mercoledì 15 aprile 2015

La distanza dell'affetto

Convergiamo verso l’uscita della ditta e ci incolonniamo, loro tre ed io,  per immergerci in questo fantastico sole primaverile.
Le prime due deviano a destra, io e lei ci dirigiamo a sinistra, verso il viale alberato.
Cammino in silenzio stringendo il mio libro con il solito moto di nervosismo e impazienza al pensiero che la mia panchina preferita possa essermi sottratta da qualcuno.

All'attraversamento pedonale la affianco, guardandola con un sorriso di sfida e ricevendone uno troppo forzatamente distaccato e noncurante.

-Guarda che non ti seguo, non ti preoccupare

Risata sprezzante di lei

-Ne sono certa

-Vieni a rilassarti un po’ con me su una panchina? Mica vorrai chiuderti in ufficio anche durante la pausa come sempre?

Mantiene un atteggiamento di distacco, quasi di sfida. Eppure non è per me, ma per quelli che potrebbero vederla.

-Non credo proprio. Devo andare a spostare la macchina se no mi becco la multa.

Mi colpisce il distacco, o meglio, la mancanza di vicinanza a livello fisico, o comunque a livello di manifestazioni esplicite, che ci caratterizza in questi momenti.
Quando ci sentiamo via mail la nostra intesa, la nostra amicizia direi, è forte è viva.
Possiamo non vederci né sentirci per settimane, mesi, poi lei magari si fa viva quando io attraverso un momento negativo, chiedendomi subito se sto bene perché mi ha visto “strano”.

Purtroppo i nostri sessi e, con le implicazione che essi comportano, ci portano a scontrarci con i pregiudizi e gli schemi mentali della gente comune.
Un po' a causa dell'ambiente in cui ci troviamo, un po' a causa dei nostri trascorsi, seppur archiviati per entrambi.


Così mi limito a scriverle che parlare a quattr’occhi con lei mi manca, pur sapendo che i veri noi stessi non andranno oltre poche linee di caratteri impressi su una mail.

mercoledì 8 aprile 2015

Ciclicamente

Stamattina avevo voglia di freschezza, leggerezza. 
Una non troppo celata esigenza di sensualità, anche solo riflessa.
Sarà finalmente la primavera, la voglia di ritrovare l’abbronzatura su questa pelle pallida e soffocata dalla pesantezza dell’ inverno, di riscoprire la libertà della vita all'aria aperta.

In realtà la voglia la sentivo già ieri sera, perso a vagabondare nella periferia silenziosa sotto la limpida luce di una luna a tre quarti.
Avrei avuto voglia di perdermi in qualche anfratto buio, ritrovando anime inquiete come me per condividere un po’ di perdizione.


Come ho già detto più volte, tutti noi abbiamo un Passeggero Oscuro che ciclicamente torna a farci visita, a pretendere i suoi cinque minuti di gloria.
Il mio è impertinente, pretenzioso.
Con il passare del tempo mi rendo conto dell’inevitabilità di questi cicli, della necessaria accettazione di questo pegno.
E’ qualcosa che esula dalle nostre vite di tutti i giorni, dai nostri legami e dai nostri limiti. 

Vuole, pretende la sua indipendenza, la sua emancipazione nella nemesi dei nostri canoni ortodossi.

A volte lo riesco a sfamare con poco, anche solo un brivido di audacia nel freddo della notte.
Altre volte mi spinge a osare di più, a valicare i confini che mi portano a percorrere strade tanto familiari e confortevoli sul momento, quanto lontane e inaccettabili al sorgere di un nuovo giorno.


E allora sono partito per la mia giornata consapevole della mia frivolezza, sapendo già che è solo questione di tempo...

e di occasioni giuste al momento giusto.



venerdì 3 aprile 2015

A volte ritornano

La Cacciatrice s'è rifatta viva.
Così, all'improvviso, come se avesse salutato tutti la sera prima.

E' entrata con non chalance, salutando cordiale e dispensando sorrrisi.
Si è seduta lontana da me, quasi all'altro capo del tavolo, parlando un po' con questo e un po' con quello per aggiornamenti vari e convenevoli.

Ma i suoi occhi felini schizzavano in continuo verso di me, ne sentivo il peso addosso anche mentre ero girato, e se li incorciavo il sorriso aperto che mi rivolgeva non lasciava presagire niente di buono.
La maggior parte delle persone non la conosceva, non conosceva l'elemento per quello che è, e percepivo il generale stupore per questa ragazza dal fisico statuario e dall'aria selvaggia che si era introdotta come una tempesta di vento nel gruppo.

