecero avanti, palpando e ansimando, protendendo i loro cazzi già duri e pronti.
Incredibilmente tutti bei cazzi: uno un po’ più lungo, un altro un po’ più largo, uno con una cappella davvero grossa e ben fatta. Si chinò avanti per prenderli in bocca a turno, mentre mani irruente allargavano il culo cercando altre vie di piacere.

La cosa andò avanti per qualche minuto, ma la scomodità del posto e ancora un certo impaccio e imbarazzo dei giocatori fece disperdere il gruppo dopo poco.

Ancora un giro per il locale, un bagno veloce nell’idromassaggio, una sosta davanti alla stanza cinema illuminata da uno scadente porno muto, poi si fermò nella sala delle “amache”, lasciando cadere l’asciugamano a terra ed esponendo il corpo nudo alla luce, in quel tratto più intensa.
Subito un uomo piuttosto insignificante, timido e impacciato, si avvicinò proponendo il suo cazzo.
L'offerta venne subito accettata, e il cazzo preso in mano. Lo segò per qualche attimo per ammirarlo e saggiarne la consistenza, poi si chinò prendendolo in bocca con calma.
I rantoli dell’uomo non lasciavano dubbi sugli effetti positivi di quelle attenzioni.

L’azione in corso attirò subito un altro uomo, decisamente un maschio alfa rispetto al primo, molto curioso assistere a queste dinamiche.
Il secondo uomo era sulla cinquantina, capelli grigi legati in un codino,  decisamente stempiato e con la pancia prominente.
Porse senza tanti preamboli il suo cazzo... ed era veramente bello, fatto apposta per essere venerato. Lungo più di una ventina di centimetri, largo da riempire per bene il palmo e con un cappella grossa dal bordo netto e ben definito.

Non si poteva far sfuggire una simile bellezza, e in poco tempo tutto l’azione si concentrò su quel grosso pezzo di carne, tanto che ”il rivale” si defilò in fretta senza dire niente.

Inginocchiarsi di fronte a quel cazzo, coccolarlo, percorrerlo in tutta la sua lunghezza con la lingua, proseguendo sulle belle palle gonfie, per poi ammirarlo lucido e teso in tutte le angolazioni, era un piacere infinito.
Il pompino proseguiva per un tempo lunghissimo,  senza segni di cedimento da parte dell’uomo.

Era grosso, ma alla fine bisognava provarlo per bene.

Non una parola; due bustine di gel spalmate per bene sul culo; l’abbandono a pancia in sotto sull'amaca; il culo esposto in alto in un chiaro invito.

L’uomo si fece prendere da un attimo di agitazione, armeggiando confusamente tra quelle cosce aperte con il suo cazzo proteso e ben inumidito.
Senza tante cerimonie diede una serie di colpi secchi all'imboccatura dello sfintere, strappando gemiti di dolore alla sua povera vittima sacrificale che ondeggiava su quella specie di altalena mentre veniva violata.

Quella cappella era veramente grossa, e i colpi decisi e poco gentili strapparono mugolii e gemiti di dolore sempre più forti.

Incredibile come il farsi scopare nel culo in quel modo provochi uno stato di trance, di mollezza e sfiancamento in ogni muscolo del corpo già dopo pochi attimi.
Poco a poco il piacere si fece strada, quando il cazzo invadente riuscì a trovare il suo spazio tra la carne arrossata massaggiando le parti interne più sensibili.
I rantoli di godimento si fecero ritmici seguendo i colpi profondi.


Quasi non si accorse, e comunque non riuscì a reagire, quando l’uomo si sfilò dal suo corpo e si portò all'altezza del viso stravolto, masturbandosi convulsamente fino a sborrare sulla guancia e sulle labbra del suo giocattolo di piacere, a cui non rimase che cercare il proprio godimento finale masturbandosi velocemente con la mano.

giovedì 23 febbraio 2017

Primavere timide lungo argini isolati

Sembra quasi che una timida primavera si affacci all'orizzonte.

Qualche nebbia appiccicosa e invadente ancora.
Qualche sbuffo di neve sulle cime più alte, che spinge in basso un vago odore di freddo gelido.

Ma ormai la testa è proiettata verso giorni caldi, verso pelle nuda che si colora. 
Si programmano gite spensierate in lontane spiaggette isolate, cercando sguardi complici tra occhiate lascive e carezze languide.

Tanta voglia di esibizionismo, di voyeurismo nei boschetti nascosti.
Perché il sesso all'aria aperta è sempre bello, e quando è condito dal fascino e dai brividi dell'ignoto, lo è ancora di più.




lunedì 16 gennaio 2017

Una tacca per il nuovo anno

Da quanto tempo esiste Viaggiatore Immaginario?

Sette, otto anni credo. Ho perso le prime tracce insieme alla caduta di Splinder.
Ovvio che in questo lasso di tempo l'aspetto monotematico di questo blog un po' mi sia venuto a noia, sia nel raccontarlo che, forse, nel viverlo.

L'inizio anno però è sempre stato un momento ricco di stimoli e di dinamismo. La prospettiva della fine dell'inverno, l'euforia del vecchio lasciato alle spalle e delle nuove possibilità che ci aspettano all'orizzonte... Non so esattamente quale sia la causa.

Anche quest'anno qualcosa si muove: fantasie, voglie, sogni ad occhi aperti, piccoli momenti di trasgressione rubati alla quotidianità.

E poi c'è il Destino, io lo rispetto sempre, e non ignoro i suoi segnali.
In questo periodo continuo a ripresentarsi il tema delle "quarantenni separate", con le loro turbe, le loro storie, i loro capricci estetici e sessuali.

Il tema ricorrente nei miei incroci recenti è la depilazione intima.

Sembra che a queste balde giovani rinnovate, si sia aperto un nuovo scenario per quanto riguarda l'aspetto della loro amica, scoprendo il piacere dell'assenza totale di pelo.
Curiosamente, queste considerazioni capitano in un periodo in cui ho riscoperto il piacere della vulva villosa (ma curata, ovvio), trovando addirittura noiosa e quasi ridicola la moda della figa-bambina decantata da molti.


In realtà la "categoria" (bruttissima parola, lo so) delle mie coetanee separate mi è quasi totalmente sconosciuta. Troppo pericolose quelle che conosco, forse ancora più pericolose quelle da conoscere!

Però il pensiero di queste donne che si depilano mi eccita.
Mi eccita il pensiero contorto che loro se la depilino per stupire i nuovi amanti, che pregustino già l'effetto che avrà su un uomo nuovo e sconosciuto che ben presto, si spera, farà scorrere la propria lingua tra quella tenera carne liscia e pulita.





Foto di Viaggiatore Immaginario