La cacciatrice si avvicina cauta alla sua preda, la tattica è collaudata, e di fatti dopo poco me la sono ritrovata seduta a fianco con i suoi occhi piantati dentro i miei.

-Come stai ? Che novità mi racconti?

E che novità ti racconto? Che forse è passata un'intera vita dall'ultima volta che ti ho vista? O che forse non è cambiato proprio niente?
Tra i vari discorsi allude a qualche incontro più tranquillo, un caffé dopo il lavoro, un aperitivo, una cena con la vecchia banda del divertimento.
Le sorrido sincero, le dico che mi piacerebbe, ma già so che non accadrà.

E' successo con altre ragazze e donne simili a te, ma quelli erano mondi a sé stanti, vite parallele. 
Qui si parla di far incontrare dimensioni che, per puro equilibrio chimico, devono restare assolutamente separate.

Magari un giorno troverò la formula magica per fondere questi elementi senza scatenare una reazione distruttiva a catena, e allora forse, chissà... 

potresti ottenere finalmente questa tua preda.


mercoledì 1 aprile 2015

Corro all'orizzonte,
lontano argine allo sguardo,
per frenare la deriva dei pensieri.

Niente importa,
se sai dove tornare.




(foss'anche questo blog)

giovedì 5 marzo 2015

Clima...X

Sembrerà banale, ma forse ho sperimentato il miglior pompino della mia vita.

La stavo scopando da dietro, mentre lei si abbandonava sul cuscino con il viso e con il petto, esausta dopo il suo orgasmo.

La penetravo lento, a fondo, godendomi nella penombra la sensazione della sua figa che cercava di  trattenere il mio cazzo quando mi ritraevo.
Poi, allargandole per bene il culo con le mani, affondavo fino in fondo, cercando di aderire il più possibile a lei e ondeggiando il bacino per godermi la sensazione della punta del mio cazzo che accarezzava il fondo della sua figa.
Ero al limite, mi sentivo quasi scoppiare.

Ma non volevo venire in quel  modo, dentro di lei.
Mi sono tolto, sdraiandomi sulla schiena: fammi godere tu, le ho detto.

Ha cominciato a masturbarmi con la mano, pensando che fossi proprio al limite, ma poi ha visto che c’era ancora del margine.
Scostandosi i capelli si è chinata fino a prenderlo in bocca, cominciando un lento a appassionato pompino.
Mentre lavorava con la bocca, indice e pollice messi ad anello accarezzavano molto lievemente la parte inferiore del cazzo.
Mi faceva sentire distintamente il lavoro della bocca sulla cappella, sul suo bordo e sulla parte alta dell’asta, mentre le dita mi accarezzavano il resto, piacevolmente ma senza essere invadenti.
Al tutto si è unita poi una carezza dolce ai testicoli, soppesandoli e maneggiandoli con estrema delicatezza.

L’orgasmo è stato dirompente, mi si è propagato in tutti i muscoli del corpo, lasciandomi esausto.
Lei si è quasi spaventata, pensando di avermi fatto male.


Mio dio... non credevo che si potesse godere così tanto.

martedì 3 marzo 2015

La parità dei sessi

Belle impiegate ultra quarantenni...

tirate e sofisticate con il loro capello biondo liscio;
il tatuaggio da giovane trasgressiva, con i testi dei 30 seconds to mars,  che fa capolino dalla scollatura;
la ciccetta da ex ragazza rotondetta, che spunta dalla maglietta troppo corta se non per una sedicenne;
giacchetta leggera aperta a scoprire più curve e pelle possibile, nonostante il fresco venticello francese...


Vederle scambiarsi sguardi d'intesa da dietro gli occhiali fumée d'ordinanza , e poi sorprenderle mentre si voltano a studiarti il sedere ammiccando divertite, rende la giornata più leggera e piacevole.

Avete vinto.
Il sesso  debole siamo noi.
Se solo voleste fare di me il vostro gingillo erotico,  
ve ne sarei infinitamente riconoscente.

lunedì 2 marzo 2015

Blogger ritira le minacce

E' la seconda volta che vedo i vari blogger andare nel panico per presunte minacce di censure da parte della piattaforma.

Quest'ultimo avviso non mi aveva mai convinto, ritenevo troppo strano (anche a livello tecnico) che da un giorno all'altro cominciassero a controllare e chiudere i blog con immagini porno.
Ed ecco ora puntuale la smentita, o meglio, il passo indietro:

Blogger Porn Content Policy


Meglio, sono troppo pigro per pensare di traslocare o ripulire tutto.





E ora, festeggiamo la libertà del porno con questo bellissimo culetto che sembra fatto apposta per essere penetrato...

Che elasticità, che morbidezza!
Un gioiellino ;)